La Pax di Mendes: il mondo diplomatico in cui vive Cristiano Ronaldo

Mendes è per Cristiano Ronaldo agente, famiglia, scudo, protezione, diplomatico. Tutto finisce bene sempre nel mondo del procuratore portoghese.

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Potentissimo, già padrone di un impero economico-finanziario, in grado di trattare a tavoli che la maggior parte dei suoi colleghi neppure immagina. Il suo nome è pura alchimia di potere e forza, da qualche tempo ha chinato il suo sguardo verso l'Italia, verso il calcio italiano. Una provincia che gli mancava: difficile capire chi sia stato il primo a portarlo in Italia (come se davvero, anche per lui, valesse una regola ancestrale, che certi personaggi vanno invitati ad entrare). Ora lui ha fatto entrare Cristiano Ronaldo.

Ultimamente le mire di Jorge Mendes hanno coinvolto tantissimi club di Serie A, con alterne fortune. Dalla Lazio (con Wallace, Nani, Keita al Monaco, gli sconosciuti Pedro Neto e Bruno Jordao), Milan (ad es. André Silva e l'arrivo di un possibile nuovo socio), infine Juventus (Cancelo prima, Cristiano Ronaldo poi). Di lui si dice che nell'affare con la Vecchia Signora abbia guardato più a Cristiano che a sé stesso. Dodici milioni di sguardi su Cristiano Ronaldo. 

Parlando con Mendes possono succedere cose strane (Marotta ne sa qualcosa, da Cancelo a Cristiano Ronaldo, tutto in una chiacchierata), la sua è una pax solida in cui tiene tutti i suoi talenti, dall'elite in giù. Come se fosse una specie di Olimpo e lui fosse il garante eterno dei rapporti, dei legami, delle delicate sincronie. Mendes serve, come ai Greci serviva un Olimpo carico di divino. Mendes serve, ma è il primo ad essere servito, sempre, soprattutto quando arrivano le portate che contano. Serve soprattutto ai suoi assistiti che sembrano seguire un destino preordinato, già prestabilito. Ma si appoggiano a Mendes come se fosse una smisurata fonte di futuro e soluzioni. Con un suo prezzo, alto, altissimo, come tutte le cose che contano. "The Man". Senza bisogno di altra presentazione, è lui, Jorge Mendes. 

THE MAN🏆

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Mendes e Cristiano Ronaldo: a cosa gli serve il super agente

Quella di Mendes e CR7 è una famiglia: “Cristiano? È il mio fratellino”, dice spesso l'agente. Cristiano Ronaldo si spinge oltre: "Per me Jorge Mendes è come un padre, come un fratello, perché il rapporto con lui è di casa, di famiglia, di intimità, di tutto". Tutto, tanto che Dagospia ha addirittura svelato una relazione tra Cristiano e una delle figlie di Mendes. Tutto, anche nella presentazione dell'immagine di Cristiano, sempre più lontano dal divo metrosexual dei tempi andati, sempre più premuroso padre di famiglia. Non solo famiglia. Il potentissimo Mendes ha qualcosa del fine diplomatico, del conoscitore dell'umana natura, perfino dell'eminenza grigia, in grado di tirare fili in tutta Europa: Spagna, Francia, Inghilterra, Italia, oltre ovviamente al cortile di casa sua, il Portogallo. Mendes è Cristiano Ronaldo, rappresenta il suo assistito, lo supporta soprattutto di fronte ai suoi nemici sportivi.

Non solo: spesso ne avalla la vicinanza, tollera l'incontrarsi e scontrarsi di due suoi big, probabilmente per ristabilire l'ordine del karma mondiale o per guadagno personale e collettivo. I nemici di un campione sono a volte gli amici del suo agente. La coesistenza in uno stesso spogliatoio dei due assi della scuderia Mendes, Mourinho e Cristiano Ronaldo, è stata complicata. C'è voluta tutta la certosina ars diplomatica dell'agente per ricomporre, frenare, aiutare, affinché le dispute personali non rovinassero il quadro d'insieme. A volte frapponendosi quasi fisicamente tra i due: sicuramente avrebbe voluto farlo dopo un match di Coppa del Re, contro il Valencia, quando i suoi pupilli sarebbero quasi venuti alle mani. C'è voluta la sua arte, c'è voluto Mendes, ecco a cosa serve Mendes.

Serve anche a riscattare il poter perduto: nella lunga e complicata coesistenza con Bale, altro super acquisto del Real, con un altro potentato dietro, quello di Bennett, ci sono stato momenti bassi e bassissimi. Il buon Bennett, l'agente di Bale, ha avuto l'ardire in un'intervista di apostrofare CR7, definendolo "più un indossatore di costumi che un calciatore". Ora i costumi Ronaldo li indossa benissimo, pure col pallone ci sa fare eccome, il buon Mendes ha alzato il telefono e Bale ha dovuto chiedere scusa al portoghese a testa bassa per le parole ardite del suo agente. Anche Cristiano Ronaldo ha bisogno ogni tanto di difesa, paradossalmente. 

Capitolo Rafa Benitez: durante gli allenamenti Cristiano Ronaldo non è mai stato timido nel dimostrare la sua totale mancanza di stima nei confronti del tecnico. La decisione di schierarlo da prima punta, dopo l'infortunio di Benzema, non era piaciuta al portoghese. "A disagio a Madrid" scriveva Marca in prima pagina. Ovviamente, indovinate chi spunta in foto, pochi giorni dopo? Carletto Ancelotti, compiantissimo mister ex Real, che a Ronaldo piaceva tanto, tantissimo (lo riabbraccerà nelle sfide contro il Napoli). Foto ad una festa per la presentazione del film sulla vita di Ronaldo, c'è Ancelotti, c'è ovviamente CR7, è c'è Mendes, che stringe, sorridendo, l'allenatore italiano. L'avventura di Benitez al Real finirà malissimo, imprigionata in un sorriso che sa già di rifiuto del nuovo allenatore. 

Jorge Mendes mette pace e non cerca mai la guerra fine a sé stessa, minimizza gli sprechi e le controversie quando non servono. Per questo è praticamente già rientrata l'insoddisfazione di Andrea Agnelli, non troppo felice che sia stata diffusa a mezzo web la sua foto del brindisi con lo stesso super agente e Cristiano Ronaldo. Siamo nel mondo di Mendes, bellezza, se una cosa deve andare bene, andrà bene. Nel mondo di Mendes può succedere perfino che la Nazionale spagnola fallisca ai Mondiali per la fuga di notizie su Julen Lopetegui, che firma col Real, e nel frattempo dovrebbe guidare la nazionale iberica. El Pais, in Spagna, getta la pulce nell'orecchio: sapete attorno a quale scuderia orbita il ct? Attorno alla casa di Mendes, nella sua GestiFute.

Il suo annuncio, così fuori da ogni tempismo, potrebbe essere stato l'ultimo tentativo di far scoppiare la pace tra Real e Cristiano. Regalare a Cristiano un tecnico amico. Ma nel mondo di Mendes tutto gira per il verso giusto, e se, come dicono, CR7 avrebbe avuto paura che l'ex ct della nazionale iberica potesse essere il nuovo Rafa Benitez, pazienza. Tutto è bene quel che finisce bene, a suon di commissioni, ecco il trasferimento del secolo. Anche perché Lopetegui ha definito, in passato, Messi il miglior giocatore del mondo. E Cristiano non perdona. Cristiano è il testimone di nozze di Mendes, Cristiano gli ha regalato una piccola isola in Grecia, valore 4 milioni di euro, perché se esiste Cristiano, è anche merito del suo agente. Forse una moderna dichiarazione d'amore filiale potrebbe essere: "Guardami come Cristiano Ronaldo guarda Mendes".

Mendes e famiglia (no, non ci siamo sbagliati)Getty Images
Mendes e famiglia (no, non ci siamo sbagliati)

Il Sistema Mendes e i processi

A suon di processi, il sistema Mendes è stato vicinissimo a crollare: i suoi assistiti hanno dovuto patteggiare tutti, per aver depositato i loro introiti in una complessa rete di società offshore. Fabio Coentrao (patteggiamento per 1,3 milioni di euro), Ricardo Carvalho (500 mila euro), Pepe (1,8 milioni), James Rodríguez (ancora sotto inchiesta), Radamel Falcao (8,2 milioni), Ángel Di María (1,3 milioni), tutti alla sbarra. Ci va anche Cristiano Ronaldo: è un duro colpo alla sua immagine, le foto del suo arrivo in aula fanno il giro del mondo, c'è chi paventa addirittura la galera.

Una serie di documenti, denominata Football Leaks, trapelata da una gola profonda portoghese, che si farà chiamare John (dichiarato fan di Cristiano Ronaldo, nonostante tutto) punta il dito contro società dentro società, paradisi fiscali. Tutti coinvolti, da CR7 a Mourinho, Mendes stesso alla sbarra. La sua pax è stata a rischio, tanto che, raccontano che il super agente abbia assoldato perfino un team di hacker per cercare di scoprire l'identità di John, costretto poi a chiudere la piattaforma da cui diramava informazioni, continuamente soggetta ad attacchi informatici. La difesa dei suoi assistiti non è solo legale, o economica, o sportiva. Mendes costruisce una muraglia di amicizia, e nessuno può scavalcarla. Sui social, dopo l'arrivo di Rui Patricio al Wolverhampton, un tifoso ha commentato: 

Questo è il mondo di Mendes e noi tutti ci viviamo. Un mondo di protezione in cui tutto alla fine finisce sempre bene. Per lui. Questo è il mondo di Mendes, e noi tutti ci viviamo. 

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