Gianluca Spessot alla scoperta del Giro d'Italia: la seconda tappa

Il viaggio alla scoperta dei tratti più suggestivi del tour ciclistico italiano è arrivato al secondo giorno. Partenza da La Villa e arrivo a Cortina.

26 condivisioni 0 commenti

Share

Che salita il Giau! Ma andiamo con ordine. Svegliarsi, aprire le tapparelle e poter ammirare lo spettacolo delle Dolomiti dal proprio letto non capita tutti i giorni e quindi mi prendo qualche minuto in più del previsto. La signora Romina del Garni La Ciasota (ieri ho potuto scrivere il post per il blog in giardino, comodamente sdraiato sull’amaca!) mi spiega che La Villa è una sorta di isola felice dal punto di vista metereologico perché capita spesso che nei paesi limitrofi piova risparmiando la località da dove partirà la prima tappa del mio giro. Poi mi conferma che in Val Badia fra la popolazione si parla il ladino ma tutti, o quasi, sono trilingui perché a scuola si impara il tedesco oltre, ovviamente, all’italiano. Il ladino mi ricorda vagamente il friulano, il mio dialetto e sento quasi aria di casa ma bisogna partire ed approfittare della bellissima giornata di sole.

La salita verso il passo del Valparola inizia subito e quindi non c’è tempo per fare un po’ di riscaldamento. Per fortuna all’inizio le pendenze non sono molto impegnative, mentre il traffico non da’ tregua. L’orario, forse, non aiuta (le 8 del mattino) ma, una volta superato S. Cassiano, diventa meno intenso. È una vecchia regola per cui pendenze e presenza di automobili e, soprattutto mezzi pesanti, sono inversamente proporzionali. Si entra nel bosco e, al confine fra Alto Adige e Veneto, la strada sale in maniera meno graduale ma non sono pendenze proibitive e la vetta si raggiunge in scioltezza. A parte qualche sosta dedicata alle foto di rito, non sono necessarie delle pause. Gli ultimi chilometri permettono di ammirare il paesaggio roccioso che hanno reso famoso il passo Valparola. Scollinato prima del previsto mi lancio in discesa in direzione Caprile. Ho lasciato i guanti nello zaino e non è stata una scelta felice! Man mano che la quota scende, le temperature si alzano e, arrivato al bivio che porta verso il Giau, decido di fare una pausa.

La colazione ha esaurito la sua funzione e lo stomaco reclama nuove energie. Tolta la giacca. Si inizia a salire anche se, arrivando dal Valparola, si hanno circa 200 metri di dislivello di vantaggio rispetto a chi parte da Caprile. La strada torna a scendere per un breve tratto ma dopo aver superato Pian ed essere arrivati al bivio che porta a Selva di Cadore, bisogna andare a sinistra ed affrontare un’avventura fatta di 29 tornanti. Chi la vuole fare in apnea deve essere molto ben allenato perché gli unici attimi di respiro sono i brevi tratti sui ponti, per loro natura, pianeggianti. La strada non smette un attimo di salire ma si viene premiati da viste mozzafiato che diventano sempre più suggestive man mano che prende quota. Anche l’ultimo chilometro non molla e la vista del cartello del passo è una liberazione. Foto di rito, ma lo spettacolo diventa impareggiabile una volta affacciatisi sul versante opposto. Difficile descrivere a parole questo straordinario quadro che la natura ci ha voluto regalare. Ho fatto un breve video ma si fa fatica a trasmettere l’emozione che si prova stando a 2.000 metri dopo esserci arrivati con le proprie forze ed aver spremuto anche l’ultima goccia di sudore. È proprio vero che quanto è maggiore la fatica, tanto grande e’ il piacere per la ricompensa. Starei ore ad ammirare il paesaggio ma il vento e le temperature di alta montagna mi suggeriscono che è meglio scendere a valle. E quindi giù, direzione Cortina. A Pocol mi aspetta un fuori strada sulla pista di sci ma dopo aver messo a dura prova i freni arrivo nella famosissima zona pedonale. Sono stanco ma, alla fine, restano solo i ricordi di una tappa bellissima.

 

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.