Premier League, maledizione titolo: addio dopo il trionfo

Dal 2009 salvi solo Ferguson nel 2011 e Pellegrini nel 2014, poi solo saluti ed esoneri. Conte l'ultimo in ordine cronologico, che fine farà Guardiola?

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In principio era Carlo Ancelotti, ma anche l'ultima new entry nel club ha il Chelsea come comune denominatore. Antonio Conte lascia la panchina di Stamford Bridge dopo una stagione tribolata, ma soprattutto dopo che il manager italiano ha portato nella bacheca dei Blues la Premier League 2016/2017.

Antonio ConteGetty Images
Antonio Conte, addio al Chelsea dopo due stagioni

Si tratta della sesta separazione nelle ultime 9 stagioni tra un allenatore e il club con cui aveva vinto il titolo nella stagione precedente. L'ormai ex tecnico, il nono esonerato sotto la gestione Abramovich, raggiunge 5 predecessori che, per saluti in autonomia o dopo una decisione della dirigenza, hanno lasciato la squadra che avevano portato al trionfo un anno prima.

Dalla stagione 2009/2010, soltanto in 2 occasioni il rapporto professionale si è prolungato oltre la prima stagione post-vittoria: nel 2011, il Manchester United vinse la penultima Premier League sotto la guida di sir Alex Ferguson, che avrebbe lasciato due anni più tardi dopo un altro successo in campionato. Nel 2014, invece, Manuel Pellegrini portò il Manchester City sul tetto d'Inghilterra e mantenne la carica di manager fino al 2016.

PellegriniGetty Images
Manuel Pellegrini, l'ultimo a scampare alla maledizione della Premier League

Premier League, la maledizione post-titolo

In altri 5 casi, il clima di festa nel momento del trionfo è svanito pochi mesi dopo. L'unico caso limite, in realtà, è proprio quello di Ferguson che rientra in questa cerchia ma lasciò lo United nel 2013, a Premier League appena vinta e dopo 27 anni di onorata carriera sulla panchina di Old Trafford.

FergusonGetty Images
Sir Alex Ferguson, nel 2013 l'addio allo United dopo 27 anni in panchina

Il primo fu il già citato Ancelotti, che nella stagione 2009/2010 vinse Premier League e FA Cup al primo anno sulla panchina del Chelsea. Il 22 maggio 2011, al termine della stagione successiva, Abramovich decise di dare una sterzata alla squadra esonerando il manager attualmente al Napoli. La stessa sorte toccò ad un altro italiano, Roberto Mancini, che riportò il titolo nella bacheca del Manchester City nel 2012, a 44 anni di distanza dall'ultima volta. Ciò non bastò per evitare l'esonero il 13 maggio 2013, dopo la sconfitta in finale di FA Cup contro il Wigan.

Il Chelsea torna protagonista con José Mourinho, quando lo Special One trascina i Blues al successo nella Premier League 2014/2015. Il manager di Setubal non arrivò nemmeno al 2016, perché l'esonero gli fu comunicato a dicembre dopo una prima parte di stagione disastrosa. Al termine di quella rocambolesca stagione, il titolo finì per la prima volta a Leicester, dove Claudio Ranieri venne portato in trionfo in tutto il mondo. Nemmeno un'impresa titanica come quella dell'allenatore romano, però, ha avuto un lieto fine: esonero a dir poco discusso a febbraio 2017, con la squadra agli ottavi di Champions e diversi giocatori sotto accusa per l'addio al manager.

RanieriGetty Images
Il murales di Claudio Ranieri a Leicester: l'esonero passa, il mito resta

Conte via, Guardiola interrompe la maledizione?

Con l'esonero di Conte, la maledizione tocca quota 6 vittime in un decennio. Ben 3 casi riguardano il Chelsea e la gestione Abramovich, ma adesso il testimone torna nelle mani del Manchester City. Guardiola ha stravinto la Premier League pochi mesi fa, adesso è il momento di concentrarsi sulla riconferma e sull'assalto alla Champions League. Pep riuscirà nell'impresa o verrà risucchiato nel vortice degli esoneri? Se ne riparlerà a stagione in corso.

guaGetty Images
Pep Guardiola campione in carica, la maledizione toccherà anche lui?

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