Tour de France, sul pavé vince Degenkolb: ok Nibali e Froome, out Porte

Il corridore della Segafredo Trek aveva già trionfato a Roubaix, battuto van Avermaet che rimane in giallo. Infinite cadute, Porte ritirato: clavicola rotta.

 Tour de France, la vittoria di Degenkolb sul pavé Getty Images

18 condivisioni 0 commenti

di

Share

Da Arras a Roubaix, 156,5 km ricchi di insidie e cadute al Tour de France. Alla fine vince Degenkolb su Lampert e la maglia gialla van Avermaet. Strada insidiosa più del previsto: infinite forature, infiniti i corridori a terra.

Ritiro eccellente in gara dopo una caduta: Richie Porte. Clavicola ko e subito portato in ospedale. Arrivano tutti insieme i big: Froome, Nibali, Quintana, Dumoulin, Valverde e Thomas. Chi invece patisce tanto è Uran, a quasi 2’ dal vincitore.

Il Tour de France è entrato nel vivo. Domani riposo, poi arrivano le montagne: martedì c’è Le Grand-Bornand, il giorno dopo l’arrivo in salita a La Rosiere. Tutti contro van Avermaet, che questa maglia gialla non vuole più toglierla.

Tour de France, il pavé fa subito male

Pronti, via. Parte la fuga in vista del pavé, vero protagonista della nona tappa di questo Tour de France. Attenzione al terreno insidioso, che fa subito vittime: caduta che coinvolge Richie Porte nonostante non stesse correndo ancora sul pavé. Il capitano della BMC, dolorante alla clavicola, non riesce nemmeno a ripartire. Corsa finita per lui, uno dei favoriti al podio finale, e accertamenti in ospedale. Il gruppo rallenta, la fuga va. La caduta fa altre vittime: ritirati Marczynski della Lotto Soudal e Rojas della Movistar.

Dicevamo del terreno: fora Dumoulin, poi è lesto a rientrare. Colpi a sorpresa dopo una cinquantina di chilometri. Davanti intanto diventano in dieci: tra i più pericolosi ci sono De Gendt e Calmejane.

Roubaix attende

Non sarà uno scenario epico sul pavé, condizioni climatiche perfette: sole e, ovviamente polvere al posto dell’insidioso fango. Nibali si mette in testa, non vuole prendere rischi. Conosce queste strade, qui ha trionfato nel 2014. Bardet dietro fatica a rientrare, poi ce la fa quando mancano 100 km all’arrivo. Il terreno diventa sempre più insidioso. È la fiera delle cadute: a terra ci finiscono anche Groenewegen, Zakarin e Bernal. Ai -72km il vantaggio del gruppetto di testa si aggira intorno ai 2’20’’. E altra caduta, con il gruppo dei big che si spezza in due: attardato ci rimane anche Nibali. Non è ancora finita. 

Davanti resistono Sagan e Gaviria, con la Sky che fa il ritmo. Rientrano tutti, tra cui Nibali. La sfortuna invece è ancora per la BMC, con Van Garderen (diventato capitano dopo il ritiro di Porte), che rientra nel gruppo dei big e poi cade.

All’attacco

Attacca la maglia gialla van Avermaet. Cuore e coraggio questo ragazzo, che ai -49km prende l’iniziativa. Le cadute sono infinite: giù gli uomini della Sky e offensiva di Gilbert che si porta dietro Sagan. Allunghi inutili.

Davanti rimangono Van Rensburg e Gaudin: ripresi. Attaccano Lampaert, la maglia gialla van Avermaet e Degenkolb in mezzo alla polvere. Il terzetto, ai -10 km, ha 35’’ di vantaggio. Scappano via, il più veloce sulla carta è Degenkolb. E infatti a Roubaix trionfa lui, portandosi a casa la prima vittoria al Tour de France della sua carriera. Dopo una corsa pazza e ricca di sorprese. Tutti insieme i big.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.