MMA, Alessio Sakara a FOX Sports.it: "Ho rischiato di smettere"

Il Legionario si racconta ai nostri microfoni: tanti gli spunti, dall'ultimo match disputato all'attuale situazione delle mixed martial arts in Italia.

Alessio Sakara e Jamie Sloane nel face-off di mercoledì scorso ©: Oktagon | Bellator

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Alessio Sakara è pronto a tornare a combattere nella sua Roma. Il fighter capitolino, di rientro dopo la sconfitta contro Rafael Carvalho a Bellator 190, affronterà sabato 14 luglio l'inglese Jamie Sloane, massimo-leggero di Bournemouth con un record complessivo di 8-4. Il britannico, che una decina di anni fa ebbe grossi problemi con la legge a seguito di una rissa dal tragico epilogo, proverà a imporre il proprio nome nelle MMA che contano affrontando "Il Legionario".

Incontro dal peso specifico importantissimo quello del Centrale del Foro Italico per Sakara, che tornerà a combattere nella divisione dei massimi-leggeri: ha già dimostrato di trovarsi decisamente a suo agio a 93 kg, forte di una esplosività non intaccata da un weight cut troppo pesante da sostenere. Scendere a 84 durante lo scorso dicembre si era rivelata essere impresa davvero ardua per il fighter capitolino, pioniere delle MMA italiane assieme ai vari Michele Verginelli, Cristian Binda e Lorenzo Borgomeo.

Alessio Sakara ha parlato ai microfoni di FOX Sports.it (grazie a Marco Ercole per la fattiva collaborazione), e si è anche soffermato su quelli che potrebbero essere i suoi progetti futuri, con un addio alla gabbia che si preannuncia ancora assai lontano. Spazio anche per qualche commento sulla crescita del movimento italiano, nonché sulla annosa questione legata al trash talking spesso protagonista dentro e fuori l'ottagono.

MMA: Alessio Sakara parla a FOX Sports.it

D. Ti sei pentito di esser sceso nuovamente nei pesi medi - 84 chili, ndr - nel corso del tuo ultimo match, nonostante ci fosse un'opportunità titolata di mezzo e pur sapendo che l'avversario era ostico ed il taglio del peso proibitivo?

No, affatto. A me piacciono le sfide, perché possono forgiarti caratterialmente. Poi sì, ho perso anche in malo modo, ma in pochi sanno che ho rischiato di smettere di combattere perché ho avuto qualche problema alla prima visita medica di rito. I motivi, però, li spiegherò dopo il match contro Jamie Sloane. In conclusione, quindi, va bene così.

D. Cosa vedi nel tuo futuro, considerando anche i tuoi progetti cinematografici? Quanti incontri, verosimilmente, credi di fare di qui alla fine della tua carriera?

Dipende da quanti match mi daranno! Penso di avere ancora 5-7 anni di carriera davanti, quindi tutto sta al numero di incontri che mi verranno offerti da Bellator. Io sono pronto.

D. Cosa ne pensi del torneo pesi massimi e del possibile torneo pesi welter organizzato da Bellator?

Sono veramente tanta roba, rappresentano una grossa possibilità per diversi atleti. Questo format, poi, tiene la ancora più gente incollata alla tv: di fatto è come se il pubblico stesse guardando un evento simile al Mondiale o alle varie coppe.

D. Cosa ne pensi della fine dell'era del trash talking? In questi mesi, da Rose Namajunas a Brian Ortega, molti dei fighter sulla cresta dell'onda si stanno rivelando delle personalità parecchio umili.

Credo che il trash talking dipinga chi lo utilizza come un pessimo esempio, soprattutto per i giovani e per chi ci guarda da casa. Quando parlo di quest'ultima categoria mi riferisco anche ai nostri genitori, che ci hanno insegnato l'educazione. Io, che sono padre, voglio essere un grande esempio per i miei figli: non desidero affatto che i miei bambini sentano parolacce o insulti all'avversario. A loro, come papà, devo insegnare ad essere sempre educati e rispettosi. Sabato avrò l'opportunità di combattere di fronte ad una leggenda che mi ha sempre ispirato, vale a dire Fedor Emelianenko. Vi lascio immaginare la soddisfazione che una cosa simile è in grado di regalarti, anche perché lui è la massima espressione del rispetto.

Sakara, Coker e Petrosyan©: Oktagon | Bellator
Giorgio Petrosyan, Scott Coker ed Alessio Sakara posano in Campidoglio per la conferenza stampa pre-evento di Bellator Roma, tenutasi mercoledì 11 luglio 2018.

D. In chiusura, qual è la tua opinione sui fighter italiani in UFC e che prospettive vedi per Vettori, Di Chirico, Pedersoli e Borella? Segui o conosci i prospetti italiani fuori dalle promotion più importanti al mondo? Chi credi possa arrivare più velocemente in alto?

I fighter nostrani stanno andando bene: sono molto contento perché ciò vuol dire che l'Italia è ufficialmente entrata a far parte a 360 gradi dell'universo delle MMA. Sicuramente io continuo ad incentivare tutti coloro che vogliono fare il salto di qualità in UFC, anche perché adesso è molto più facile entrare per via dell'enorme mole di eventi settimanali. Per questo la promotion ha bisogno di atleti, e di conseguenza servirebbero sempre più fighter che si confrontano con i team più importanti al mondo per tenere il passo altrui.

Sakara vs Sloane face-off©: Oktagon | Bellator
La parte finale del face-off tra Alessio Sakara e Jamie Sloane.

Uno dei ragazzi che lo sta facendo attualmente è Marvin Vettori, ma spero che anche altri nostri connazionali abbiano modo di fare camp all'estero per far sì che ci si possa confrontare con grandi campioni. Anche perché, quando sei in Italia e stai entrando in UFC, per fare una seduta di sparring devi comunque arrangiarti e far venire qualcuno dall'estero. Qualche nome interessante tra gli italiani attualmente fuori da UFC? Ce n'è più di uno, ma non mi va di fare nomi perché non vorrei fare un torto a nessuno qualora dimenticassi qualche fighter. Sicuramente, però, sono diversi gli atleti che possono combattere sia in UFC che in Bellator.

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