Chi è il favorito per il Pallone d'Oro dopo i Mondiali di Russia?

Si accende la corsa per il premio assegnato al miglior calciatore al mondo: i nomi nuovi sono Griezmann, Mbappé e Modric, ma Cristiano Ronaldo non intende abdicare.

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Nato nel lontano 1956 da un'idea della rivista sportiva France Football, che intendeva premiare con un trofeo il calciatore europeo che maggiormente si era distinto nell'anno solare, il Pallone d'Oro è stato da subito un premio molto ambito, un traguardo individuale che permette di entrare nella storia del calcio e che testimonia la grandezza di un campione.

Nonostante le critiche di chi sostiene che si tratti di un riconoscimento che negli anni ha perso il suo fascino e che finisce per premiare un calciatore rispetto a un altro a volte più per questioni d'immagine, il Pallone d'Oro - che dal 1994 è aperto anche ai calciatori extra-europei e dal 2006 a chi milita in qualsiasi club al mondo - resta un trofeo interessante, soprattutto dopo la conclusione dei Mondiali di calcio in Russia.

Dopo dieci anni consecutivi in cui è stato vinto da due soli calciatori - Leo Messi e Cristiano Ronaldo, che se lo sono aggiudicati 5 volte a testa - l'edizione 2018 potrebbe infatti finire in nuove mani proprio in seguito alle deludenti prestazioni in Coppa del Mondo dei suoi due recenti dominatori. Dopo la finale di Mosca sono almeno tre i "nomi nuovi" che animano la corsa di quest'anno, Griezmann, Mbappé e Modric: chi vincerà? E se CR7 la spuntasse anche stavolta?

Il trofeo del Pallone d'OroGetty Images

Chi è il favorito per il Pallone d'Oro dopo i Mondiali di Russia?

Per gran parte della stampa specializzata, all'indomani della finale di Mosca che lo ha incoronato campione del mondo insieme alla sua Francia, il favorito numero uno al momento sembra essere Antoine Griezmann. Stella dell'Atletico Madrid, con cui ha recentemente rinnovato respingendo persino le avances del Barcellona di Messi, l'attaccante francese ha disputato un Mondiale da assoluto protagonista: 4 gol realizzati, punto di riferimento dell'attacco dei Bleus, Griezmann è stato continuo per tutto il torneo, andando a segno e fornendo un gran numero di occasioni ai compagni e risultando decisivo anche nella finale contro la Croazia, dove ha trasformato un rigore e calciato la punizione da cui è nato l'autogol di Mandzukic per il primo vantaggio francese.

A favore di Griezmann depongono anche le prove disputate nei quarti e in semifinale rispettivamente contro Uruguay e Belgio: in un Mondiale che ha lasciato poco allo spettacolo, pur non brillando, la stella dell'Atletico Madrid ha servito gli assist per i gol decisivi di Varane contro i sudamericani e di Umtiti nella gara che ha portato i ragazzi di Deschamps all'ultimo atto a Mosca.

Se a questo aggiungiamo la vittoria a livello di club dell'Europa League, manifestazione giocata da assoluto protagonista e con la ciliegina sulla torta del premio di miglior giocatore in finale - circostanza ripetuta anche ai Mondiali - ecco che diventa facile comprendere come la candidatura di Griezmann sia importante e il suo essere considerato il favorito più che sensato.

Griezmann e MbappéGetty Images

Chi potrebbe insidiare il titolo all'attaccante francese è un altro attaccante francese, Kylian Mbappé, passato nel giro di un anno dall'essere considerato un acquisto esagerato da parte dei soliti spendaccioni del Paris Saint-Germain all'erede designato dei più grandi di sempre. Paragoni che hanno scomodato persino il leggendario Pelé e che sembrano ancora affrettati, ma tutt'altro che campati in aria considerando la giovane età di un talento già incredibilmente maturo e che in Russia ha saputo incantare.

Forse non è stato continuo come Griezmann, ma con le sue straordinarie accelerazioni e con la sua enorme inventiva Mbappé ha fatto stropicciare gli occhi ai tanti che non conoscevano le sue enormi potenzialità: non solo fumo ma anche tanto arrosto, dato che il giovanissimo attaccante del PSG ha deciso la sfida con il Perù ai gironi, ha di fatto distrutto l'Argentina di Leo Messi agli ottavi e poi è riuscito a lasciare il segno anche nella finale contro la Croazia. Le mancate affermazioni a livello di club, la minor continuità e una giovane età che potrebbe indurre tanti a pensare che ci sarà tempo per celebrarlo pongono però Mbappé alle spalle del compagno di reparto in Nazionale.

E se fosse Luka Modric a trionfare? Per molti il miglior calciatore al mondo è lui, decisivo tanto nei trionfi del Real Madrid quanto in una Croazia che ha centrato una finale Mondiale storica anche, soprattutto, grazie alla sua straordinaria regia. Da anni Modric è considerato quasi all'unanimità il migliore al mondo nel suo ruolo, e l'ennesimo trionfo in Champions League con il Real Madrid (il quarto in cinque anni, il terzo consecutivo) è stato seguito dalla fantastica cavalcata della sua Nazionale in Russia.

Premiato come miglior calciatore dei Mondiali, Modric avrebbe tutte le carte in regola per ambire alla vittoria del Pallone d'Oro 2018, ma un sistema che tende a premiare gli attaccanti finirà irrimediabilmente per sfavorirlo, così come la sconfitta in finale della Croazia, prevedibile ma che potrebbe consegnare nelle memorie di chi voterà l'immagine di un campione straordinario ma incapace di vincere da solo.

Modric e Cristiano RonaldoGetty Images

Modric è un fenomeno, ma essere un grande uomo-squadra invece che una stella individualista potrebbe rivelarsi un limite per lui, come già avvenuto per Iniesta nel 2010. Al playmaker spagnolo non servì neanche segnare il gol decisivo nella finale dei Mondiali vinti dalla sua Spagna per prendersi il Pallone d'Oro, assegnato invece in quell'occasione a Leo Messi. Si trattò di una vittoria controversa che potrebbe ripetersi anche quest'anno: perché se è vero che Griezmann, Mbappé e Modric rappresentano quei nomi nuovi che il grande pubblico desidera dopo anni di dualismo tra Messi e Cristiano Ronaldo, è anche vero che il fenomeno portoghese recentemente trasferitosi alla Juventus è tutt'altro che tagliato dai giochi. 

Vero è che ai Mondiali il suo Portogallo si è fermato clamorosamente agli ottavi di finale persi contro il Portogallo di Cavani, ma è altrettanto vero che CR7 in Russia ha disputato 4 partite segnando 4 gol, tra cui la strepitosa tripletta all'esordio contro la Spagna in una partita che è entrata negli occhi di milioni di spettatori. A livello di club, inoltre, il portoghese non sarà risultato decisivo nella finale di Champions League, ma all'ultimo atto a Kiev il Real Madrid ce lo ha trascinato lui con 15 gol in 13 partite. 

Fatti, numeri, che spiegano come al momento attuale Cristiano Ronaldo sia tutt'altro che escluso dalla corsa al prossimo Pallone d'Oro, che comunque vada quest'anno dovrebbe essere capace di riservare un po' di incertezza sul futuro vincitore. La nuova grandeur francese, il miglior regista al mondo o il vecchio campione che non intende mollare un centimetro? Lo sapremo a dicembre, e c'è da scommettere che le polemiche, come sempre, non mancheranno.

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