Mondiali, Argentina: Messi, Sampaoli e i retroscena del fallimento

A un paio di settimane dall'eliminazione da parte della Francia, il Clarin svela i motivi del deludente Mondiale. I litigi fra il ct e Beccacece, ma ce n'è anche per Leo.

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Non c'è pace né consolazione in Argentina per il deludente esito dei Mondiali di Russia 2018. Un girone superato senza squilli è l'unico piccolissimo vantaggio sulla Germania, prima delle Grandi a cadere sotto i colpi del nuovo che avanza.

Una sola vittoria, quella contro la Nigeria, in quattro partite non può essere considerato un bilancio soddisfacente per chi si era presentato alla rassegna russa con ben altri propositi. Per questo il quotidiano argentino Clarin ha provato a tirare le fila dei motivi e dei problemi che hanno portato al naufragio albiceleste.

Sul banco degli imputati c'è la fila, da Messi a Sampaoli, al suo assistente Sebastian Beccacece. Quello che è certo è che durante i Mondiali Jorge Sampaoli non aveva il pieno controllo né dello spogliatoio né tanto meno della squadra.

Mondiali, dall'Argentina: i retroscena del fallimento dell'Albiceleste

I primi scricchiolii sinistri si erano avvertiti prima dei Mondiali, già nelle amichevoli di marzo, soprattutto con le pesanti conseguenze del 6-1 subito dalla Spagna. Ma un capitolo a parte merita il suddetto Beccacece: malvisto negli ambienti federali a causa del suo decisionismo, si è ben presto inimicato la maggioanaza dei giocatori con alcune osservazioni tecniche e tattiche che pare soprattutto Messi non gradisse, fino ad arrivare a duri contrasti persino col suo mentore Sampaoli.

SampaoliGetty Images
Beccacece e Sampaoli sul campo di allenamento

Caratteri forti, alla fine pare che i due non riuscissero a trovare un punto in comune, come se le differenze nell'aspetto - Beccacece è un capellone biondo e magro - si riverberassero nelle considerazioni tecniche: se uno optava la per il centravanti unico o la difesa a quattro l'altro insisteva per la doppia punta o per i tre difensori. Un fuoco che ha rischiato di uscire da sotto la cenere dopo la debacle contro la Croazia, quando c'è voluto del bello e del buono per evitare che Sampaoli e il suo assistente venissero alle mani. Un problema che sarà evitato in futuro, dato che è stata decisa la rescissione del contratto di Beccacece.

Ma il Clarin punta il dito anche contro Messi, reo di aver dato troppi "consigli" di formazione al suo ct: così si spiegano le epurazioni di due che erano dati sicuri titolari in Russia, come Fazio - ritenuto da Leo incapace di uscire dall'area palla al piede - e Lo Celso, al quale il numero 10 preferiva Banega. Una confusione totale, insomma. E meno male che nessuno ha tirato in ballo Icardi.

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