Mondiali Russia 2018, cosa ci resterà negli occhi?

Sono stati i Mondiali della Croazia, del VAR, della Francia di Deschamps e di Mbappé: sono molte le cose che rimarranno in testa a lungo dopo Russia 2018.

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I Mondiali sono finiti, in Italia e per l'Italia di certo sono stati Mondiali profondamente diversi. Diversi per l'assenza fondante, ovvero quella della Nazionale italiana, che ha costretto milioni di persone a ricercare altro, nel calcio e in questi Mondiali 2018, che non fosse il tifo vero e proprio. 

Questi sono stati i Mondiali forse meno sentiti, ma seguiti di certo con maggior razionalità, con passione più pura per il calcio in sé. Non sono stati Mondiali colmi di polemiche, è bastato l'antipasto pre-Mondiale. Più i Mondiali 2018 scorrevano, più si è cercato qualcuno per cui tifare, qualche storia in cui immedesimarsi. Eppure sono stati Mondiali seguitissimi, forse per questo genuino divertimento di fondo per il semplice gioco del pallone. 

Cosa resterà di questi Mondiali 2018 senza Italia? Molto, e molte cose su cui riflettere a fondo: ci sono Nazionali che hanno chiuso un ciclo, altre che hanno chiuso con un allenatore, altre ancora che devono fare i conti con i propri miti, in maniera seria. Per certe Nazionali i Mondiali 2018 sono iniziati male e finiti peggio, per altre sono finiti male ma con il giusto divertimento che trasforma un insuccesso in una grande occasione per applaudire. Cosa rimarrà di questi Mondiali 2018? 

Una delle immagini che ricorderemo di questi Mondiali 2018, un tributo alla volontà di ferroGetty Images
Una delle immagini che ricorderemo di questi Mondiali 2018, un tributo alla volontà di ferro

Cosa rimarrà di questi Mondiali 2018: gli uomini grandi e le piccole squadre

Non c'è dubbio che la componente umana sia stata forte, fortissima in questi Mondiali. Al di là del novello ausilio della tecnologia, sono ancora molte le sfaccettature dell'homo sapiens che si sono succedute sul palcoscenico Mondiale. Dagli arbitri ai giocatori, dalle storie ai volti, alle lacrime. Sono stati i Mondiali dei rigori sbagliati e degli autogol, delle disfatte individuali e del peso specifico di una sola, incredibile decisione umana. 

Luka Modric is the new Pirlo

Il suo 10 sulle spalle gracili ne ha fatto una specie di totem di una Nazionale, quella croata, arrivata in finale con 4 milioni di tifosi affacciati sull'Adriatico. In qualche modo gli viene tributato lo stesso affetto smisurato e la stessa dose massiccia di rispetto che veniva deposta ai piedi di Andrea Pirlo. Il maestro era iconico, con la sua barba, la sua inespressiva fonte di sapienza calcistica, Modric in qualche modo ne è l'erede, ma l'opposto: sembra sempre troppo piccolo e gracile per giocare, come dicevano a Spalato, sembra sempre che non ce la faccia, che tutto questo sia troppo per lui, per le sue spalle sottili. Invece apre spazi dove non ce ne sono, dispiega forze e raziocinio in un calcio sempre più dominato dal caos muscolare. Peccato per la finale non all'altezza. 

Modric è stato protagonista in questi Mondiali 2018Getty Images
Modric è stato protagonista in questi Mondiali 2018

Eden Hazard is the new CR7 

Inutile dire che il suo Belgio, forse per la prima volta, ha rispettato le attese: squadra forte, e terzo posto che sta perfino quasi stretto. Hazard ha dimostrato di poter dire la sua nella futura spartizione dei Palloni d'Oro, una volta archiviato il consolato Messi-Cristiano Ronaldo. Maturo nelle giocate, sempre lucido, tecnicamente potente, il suo Mondiale è l'affresco perfetto di una Nazionale che ha trovato la sua maturità, e il suo asso. 

Kylian Mbappé  is the new CR7

Difficile assegnare il titolo di miglior sorpresa di questi Mondiali, ma nessuno come Mbappé ha dato l'impressione di avere doti davvero fuori dal comune. La sua capacità di ricevere e giocare il pallone a velocità sostenuta, anzi massima, sembra quasi del tutto innaturale, pur facendola sembrare del tutto consona. Mbappé sembra anche più maturo del dovuto, più pronto del dovuto, più talentuoso del dovuto. Il futuro dipende da lui, e forse coincide con lui. Non ha 20 anni ancora, potrete premiarlo allora. Intanto godetevi la sua intesa con un immenso Griezmann. 

Quanto corre Mbappé?Getty Images
Quanto corre Mbappé?

Bonus track: Perisic has the power

Fa gol pesanti, pesantissimi. Uno in semifinale, uno in finale, tutti bellissimi, incredibili, sempre decisivi. Protagonista indiscusso, ha fatto impazzire i tifosi croati e i tantissimi simpatizzanti della nazionale croata in Italia. Per non parlare dei tifosi dell'Inter. 

Premio Volontà di ferro

Ma perché Mandzukic, in un momento di totale asfissia tecnica, con la squadra vicina alla rotta, sul 4-1 per la Francia, va a pressare Lloris? Per tigna, tenacia, forza indomita. Per tutto questo che è calcio puro, illogico. Pazzesco, semplicemente. 

Effetto Holly e Benij

Il Giappone è arrivato agli Ottavi di finale, battuto al 94' dal terzo posto di questi Mondiali, il Belgio. Nazionale mai banale e prevedibile, pur con un mister appena arrivato e un hype minimo. In qualche modo, figlia di un calcio tutt'altro che compassato e divertente, il Giappone rappresenta tutte le piccole di questi Mondiali. Che hanno saputo divertire, a volte chiudendosi eroicamente, a volte arrivando perfino a proporre un calcio arioso, a tratti davvero WOW. Ne ha guadagnato lo spettacolo, e l'indice-simpatia di questi Mondiali 2018. Per Holly e Benji tutto è normale, anche il Giappone vince il Mondiale. Non solo Giappone: anche Senegal, Iran, Islanda, Svezia, Marocco. Tutte in qualche modo hanno onorato questi Mondiali. Chiaro che la sorpresa assoluta è stata la Croazia, mai abbastanza celebrata, ma le altre cosiddette piccole meritano una menzione speciale. 

L'Islanda e le altre sono state squadre magari meno tecniche, ma preparate Getty Images
L'Islanda e le altre sono state squadre magari meno tecniche, ma preparate

Cosa rimarrà di questi Mondiali 2018: le squadre grandi e i grandi fallimenti

Le grandi squadre - Non tutte hanno dimostrato di valere l'attributo di squadra favorita, ma alla fine ha vinto una delle favorite, la Francia di Deschamps. Che è stato squadra operaia, lasciate dire, molto "italiana" nell'attenzione maniacale agli schemi d'attacco, nell'idea moderna di contropiede letale, ipertecnico. Poteva giocare meglio? Certo. Poteva fare un Mondiale schiacciasassi? Certo. Ha vinto, e alla fine perfino le vignette su Deschamps e la sua proverbiale fortuna verranno dimenticate, alzando la Coppa del Mondo. L'Inghilterra ha dimostrato di essere futuribile: magari inesperta in certi frangenti, magari senza giocare granché bene a volte, ma la Nazionale di Southgate ha materiale umano importante, stavolta perfino messo in condizione di arrivare quasi in fondo. C'è materiale umano anche nel Brasile, ma meno compattezza, meno gioco, perfino meno modernitàin in quanto a idee di calcio. Non di solo Neymar vive il calcio brasiliano, ma le GIF sulle sue reactions ai falli sono state le migliori di questi Mondiali. Menzione speciale per l'Uruguay: squadra scomodissima, con grandissima qualità davanti, ha pagato un po' di sfortuna. 

La Francia forse è l'unica big ad aver rispettato il suo stesso status ai Mondiali 2018Getty Images
La Francia forse è l'unica big ad aver rispettato il suo stesso status ai Mondiali 2018

Il fallimento dei Guru 

Non è tanto per l'eliminazione clamorosa e prematura della sua Argentina, forse iniziata perfino prima del suo arrivo in panchina, ma per l'idea sbagliata che Sampaoli è riuscito a dare al mondo della figura stessa del ct. Sbagliata in due sensi: ha dato sempre l'impressione di essere uomo solo al comando, e nello stesso tempo di non comandare, ed è difficile capire quale sia il peccato peggiore. L'idea tattica per facilitare la circolazione del pallone verso Messi era tanto semplice quanto banale, le scelte singole si sono dimostrate quasi sempre incomprensibili, francamente poco condivisibili, del tutto figlie di un caos generale, in testa e sopra la testa, Federazione inclusa. 2 milioni di motivo per mandarlo a casa. Non è l'unico Guru a restare all'asciutto: Loew godeva di tutt'altro credito, fino alle ultime uscite pre-Mondiali. Il suo meccanismo perfetto è caduto in una specie di tikitaka elefantiaco, stanco, spento. Fiducia rinnovata per lui. Hierro rientra nei grandi solo per il suo passato da giocatore leggendario e la Nazionale allenata: sulla panchina non ha lasciato molto, dopo l'addio forzato di Lopetegui, reo di aver scelto il Real Madrid. Iniesta meritava un addio migliore. Anche il giocatore Maradona meritava un finale migliore.

Il fallimento dei grandi giocatori 

Difficile dire se il Mondiale di Cristiano Ronaldo sia stato fallimentare, dopo un girone giocato da protagonista e il trasferimento del Secolo quasi ad oscurare le fasi finali dei Mondiali. Sicuramente ci si aspettava di più da lui e dal Portogallo nelle fasi ad eliminazione diretta. Per Messi il discorso è già più coerente: il suo fallimento è figlio di tutta una squadra in una sorta di caos folle, in cui non ha potuto o saputo mettere ordine.

E l'Italia?Può provare a ripartire dai suoi arbitri: criticati e stra-attenzionati in patria, Rocchi e i suoi hanno disputato ottimi Mondiali, "insegnando" il VAR.

Un Pitana un po' dubbioso assegna il rigore alla Francia dopo averlo visionato al VARGetty Images
Un Pitana un po' dubbioso assegna il rigore alla Francia dopo averlo visionato al VAR

Cosa rimarrà di questi Mondiali 2018: tecnologia e VAR

Welcome to Jurassic VAR 

Il VAR è stato protagonista assoluto della finale e in generale dei Mondiale, con qualche grande errore, e un buon numero di errori evitati grazie alla tecnologia (Pitana avrebbe avuto veramente tante difficoltà a vedere il tocco di Perisic). Stessa impressione di quel che è successo in Italia: a fianco della tecnologia servono arbitri molto preparati, e la volontà degli stessi di farsi aiutare. Con qualche modifica, abbiamo visto il primo dei tanti Mondiali tecnologici.

Quando iniziano i prossimi?

 Forse sono già iniziati, per qualcuno bisognerà continuare a seguire un percorso (per Inghilterra e Belgio su tutte), per altri sarà necessario rifondare (Argentina, Spagna, e la grande assente italiana). Per qualcuno probabilmente sarà la fine di un ciclo (Croazia e Uruguay hanno talenti assoluti che tra 4 anni saranno in una fase totalmente diversa della carriera) Questi Mondiali sono stati dominati da gesti tecnici importanti, accorgimenti tattici, difese strenue di pochi metri di campo, e corse sterminate in spazi immensi. Autogol e rigori, lacrime e tensione protratta oltre i minuti regolamenteri, spinta fino ai rigori. Simpatie, passioni, politica a dispetto della FIFA, festeggiamenti in strada a dispetto della politica, forza di volontà, sorprese: sono stati Mondiali divertenti fino in fondo, interessanti, pieni di motivi di discussione. Sarebbero stati gli stessi con l'Italia? Forse no. Sono stati ugualmente emozionanti, vicini al senso stesso del calcio, al suo fine ultimo, regalare pathos? Assolutamente sì. La cosa bella dei Mondiali è questa: tra 4 anni tutti saranno, saremo, in una fase di vita totalmente diversa. Ma ci saranno comunque altri Mondiali, capaci di emozionare.

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