Mondiali Juniores, Tampere: l’Italia trionfa nella staffetta 4x400 maschile

Storica impresa della staffetta 4x400 italiana, che ha conquistato la medaglia d’oro davanti agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna stabilendo il record italiano con 3’04”05.

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L’Italia ha conquistato una straordinaria medaglia d’oro nella staffetta 4x400 maschile nella gara che ha concluso una splendida edizione dei Campionati Mondiali Juniores di Tampere in Finlandia. Continua così il momento d’oro dei 400 metri a livello italiano iniziato l’anno scorso con il trionfo di Vladimir Aceti agli Europei Juniores di Grosseto e proseguito con le vittorie di Lorenzo Benati agli Europei Under 18 di Gyor di inizio Luglio e di Davide Re ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona a fine Giugno.  

Il quartetto azzurro formato da Klaudio Gjetja, Andrea Romani, Alessandro Sibilio e Edoardo Scotti ha trionfato con il record italiano e la migliore prestazione mondiale dell’anno di 3’04”05 precedendo due super potenze come gli Stati Uniti (3’05”26) e la Gran Bretagna (3’05”64). Già in batteria il team italiano si era aggiudicato la batteria in 3’08”35 con un quartetto che comprendeva il neo campione europeo under 18 Lorenzo Benati in terza frazione al posto di Sibilio, impegnato nella finale dei 400 ostacoli.

Gjetja e Scotti avevano già fatto parte della formazione azzurra vincitrice del titolo europeo under 20 lo scorso anno a Grosseto. Il successo azzurro nella gara considerata come il manifesto della cultura sportiva di un paese ha ripetuto il successo dell’anno scorso agli Europei Under 20 di Grosseto. Di quel quartetto facevano parte Sibilio, Gjetja e Scotti.

Nella storia dei Mondiali Juniores l’Italia era salita sul gradino più alto del podio soltanto quattro altre volte con Ashraf Saber nei 400 ostacoli a Seul 1992, Andrew Howe nei 200 metri e nel salto in lungo a Grosseto 2004 e Alessia Trost a Barcellona 2012. Non era mai successo nella storia dell’atletica che l’Italia riuscisse a vincere un titolo mondiale in una staffetta a qualsiasi livello sia assoluto sia giovanile.

La vittoria azzurra ha raccontato tante storie come quella dell’amicizia tra Andrea Romani e Alessandro Sibilio, compagni di allenamento sotto la guida dell’appassionato coach napoletano Giampaolo Ciappa e inseparabili compagni di banco al Liceo Scientifico Mercalli di Napoli. I due “gemelli diversi” gareggiano per l’Atletica Riccardi Milano e frequentano lo stesso corso di laurea in Ingegneria Meccanica alla Federico II di Napoli. Insieme vinsero in maglia azzurra il titolo europeo della staffetta mista agli Europei Under 18 di Tiblisi.

Alessandro Sibilio:

E’ una sensazione pazzesca. Quando ho visto gli Stati Uniti dietro ho capito che avremmo vinto. Se potevo dare il 200 %, ho dato il 300 %. L’avevamo sognato. L’atletica italiana sta rinascendo

Super Scotti quarto nella finale dei 400 metri:

Edoardo Scotti ha realizzato il secondo record italiano di questi campionati dopo quello realizzato nella semifinale dei 400 metri individuali con 45”84, che gli ha regalato l’ingresso in finale. Nella gara per il titolo il giovane talento lodigiano ha sfiorato il podio classificandosi quarto in 46”20 nella gara vinta dal belga Jonathan Sacoor in un eccellente 45”03 davanti ai giamaicani Christopher Taylor (45”38) e Chantz Sawyers (45”89). Già in batteria Scotti aveva stabilito il record personale con 46”52.

Il quattrocentista tesserato per il Cus Parma ha battuto il precedente primato nazionale realizzato dal lombardo di origini russe Vladimir Aceti, che conquistò il titolo europeo a Grosseto nel 2017 con 45”92. Aceti e Scotti sono gli unici atleti italiani juniores della storia capaci di scendere sotto i 46 secondi.

Taylor era considerato come il grande favorito della vigilia dopo gli eccellenti record personali realizzati nel corso della stagione (10”11 sui 100 metri, 20”38 sui 200 metri e 44”88 sui 400 metri).

Edoardo Scotti:

Non mi piace questo quarto posto perché sono arrivato convinto e ci credevo molto magari non nell’oro ma in un miglioramento rispetto a ieri. Non so cosa sia successo. Qualcosa non è andato come doveva ma non darò mai la colpa al vento e alla pioggia. Forse sono passato troppo forte. Mi dispiace per tutti quelli che avevano creduto in qualcosa di più. Questa è una gara di passaggio. Sono ancora piccolo. Vedrete, mi farò valere un giorno

Scotti si mise in luce lo scorso anno quando vinse il titolo italiano under 18 a Rieti stabilendo il record nazionale di categoria con 46”87 battuto settimana scorsa di due centesimi di secondi da Lorenzo Benati in occasione del titolo europeo under 18 a Gyor.

Da sottolineare la buona prova di Klaudio Gjetja, che ha realizzato il record personale di 47”09 in batteria e si è avvicinato a questa prestazione in semifinale con 47”10.

Il risultato di Scotti conferma l’eccellente momento dei 400 metri a livello italiano diventando il quarto specialista del giro di pista del nostro paese in grado di scendere sotto i 46 secondi dopo Davide Re, Matteo Galvan e Daniele Corsa.

Il nuovo campione del mondo Jonathan Sacoor è nato il 1 Settembre 1999 e si allena con i fratelli Jonathan, Kevin e Dylan Borlée. Agli ultimi Mondiali Indoor di Birmingham nello scorso Marzo Sacoor ha fatto parte della staffetta belga, che ha vinto la medaglia di bronzo. Prima dei Mondiali di Tampere aveva un personale di 46”07 e si è migliorato di oltre un secondo portandolo prima a 45”72 in semifinale e successivamente a 45”03, quinto miglior tempo europeo a livello assoluto e secondo a livello under 20 a due centesimi dal record continentale di categoria detenuto dal tedesco Thomas Schoenlebe. Sacoor ha contribuito anche al quinto posto della staffetta 4x400 del Belgio, che schierava anche Rayane Borlée, fratellino dei grandi campioni Jonathan, Kevin e Dylan.

Vandi batte il record italiano dei 400 metri

La diciottenne pesarese Elisabetta Vandi è stata eccellente settima nella finale dei 400 metri femminili in 53”40 andando vicina al record italiano stabilito in semifinale con 53”24, tempo con il quale la marchigiana ha cancellato dall’albo dei primati nazionali il 53”32 realizzato dall’altoatesina Alexia Oberstolz nel 1999. Vandi si era migliorata in batteria di due centesimi di secondo con 53”51.

Elisabetta ha ereditato la passione dal padre Luca Vandi, ex mezzofondista, e dalla madre Valeria Fontan, ex quattrocentista e sua allenatrice. La sorella maggiore Eleonora è una buona mezzofondista.

Elisabetta Vandi:

Sono contentissima per il piazzamento finale, un po’ meno per il tempo. Contava tagliare il traguardo il più avanti possibile. Nelle prime due gare in curva ero riuscita a correre bene, oggi invece mi sentivo più stanca. Ho cercato di tenermi per gli ultimi 100 metri, però non è bastato. Al terzo turno e dopo aver fatto il mio record nei primi due, era davvero difficile migliorarsi ancora

Storico successo indiano sui 400 metri femminili

L’ex calciatrice indiana Hirma Das ha conquistato la medaglia d’oro in 51”46 diventando la prima atleta indiana nella storia a vincere un titolo mondiale a qualsiasi livello. Das era già salita sulla ribalta lo scorso Aprile con il sesto posto ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast. Merito del suo allenatore Nipon Das, che la convinse ad abbandonare il calcio per dedicarsi all’atletica. La romena Andrea Miklos ha conquistato la medaglia d’argento in 52”02 precedendo la statunitense Taylor Manson (52”28).

Tutte le staffette italiane in finale per la prima volta nella storia dei Mondiali Juniores:

Oltre al trionfo della staffetta 4x400 la velocità italiana ha festeggiato l’ingresso in finale delle due 4x100 e della 4x400 femminile per la prima volta nelle 16 edizioni di questa manifestazione a testimonianza della crescita del movimento dell’atletica italiana.

Pochi minuti prima della vittoria della 4x400 maschile il quartetto del miglio femminile composto da Camilla Pitzalis, Eloisa Coiro, Chiara Gherardi ed Elisabetta Vandi si è classificato sesto (secondo tra le nazioni europee dopo la Germania) in 3’34”00 demolendo di quasi due secondi il record italiano stabilito lo scorso anno da Rebecca Borga, Linda Olivieri, Elisabetta Vandi e Ilaria Verderio agli Europei di Grosseto e eguagliato in batteria ai Mondiali di Tampere il giorno prima. Le azzurre hanno rimontato due posizioni superando allo sprint la Repubblica Dominicana e il Brasile grazie ad una spettacolare rimonta di Elisabetta Vandi. Gli Stati Uniti hanno conquistato la medaglia d’oro in 3’28”74 davanti all’Australia (3’31”36) e alla Giamaica (3’31”90).

Elisabetta Vandi:

Abbiamo dato il massimo e realizzato questo record che tanto volevamo. Siamo state tutte bravissime. Ho cercato di tenere la dominicana per tutta la gara e negli ultimi 100 metri ho stretto i denti per superarla. Poi c’era anche la brasiliana e l’ho presa

Il quartetto femminile formato da Vittoria Fontana, Moillet Kouakou, Alessia Carpinteri e Margerita Zuecco si è qualificata grazie al terzo posto in batteria in 44”52 alle spalle della Germania (43”80) e dell’Irlanda (44”27). Si tratta del miglior tempo italiano di sempre a livello under 20 a soli dodici centesimi di secondo dal record italiano. Nella finale le stesse atlete si sono classificate ottave in 44”81. La Germania ha trionfato in 43”82 bissando il trionfo dell’anno scorso agli Europei under 20 di Grosseto. Della formazione tedesca hanno fatto parte Sophia Junk e Keshia Kwadwo, che contribuirono al trionfo in terra toscana con il primato del mondo. Il podio è stato monopolizzato dall’Europa con il secondo posto dell’Irlanda in 43”90 e il terzo della Gran Bretagna in 44”05.

La staffetta veloce maschile composta da Francesco Libera, Lorenzo Paissan, Mario Marchei e Lorenzo Patta ha vinto la batteria in 39”75 (terzo tempo italiano di sempre) arrivando a 25 centesimi di secondo dal primato italiano di categoria. Gli Stati Uniti hanno conquistato la medaglia d’oro per la sesta volta consecutiva in questa rassegna vincendo la finale in 38”88 (miglior tempo mondiale dell’anno under 20) precedendo la Giamaica (38”96) e la Germania (39”22). L’Italia non ha terminato la finale per un errore al primo cambio tra Francesco Libera e Lorenzo Paissan.

Barontini quinto nella finale degli 800 metri

Il diciannovenne marchigiano Simone Barontini si è classificato quinto nella finale degli 800 metri in 1’51”08 in una gara purtroppo compromessa dopo 350 metri quando il britannico Lonsdale è caduto e l’anconetano ha dovuto saltarlo per non finirgli addosso. L’allievo di Fabrizio Dubbini è stato bravo a non perdersi d’animo e ha provato a ricucire lo strappo per ricongiungersi al gruppo di testa. Da sesto al traguardo è stato successivamente promosso al quinto posto in seguito alla squalifica dell’algerino Oussama Cherrad. Solo il belga Eliott Crestan ha fatto meglio rispetto all’azzurro tra gli europei con il suo terzo posto. Il Kenya ha monopolizzato i primi due gradini del podio con Solomon Lekuta (oro in 1’46”35) e Ngeno Kipngetich (argento in 1’46”45).

Barontini si era già espresso alla grande nella semifinale dove aveva ottenuto la qualificazione per la finale grazie al terzo tempo in 1’47”35 alle spalle di Ngeno Kipngetich (1’46”81) e di Eliott Crestan (1’46”84). L’anconetano è diventato il terzo italiano di sempre alle spalle di Davide Cadoni (1’46”93) e di Donato Sabia (1’47”29).

Simone Barontini:

Avevo impostato la gara come al mio solito con partenza controllata e finale forte. Sono sicuro che tornando a casa, a mente fredda, saprò assimilare quanto di bello mi ha dato questo mondiale e superare l’amarezza. La tensione ti mangia lo stomaco in questo stadio. Sento di dover rivolgere un pensiero al capitano Andrea Dallavalle che mi sostiene nei momenti difficili e fa un tifo sfegatato per me

Due azzurre in finale nel giavellotto femminile

L’Italia ha piazzato due atlete nella finale del lancio del giavellotto per la prima volta nella storia dei Mondiali Juniores. Nelle qualificazioni la piemontese Sara Zabarino ha realizzato il record personale di 16 centimetri con un lancio da 53.99m al primo tentativo. Visca si è qualificata per la sua terza finale in una grande rassegna internazionale dopo gli argenti vinti agli Europei Under 18 e Under 20 nelle ultime due stagioni grazie alla misura di 53.49m. Nella finale Visca si è classificata quarta con 53.84m all’ultimo tentativo precedendo di una posizione Zabarino, che ha ottenuto il suo miglior lancio di 52.98m alla seconda prova. La campionessa europea under 20 dell’eptathlon di Grosseto 2017 Alina Shukh si è laureata campionessa mondiale under 20 del giavellotto con 55.95m davanti alla giapponese Tamaka Kuwazoe (55.66m).

Ottavo posto in finale di Sibilio sui 400 ostacoli

Il vice campione europeo under 20 dei 400 ostacoli Alessandro Sibilio si è qualificato per la finale dei 400 ostacoli grazie al quarto posto nella sua batteria e al quinto posto tra gli ammessi con 50”73. Per il napoletano dell’Atletica Riccardi Milano si tratta della seconda migliore prestazione in carriera a quattro decimi di secondo dal 50”34 che gli regalò la medaglia d’argento agli Europei Under 20 di Grosseto 2017. Nella finale Sibilio si è classificato ottavo in 52”38. La medaglia d’oro è andata al sudafricano Sokwakhana Zazini in 49”42 con sette centesimi di secondo di vantaggio sul rappresentante del Qatar Bassem Hemeida.

Alessandro Sibilio:

Ho dato tutto per entrare in finale. Sono contento dell’ottavo posto in un anno molto difficile a causa di un infortunio che mi ha costretto a rimanere fermo in maggio

La sudafricana Zeney Van der Walt ha completato la doppietta sudafricana sui 400 ostacoli vincendo la finale femminile in 55”34 davanti alla giamaicana Shiann Salmon (56”11).

Briana Williams nuova regina dello sprint

La rassegna iridata under 20 ha rivelato tanti nomi, dei quali sentiremo parlare in futuro anche in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020. La nuova stella della velocità mondiale è la sedicenne giamaicana Briana Williams, che ha trionfato nella finale dei 100 metri in 11”16 precedendo di tre centesimi di secondo la statunitense Twanisha Terry, che tre ore prima aveva fermato il cronometro in 11”03 in semifinale. Briana Williams si era già messa in luce realizzando il miglior tempo di sempre per la fascia d’età delle quindicenni fermando il cronometro in 11”13. E’ allenata da Ato Boldon, campione mondiale sui 200 metri ad Atene 1997 e bronzo sulla stessa distanza alle Olimpiadi di Atlanta 1996. La britannica Kristal Awuah si è aggiudicata la medaglia di bronzo in 11”37.

Briana Williams ha completato la doppietta vincendo la seconda medaglia d’oro sui 200 metri in 22”50 (record dei campionati) davanti all’omonima statunitense Lauren Rain Williams (23”09) e alla polacca Martyna Kotwila (23”21).

La sprinter italiana di origini ivoriane Moillet Kouakou si è classificata settima nella semifinale dei 200 metri in 24”81.

Successo a sorpresa dell’Indonesia sui 100 metri maschili

Grande sorpresa nella finale dei 100 metri maschili dove l’indonesiano Lalu Muhammad Zohri si è laureato campione del mondo under 20 in 10”18 precedendo la coppia statunitense formata dal favorito Anthony Schwartz e da Eric Harrison (10”22). L’Indonesia non era mai riuscita a piazzare un atleta in finale in tutte le rassegne olimpiche o mondiali a livello sia assoluto sia giovanile. Zohri è il primo asiatico a vincere il titolo mondiale juniores e spezza l’egemonia di paesi di maggiore tradizione come gli Stati Uniti, la Giamaica e la Gran Bretagna che durava incontrastata dal 2004. La vittoria dell’indonesiano è stata resa possibile grazie al rapporto tra la Federazione del suo paese e il coach statunitense Harry Marra, che ha allenato in passato il campione olimpico e primatista mondiale del decathlon Ashton Eaton.

Duplantis vince il salto con l’asta con 5.82m

La stella annunciata della rassegna iridata Armand “Mondo” Duplantis ha rispettato il ruolo di favorito vincendo il salto con l’asta maschile superando 5.50m, 5.60m e 5.82m (record dei campionati) al primo tentativo prima di provare tre tentativi alla misura di 6.01m.

Il giamaicano Damion Thomas ha aggiunto il record del mondo under 20 dei 110 ostacoli di 12”99 realizzato a fine Giugno al titolo iridato di categoria in 13”16 davanti al connazionale Orlando Bennett (13”33). Il giapponese Shunsuke Izumiya (accreditato del peggior tempo tra i finalisti) ha conquistato a sorpresa la medaglia di bronzo in 13”38.

George Manangoi sulle orme del fratello Elijah

George Manangoi (fratellino del campione del mondo di Londra 2017 Elijah Manangoi) ha conquistato il titolo mondiale under 20 sui 1500 metri bissando il successo dell’anno ai Mondiali Under 18 di Nairobi. Il diciottenne keniano ha vinto in rimonta in 3’41”71 precedendo di 18 centesimi di secondo il norvegese Jakub Ingebrigtsen. In una gara straordinaria piena di grandi talenti capaci di emergere già a livello assoluto Justus Soget (atleta accreditato di un personale di 3’32”97) si è imposto nella lotta per la medaglia di bronzo in 3’42”14 davanti al britannico Jake Heyward (3’43”76) e al campione mondiale indoor di Birmingham Samuel Tefera (3’43”91).

Seconda medaglia per Ingebrigtsen

Edward Zakayo ha completato il trionfo del Kenya nel mezzofondo maschile vincendo anche i 5000 metri in 13’20”16 davanti al connazionale Stanley Waithaka (13’20”57) e a Jakob Ingebrigtsen (13’20”78, nuovo record europeo under 20). Il norvegese ha vinto la seconda medaglia di questi campionati dopo la doppietta sui 3000 siepi e sui 5000m agli Europei under 20 di Grosseto 2017. Il grande favorito Selemon Barega si è dovuto accontentare del quarto posto in 13’21”16 precedendo Telahun Haile (13’23”64).

Da applausi il sesto posto del trevigiano Giovanni Gatto nella finale dei 3000 siepi maschili con il record personale migliorato di quattro secondi con 8’52”09. Per la terza edizione consecutiva dei Mondiali l’Italia è stata presente in finale in questa specialità dopo i due piazzamenti di Yohanes Chiappinelli tra i primi otto a Eugene 2014 (sesto) e a Bydgoszcz 2016 (quinto). L’etiope Takele Nigate ha conquistato la medaglia d’oro in 8’25”35 davanti al keniano Leonard Kipkemoi Bett (8’25”39) spezzando l’egemonia keniana in questa specialità che durava dal 1988.

Giovanni Gatto:

Gli africani erano troppo più forti. Ho cercato di fare la mia gara. Dedico il sesto posto al mio tecnico Fulvio Maleville e a Pierino Endrizzi. Senza di loro non sarei qui

La trentina Nadia Battocletti si è classificata ottava nella finale dei 3000 metri in 9’13”45 ventiquattro anni dopo la medaglia di bronzo conquistata dal padre Giuliano sui 5000 metri ai Mondiali Juniores di Lisbona nel 1994 nella gara vinta dal fuoriclasse keniano Daniel Komen. Nadia, già medaglia di bronzo agli Europei di Grosseto sui 3000 metri, è stata la seconda tra le europee ed è salita al terzo posto nelle liste italiane juniores di sempre. La giapponese Nozomi Tanaka ha conquistato la medaglia d’oro in 8’54”01 davanti alle etiopi Meselu Berhe (8’56”39) e Tsige Gebreselama (8’59”20).

La keniana Celliphine Chepsol ha difeso il titolo mondiale conquistato due anni fa a Bydgoszcz vincendo i 3000 siepi femminili in 9’12”78 precedendo l’ugandese Peruth Chemutai (9’18”87) e Winfred Yavi (9’23”47).

Diribe Welteji è diventata la prima atleta etiope a vincere il titolo mondiale juniores sugli 800 metri in 1’59”74 (primo tempo sotto i 2 minuti nella storia di questa manifestazione) precedendo l’australiana Carley Thomas (2’01”13) e la svizzera Delia Sclabas (2’01”29). L’Etiopia ha completato l’en-plein nel mezzofondo veloce femminile vincendo anche i 1500 metri con Alemaz Samuel in 4’09”67 davanti a Miriam Cherop e a Delia Sclabas, che ha completato la sua eccellente settimana con la seconda medaglia di questi mondiali.

Sclabas era già salita su podi internazionali in occasione della doppietta sui 1500m e sui 3000m agli Europei Under 18 di Tiblisi e del titolo europeo under 20 sui 3000 metri a Grosseto nel 2017. Una settimana prima dei mondiali di Tampere Sclabas aveva realizzato il record personale sui 1500m con 4’10”10 al meeting della Diamond League di Losanna. La diciassettenne Eloisa Coiro si è qualificata per le semifinali degli 800 metri femminili grazie al quinto miglior tempo della sua carriera di 2’07”31, che le ha permesso di classificarsi terza nella sua batteria alle spalle dell’etiope Diribe Welteji (2’05”18) e della britannica Katy Ann McDonald (2’07”24).

Il keniano Rhonex Kipruto ha dominato i 10000 metri maschili in un ottimo 27’21”08 precedendo di quasi 20 secondi il diciassettenne ugandese Jacob Kiplimo, campione del mondo under 20 di corsa campestre a Kampala nel 2017.

La keniana Beatrice Chebet si è imposta sui 5000 metri femminili in 15’30”77 precedendo in volata l’etiope Ejayehu Taye (15’30”87).

Madison Lee Weshe sulle orme di Valerie Adams

La milanese di origini nigeriane Sydney Giampietro si è classificata ottava nella finale del getto del peso con 15.19m sfiorando la misura ottenuta in qualificazione di appena un centimetro. L’atleta ora allenata da Nicola Silvaggi ma scoperta da Luigi Cochetti ha raggiunto la quarta finale internazionale consecutiva della sua carriera dopo il quinto posto ai Mondiali Under 18 del 2015, il bronzo agli Europei Under 18 del 2016 e il decimo agli Europei Under 20 di Grosseto 2017. La neozelandese Madison Lee Weshe segue le orme della connazionale Valerie Adams (vincitrice di questa manifestazione nel 2002 a Kingston) e si aggiudica la medaglia d‘oro con 17.09m precedendo la cinese Zhang Linru e l’olandese Joline Van Klinken, che hanno realizzato la stessa misura di 17.05m.  

Brilla la stella di Jordan Diaz nel salto triplo

Simone Biasutti ha centrato l’ingresso nella finale del salto triplo grazie al personale eguagliato di 15.70m (nonostante un vento contrario di -0.6 m/s), ottava migliore misura complessiva delle qualificazioni. Il saltatore triestino si è classificato dodicesimo nella finale con 15.16m.

Il primatista mondiale under 18 Jordan Diaz ha vinto a 17 anni il titolo mondiale con 17.15m migliorando di due centimetri il record dei campionati detenuto dall’altro cubano Lazaro Martinez. Lo scorso mese Diaz aveva realizzato il record mondiale under 18 con 17.41m arrivando a nove centimetri dal primato under 20 del tedesco Volker Mai. La Francia ha vinto l’argento e il bronzo con il campione europeo under 20 di Grosseto 2017 Martin Lamou (16.44m) e Jonathan Seremes (16.18m).

La bulgara Aleksandra Nacheva ha realizzato l’ottima misura di 14.18m vincendo la prima medaglia d’oro nel salto triplo femminile in questa rassegna dal 1996 quando si impose Tereza Marinova.

La favorita statunitense Tara Davis si è dovuta accontentare del terzo posto nel salto in lungo femminile con 6.36m nella gara vinta dalla tedesca Lea-Jasmin Riecke con 6.51m.

Vittoria al photo-finish di Tia Jones sui 100 ostacoli femminili in 13”01 sulla giamaicana Britany Anderson.

In uno dei duelli più combattuti dell’intera rassegna iridata il sudafricano Kyle Bilgnaut ha battuto lo statunitense Adrian Piperi nel getto del peso maschile (campione mondiale under 18 nel 2015) per appena un centimetro grazie ad un lancio da 22.07m. Piperi si è consolato con il record nord americano con attrezzo da 6 km. Il greco Odysseas Mouzenidis si è aggiudicato la medaglia di bronzo con la misura di 21.07m.

Il giamaicano Kai Chang ha vinto il lancio del disco maschile con 62.36m continuando la recente tradizione del paese caraibico in questa specialità iniziata con i successi di Frances Dacres.

Nel salto in alto maschile il greco Antonios Merlos e il messicano Roberto Vilches hanno vinto la medaglia d’oro a pari merito con la stessa misura di 2.23m superata al primo tentativo. Grande lotta anche per la medaglia di bronzo assegnata ex aequo al sudafricano Breyton Poole (campione del mondo under 18) e allo statunitense JuVaughn Blake, che hanno valicato l’asticella alla misura di 2.23m alla seconda prova. la bielorussa Karyna Taranda è stata l’unica a superare la quota di 1.92m aggiudicandosi la finale del salto in alto femminile.

La ceca Amalie Svabikova si è laureata campionessa mondiale under 20 del salto con l’asta con la misura di 4.51m precedendo la favorita svedese Lisa Gunnarson (4.35m) e la francese Alice Moindrot (4.35m).

Nel giavellotto maschile l’australiano Nash Lowis ha vinto la prima medaglia d’oro per il suo paese in una gara di lanci realizzando la misura di 75.31m. Lo statunitense Tzuriel Pedigo si è aggiudicato la medaglia d’argento con 73.76m precedendo il tedesco Maurice Voigt (73.44m). La canadese Camryn Rogers ha conquistato il titolo del martello femminile con un lancio da 64.90m al primo tentativo precedendo la statunitense Alyssa Wilson (64.14m) e la cubana Yaritza Martinez (63.82m).

La moldava Alexandra Emelianov ha vinto un titolo importante in una grande rassegna internazionale per il quarto anno consecutivo aggiudicandosi il titolo del lancio del disco femminile con 57.89m precedendo la finlandese Helena Leveelathi (56.80m) e la cubana Silinda Morales (55.37m).

Il Giappone è salito sul gradino più alto del podio nel salto in lungo maschile dove Yuki Hashioka ha trionfato con 8.03m precedendo di quattro centimetri il cubano Maikel Vidal, mentre il terzo posto è andato al giamicano Wayne Pinnock con la misura di 7.90m.

L’australiano Ashley Moloney si è messo al collo la medaglia d’oro del decathlon stabilendo il record dei campionati con 8190 punti grazie ai seguenti risultati individuali: 10”51 sui 100 metri, 7.06m nel salto in lungo, 12.83m nel getto del peso, 2.10m nel salto in alto, 46”86 sui 400 metri, 14”13 sui 110 ostacoli, 47.39 nel lancio del disco, 4.60m nel salto con l’asta, 53.67m nel lancio del giavellotto e 4’42”65 sui 1500 metri.

Due ori britannici nell’eptathlon femminile e sui 200 metri maschili

La britannica Niamh Emerson ha proseguito la tradizione del suo paese nelle prove multiple vincendo l’eptathlon femminile con 6253 punti (migliore prestazione mondiale dell’anno under 20) precedendo la campionessa mondiale in carica Sarah Lagger dell’Austria (6225 punti) e la polacca Adrianna Sulek (5939 punti).

La Gran Bretagna ha vinto altre due medaglie d’oro nella stessa giornata grazie a Jake Norris nel lancio del martello e a Jona Efoloko sui 200 metri maschili. Norris ha battuto il record nazionale under 20 con 80.65m precedendo gli ucraini Myhaylo Kokhan (79.68m) e Myhaylo Havryluk (77.71m).

Il diciottenne Efoloko, secondo agli Europei Under 20 di Grosseto, e il connazionale Charles Dobson hanno realizzato una straordinaria doppietta britannica nella finale dei 200 metri maschili correndo rispettivamente in 20”48 e in 20”57. Il favorito statunitense Eric Harrison si è dovuto accontentare del terzo posto in 20”79.

Esito incredibile nei 10000 metri di marcia dove il cinese Zhang Yao ha vinto al photo-finish sull’equadoregno David Hurtado in 40’32”06. Riccardo Orsoni è stato il migliore degli italiani in sedicesimo posto in 42’53”76 al termine di una gara in rimonta.

Il Kenya ha vinto il medagliere con sei ori davanti alla Giamaica e agli Stati Uniti, che hanno vinto il maggior numero di medaglie vincendo la classifica a punti che tiene conto di tutti i piazzamenti tra i primi otto. L’Italia ha concluso con dodici piazzamenti tra i primi otto ottenendo il miglior risultato di sempre in questa manifestazione. Il team italiano guidato da Stefano Baldini ha concluso al tredicesimo posto con 38 punti e ha totalizzato cinque record italiani di categoria e ben 18 record personali.

Stefano Baldini:

Abbiamo visto davvero tanta Italia in questo Mondiale con risultati eccellenti e la perla che ci mancava. In goal da pallone d’oro che ci aspettavamo, ma poi va conquistato sul campo. I ragazzi sono stati eccezionali, battendo nettamente il record italiano, come al femminile. Tutti i finalisti sono stati meravigliosi. Più di uno di questi ragazzi potrà andare a Berlino. Le esperienze fatte dicono che sono quasi tutti pronti, è una soddisfazione ma non bisogna assolutamente mollare perché anche gli altri corrono. Basta vedere l’Indonesia che è arrivata alla medaglia d’oro sui 100 metri. Il motto è continuare ad essere attivi e cattivi fino a Berlino

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