IAAF Diamond League: sprint stellare con Lyles, Coleman e Baker

Rabat ospiterà per il terzo anno consecutivo la tappa africana della IAAF Diamond League. L’International meeting Mohamed VI, ottavo appuntamento del circuito dei diamanti, si disputerà al My Abdellah Sports Complex di Rabat.

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Il cast allestito dal campione europeo del decathlon di Helsinki 1994 e attuale manager del meeting di Rabat Alain Blondel propone un cast straordinario nello sprint con le sfide dei 100 metri maschili tra Noah Lyles, Christian Coleman e Ronnie Baker e dei 200 metri femminili con Shaunae Miller Uibo, Marie Josée Ta Lou e Dina Asher Smith e un grande salto con l’asta con Renaud Lavillenie e Sam Kendricks.

100 metri maschili (ore 21.30): i migliori sprinter dell’anno in gara Lyles, Baker, Coleman

Si preannuncia un vero e proprio festival dello sprint sui 100 metri con il nuovo re della velocità Noah Lyles, il campione e primatista del mondo dei 60 metri indoor Christian Coleman e il vincitore delle tappe di Diamond League di Eugene, Roma e Parigi Ronnie Baker.

Lyles guida le liste mondiali stagionali sia sui 100 metri con il 9”88 realizzato ai Campionati statunitensi di Des Moines a fine Giugno sia sui 200 metri con il 19”69 ottenuto due volte in occasione delle tappe della Diamond League di Eugene e di Losanna. Nel meeting svizzero ha battuto il campione NCAA dei 400 metri Michael Norman in un clima fresco non particolarmente ideale per lo sprint.

Il ventenne sprinter nato e cresciuto ad Alexandria in Virginia è diventato il più giovane vincitore del titolo statunitense dei 100 metri dal 1984, quando si impose Sam Graddy. Con il 9”89 in semifinale e il 9”88 in finale Lyles è il sesto sprinter in grado di scendere sotto i 9”90 due volte in un giorno dopo Usain Bolt, Yohan Blake, Asafa Powell, Justin Gatlin e Trayvon Bromell. Sui 200 metri Noah è diventato il quinto sprinter della storia a vantare due tempi al di sotto dei 19”70 nella stessa stagione dopo Usain Bolt, Michael Johnson, Walter Dix, Justin Gatlin e Tyson Gay.

A vent’anni Lyles vanta primati personali migliori rispetto a quelli realizzati su entrambe le distanze da Usain Bolt, che a quest’età corse i 100 metri in 10”03 e i 200 metri in 19”75 nel 2007.

Lyles iniziò la carriera sportiva come ginnasta e cominciò con l’atletica a 12 anni seguendo l’esempio dei genitori Kevin Lyles e Keisha Caine, che gareggiarono come velocisti alla Seton High School. Kevin fu riserva della staffetta 4x400 statunitense che vinse il titolo mondiale a Goteborg 1995. Keisha è stata più volte ai Campionati NCAA. Noah salì sulla ribalta nel 2014 con la vittoria alle Olimpiadi giovanili di Nanchino sui 200 metri.

Lyles ha un fratello Josephus, che vinse la medaglia d’argento sui 400 metri e il bronzo sui 400 metri ai Mondiali allievi di Cali 2015.

Noah Lyles:

Ho provato tanti sport (ginnastica, nuoto, basket e calcio) prima di buttarmi sullo sprint. In famiglia non si fa altro che sport

Nel 2016 Lyles ha battuto il record nazionale delle High School sui 200 metri che resisteva da 31 anni. Ai Trials statunitensi per i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro si è classificato quarto nella finale dei 200 metri mancando la qualificazione per la rassegna a Cinque Cerchi per appena nove centesimi di secondo ma si è rifatto poche settimane dopo vincendo la medaglia d’oro ai Campionati del Mondo Under 20 a Bydgoszcz sui 100 metri in 10”17 battendo l’azzurro Filippo Tortu.

Lyles ha ereditato il talento di Bolt ma anche le doti di showman del campione giamaicano. Ai recenti Trials statunitensi Noah ha festeggiato la vittoria con uno “Shoot” il movimento creato dal rapper BlocBoy JB e reso popolare dal videogioco Fortnite. A Losanna Noah ha divertito il pubblico svizzero con un balletto.

Voglio che la gente si emozioni. La gara è uno show e io sono l’attore. Voglio diventare un modello, un’icona come quella che mi sono fatto tatuare di recente, così quando sarò in punto di morte, la gente si ricorderà chi sono stato. C’è solo un modo per riuscirci, avere continuità. Il 19”69 di Losanna ha un grande valore ma posso crescere ancora soprattutto quando correrò meglio la curva e troverò condizioni ideali. Il mio traguardo è andato oltre due miti come Micahel Johnson e Usain Bolt. Mio padre mi ha parlato tante volte delle imprese di Michael Johnson alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996.

Ronnie Baker ha eguagliato la migliore prestazione mondiale dell’anno sui 100 metri di Lyles vincendo i 100 metri con il record personale di 9”88 a Parigi. Lo sprinter nativo di Louisville in Kentucky ha vinto altre due tappe della Diamond League 2018 a Eugene in 9”84 con vento a favore oltre la norma davanti a Christian Coleman e a Roma in 9”93.

Coleman torna a gareggiare a Rabat dopo una pausa di un mese e mezzo per un infortunio subito in occasione del quarto posto in 10”06 al Golden Gala di Roma alle spalle di Filippo Tortu. Il ventiduenne sprinter del Tennessee ha battuto il record del mondo dei 60 metri indoor fermando il cronometro in 6”34 ai Campionati statunitensi di Albuquerque e ha conquistato la medaglia d’oro ai Mondiali Indoor di Birmingham in 6”37 battendo Su Bingtian e Baker.

Un altro sprinter statunitense capace di scendere sotto i 9”90 in questa stagione è Mike Rodgers, che si presenta a Rabat con un miglior tempo nel 2018 di 9”89 stabilito nella batteria dei Campionati statunitensi. Rodgers ha vinto al meeting di Praga in 9”92. Proveranno a spezzare l’egemonia statunitense i britannici CJ Ujah (vincitore della Diamond League 2017 e detentore del record del meeting con 9”98) eReece Prescod (vincitore nella tappa della Diamond League di Shanghai in 10”04 e ai recenti Campionati nazionali di Birmingham in 10”13), l’ivoriano Arthur Cissé, che ha battuto il record nazionale di Youssef Meité con 9”94 in questa stagione, Yoshihide Kiryu (il primo giapponese della storia capace di scendere sotto i 10 secondi con 9”98 e vice campione olimpico con la staffetta 4x100 a Rio de Janeiro) e il saudita Abkahr Mohamed Abdullah (record personale di 10”03 al meeting di Parigi) .

200 metri femminili (ore 21.32): sfida esplosiva tra Miller Uibo, Ta Lou, Asher Smith e Jackson

La campionessa olimpica dei 400 metri di Rio de Janeiro 2016 Shaunae Miller Uibo punta a vincere i 200 metri e ad attaccare la barriera dei 22 secondi dopo essersi aggiudicata i 400 metri in 49”90 nell’edizione dell’anno scorso del meeting di Rabat. La fuoriclasse bahamense ha sempre vinto in questa stagione sui 200 metri aggiudicandosi la medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast in 22”09, la tappa della Diamond League di Shanghai con il record stagionale di 22”06 e al meeting di Kingston in 22”11. Miller Uibo vanta due dei migliori tre tempi della stagione sui 400 metri grazie al 49”52 realizzato a Eugene e al 49”53 a Szekesfehrvar. Lo scorso anno la fuoriclasse caraibica si è aggiudicata il bronzo sul mezzo giro di pista ai Mondiali di Londra e le finali della Diamond League sui 200 metri in 21”88 a Zurigo e sui 400 metri in 49”46 a Bruxelles diventando la seconda velocista nella storia della Diamond League a vincere il doppio diamante su entrambe le distanze nella stessa stagione dopo Allyson Felix.

Sarà presente tutto il podio dei Giochi del Commonwealth di Gold Coast con la giamaicana Sherika Jackson (argento in 22”18) e la britannica Dina Asher Smith (bronzo in 22”29). Jackson, medaglia di bronzo sui 400 metri ai Mondiali di Pechino 2015 e alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, ha vinto anche il titolo giamaicano a Kingston in 22”28 e il meeting della Diamond League di Parigi stabilendo il record personale con 22”05.

La campionessa europea in carica dei 200 metri di Amsterdam 2016 Asher Smith ha stabilito il record britannico sui 100 metri fermando il cronometro in 10”92 a Oslo e si è ripetuta pochi giorni dopo vincendo a Stoccolma in 10”93. Ai recenti Campionati britannici la ventiduenne londinese si è imposta in 10”97 sulla pista dell’Alexander Stadium di Birmingham. Lo scorso anno la laureata in storia al Kings College di Londra ha sfiorato il podio ai Mondiali londinesi sui 200 metri classificandosi quarta in 22”22 e seconda con la staffetta 4x100 pochi mesi dopo un infortunio al piede.

La vice campionessa mondiale dei 100 e dei 200 metri di Londra 2017 Marie Josée Ta Lou ha vinto al Golden Gala Pietro Mennea di Roma in 22”49 con un forte vento contrario di -1.7 m/s. Nelle altre gare di 200 metri la sprinter ivoriana si è classificata quarta a Shanghai in 22”58 e terza a Parigi in 22”50. In questa stagione Ta Lou si è espressa al meglio delle sue possibilità sui 100 metri vincendo a Doha in 10”85, a Eugene in 10”88 e a Losanna in 10”90.

Da seguire anche la giovane Gabrielle Thomas, campionessa NCAA Indoor sui 200 metri in 22”38 e vincitrice al meeting di Losanna in 22”47 al debutto in Diamond League, la nigeriana Blessing Okagbare, medaglia di bronzo sui 200 metri e d’argento nel salto in lungo ai Mondiali di Mosca 2013 e primatista africana lo scorso Aprile con 22”04.

Salto con l’asta maschile (ore 19.30): nuovo capitolo della sfida tra Kendricks e Lavillenie

Sam Kendricks e Renaud Lavillenie si affrontano per la terza volta in due settimane dopo gli scontri diretti di Parigi e Losanna. Lo statunitense guida le liste mondiali stagionali con il 5.96m realizzato a Parigi davanti a Lavillenie, autore di due salti da 5.95m e 5.92m realizzati a Austin in Texas. Il record del meeting di 5.85m detenuto dal 2017 da Pawel Wojciechowski potrebbe avere le ore contate.

Il francese si è preso la rivincita aggiudicandosi la gara di Losanna disputata in riva al Lago Lemano con 5.91.

Kendricks guida la Road to the Diamond League Final con 23 punti dopo aver vinto a Roma con 5.84m e a Parigi ed essersi classificato secondo a Stoccolma. Lavillenie si è aggiudicato la tappa di Shanghai con 5.81m.

La gara di Rabat non sarà soltanto un affare tra lo statunitense e il francese, ma comprende anche il giovane australiano Kurtis Marshall, talento salito sulla ribalta nel 2016 con la medaglia d’argento ai Mondiali Juniores di Bydgoszcz con 5.55m. In questa stagione Marshall ha conquistato la medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast con 5.70m e si è classificato quarto ai Mondiali Indoor di Birmingham con 5.80m. Un altro talento emergente in gara a Rabat è il giovane russo Timur Morgunov, che di recente ha superato la misura di 5.92m al Memorial dedicato ai fratelli Znamenskiy a Zhukovskiy. Il cast è completato dal polacco Pawel Wojciechowski, campione del mondo a Daegu 2011 e secondo a Losanna con 5.84m, dal canadese Shawn Barber, iridato a Pechino 2015 e quarto nelle liste mondiali stagionali con il 5.92m realizzato alle Texas Relays di Austin, dal brasiliano Thiago Braz Da Silva, oro olimpico a Rio de Janeiro 2016 con il record sudamericano di 6.03m, dallo statunitense Scott Houston, campione statunitense indoor nel 2018, e dal greco Kostadinos Filippidis, medaglia d’oro ai Mondiali Indoor di Sopot 2014.

Salto in alto femminile (ore 20.07): Lasitskene punta al quarantaseiesimo successo consecutivo

La due volte campionessa mondiale outdoor e indoor Maria Lasitskene ha portato di recente il numero di gare vinte consecutivamente a 45 successi. La fuoriclasse russa ha realizzato cinque delle migliori sette prestazioni di questa stagione (2.04m di Parigi, 2.03m di Hengelo e 2.02m di Roma, 2.01m a Zhukovskiy e 2.00m a Stoccolma) e guida la Road to the Diamond League Final a punteggio pieno con 32 punti davanti alla vice campionessa olimpica ed europea in carica bulgara Mirela Demireva, tre volte seconda alle spalle della russa a Shanghai (1.94m), a Roma (1.94m) e a Stoccolma (2.00m). Oltre alla russa e alla bulgara saranno in gara anche la ventenne ucraina Yuliya Levchenko, vice campionessa mondiale a Londra 2017 con 2.01m e terza al meeting di Parigi con 1.97m, e la britannica Morgan Lake, vincitrice ai Campionati britannici di Birmingham con 1.97m e campionessa mondiale under 20 nel salto in alto con 1.94m, la tedesca di origini parigine Marie Laurence Jungfleisch, quarta ai Mondiali di Londra e autrice di un personale di 2.00m realizzato nelle ultime due edizioni del meeting di salto in alto di Eberstadt, e la rappresentante di Santa Lucia Laverne Spencer, campionessa del Commonwealth con 1.95m a Gold Coast.

Maria Lasitskene, Diamond LeagueGetty Images

Lancio del giavellotto maschile (ore 21.34): duello tedesco tra Rohler e Hofmann, ma attenzione a Vadlejch e Kirt

Si preannuncia l’ennesimo duello tedesco tra Thomas Rohler e Andreas Hofmann, che hanno superato il muro dei 91 metri in questa stagione. Mancherà invece il leader mondiale stagionaleJohannes Vetter, che deve osservare un periodo di riposo a causa di un infortunio. Rohler ha vinto le prime due gare stagionali di Diamond League a Doha con 91.78m e a Eugene con 89.88m e ha superato il muro dei 90 metri in un’altra occasione a Dessau con 90.75. Hofmann si è classificato terzo a Doha con 90.08m e ha stabilito il record personale due volte lanciando il giavellotto a 91.44m a Rehlingen e a 92.06m a Offenburg. Non sarà soltanto una sfida tutta tedesca perché saranno presenti l’estone Magnus Kirt e il ceco Jakub Vadlejch, quarto e quinto delle liste mondiali stagionali. Kirt ha battuto due volte Rohler a Turku con 88.73m e a Lucerna con 85.42m. Vadlejch, vincitore di due edizioni consecutive della Diamond League nel 2016 e nel 2017, ha realizzato il miglior lancio stagionale con 89.02m a Praga e ha battuto Rohler a Ostrava con 88.36m.

Il cast è completato dall’indiano Neeraj Chopra, campione del mondo juniores nel 2017, medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth nel 2018 e quarto al meeting di Doha con 87.43m, dal trinidegno Keshor Walcott, campione olimpico a Londra 2012, dal moldavo Andrian Mardare, bronzo ai Mondiali Juniores di Eugene 2014 e autore di un personale di 84.43m realizzato al meeting di Praga nel 2018 e dal qatariano Ahmed Bader Magoor (primato personale di 85.23m realizzato a Turku nel 2017)

Salto triplo femminile (ore 21.42): la regina Ibarguen a caccia del poker stagionale

I salti femminili avranno in gara la regina del triplo femminile Caterine Ibarguen, campionessa olimpica di Rio de Janeiro, due volte iridata e cinque volte vincitrice della Diamond League. La fuoriclasse colombiana ha vinto a Shanghai, Oslo e a Parigi. Nella capitale francese ha eguagliato la sua migliore prestazione stagionale con 14.83m e si è già assicurata il posto per la finale della Diamond League. A Rabat Ibarguen insegue i 15 metri per la prima volta in questa stagione contro la statunitense Tori Franklin (leader mondiale stagionale con 14.84m), la giamaicana Kimberly Williams (campionessa dei Giochi del Commonwealth di Gold Coast 2018) e la spagnola Ana Peleteiro, campionessa mondiale juniores a Barcellona 2012 e medaglia di bronzo ai Mondiali Indor di Birmingham 2018.

Diamond League: Caterine IbarguenGetty Images

5000 metri femminili (ore 22.05): sfida a tre tra Dibaba, Obiri e Hassan

Rabat mette di fronte le tre big Genzebe Dibaba, Hellen Obiri e Sifan Hassan in uno dei migliori 5000 metri dell’anno. In pericolo il record del meeting di Rabat di 14’16”31 realizzato nel 2016 dall’etiope Almaz Ayana, che nell’occasione realizzò la sesta migliore prestazione mondiale di sempre.

Dibaba ha vinto il titolo mondiale a Pechino 2015 sui 1500 metri poche settimane dopo aver battuto il record del mondo sulla distanza con 3’50”07 a Montecarlo. Lo scorso Marzo ha realizzato la doppietta sui 1500 metri e sui 3000 metri ai Mondiali Indoor di Birmingham portando a cinque il bottino totale di ori conquistati in questa manifestazione. Sui 5000 metri la fuoriclasse etiope vanta la quinta migliore prestazione di tutti i tempi con un record personale di 14’15”41 realizzato a Parigi sempre nel 2015 nell’anno in cui ha conquistato anche il trofeo dei diamanti in questa specialità.

Hellen Obiri é l’ottava più veloce di sempre sui 5000 metri grazie al record keniano e del Commonwealth di 14’18”37 realizzato al Golden Gala di Roma l’anno scorso, quando Dibaba non andò oltre il sesto posto. La keniana ha avuto la migliore stagione della sua carriera nel 2017 quando ha conquistato il titolo mondiale a Londra e la Diamond League. L’etiope si è presa la rivincita nei confronti di Obiri vincendo l’ultimo confronto diretto disputato a Eugene nello scorso Maggio in 14’26”89.

Sifan Hassan proverà a migliorare il record personale di 14’41”24 stabilito a Eugene nel 2017 due mesi prima di vincere il bronzo ai Mondiali di Londra. L’olandese di origini etiopi ha vinto l’argento sui 3000 metri e il bronzo sui 1500 metri ai Mondiali Indoor di Birmingham. In carriera vanta primati personali di grande livello su tutte le distanze del mezzofondo come 1’56”81 sugli 800 metri, 3’56”05 sui 1500 metri, 8’28”90 sui 3000 metri. Settimana scorsa ha realizzato il personale stagionale sui 1500m correndo in 3’58”39 a Losanna.

Il cast comprende anche la keniana Agnes Tirop (bronzo ai Mondiali di Londra sui 10000 metri) e le etiopi Letesenbet Gidey (campionessa mondiale under 20 di corsa campestre e seconda sui 5000 metri a Eugene in 14’30’29 alle spalle di Dibaba ma davanti a Obri) e Senbere Teferi (argento ai Mondiali di Pechino 2015 sui 5000m).

1000 metri femminili (ore 22.38, gara non valida per il punteggio della Diamond League): Semenya attacca il record del mondo

Caster Semenya gareggerà per la seconda volta in carriera sui 1000 metri, distanza sulla quale potrebbe attaccare il record del mondo detenuto dalla russa Svetlana Masterkova con 2’28”98 visto l’ottimo stato di forma che le ha permesso di realizzare la quarta migliore prestazione di sempre sugli 800 metri con 1’54”25 a Parigi. La fuoriclasse sudafricana ha realizzato il record personale sui 1000 metri correndo in 2’35”43 lo scorso Marzo a Pretoria. Tra le protagoniste anche le keniane Nelly Jepkosgei (seconda a Doha sui 1500m alle spalle di Semenya) e Winny Chebet (3’59”16 di personale sui 1500m stabilito a Roma nel 2017).

800 metri femminili (ore 21.12): Nyonsaba cerca il secondo successo stagionale in Diamond League

La burundese Francine Nyonsaba insegue il secondo successo stagionale in Diamond League dopo la vittoria di Losanna in 1’57”80, che le ha permesso di salire al primo posto della Road to the Final. La due volte campionessa mondiale indoor di Portland 2016 e di Birmingham 2018 ha stabilito il record stagionale correndo in un eccellente 1’55”86 a Parigi classificandosi seconda nella scia di Caster Semenya. Nelle altre due gare stagionali si è classificata terza a Eugene in 1’56”88 e seconda in 1’58”57. Da seguire tante altre protagoniste come la keniana Emily Tuei, vincitrice al meeting di Nancy in un ottimo 1’58”04, la marocchina Rababe Arafi, autrice del record nazionale sui 1500 metri con 3’59”15 a Losanna, Margaret Wambui, bronzo olimpico a Londra, la giamaicana Natoya Goule, bronzo ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast 2018 e autrice del record nazionale di 1’57”69 a Parigi, la britannica Linsey Sharp, finalista ai Giochi Olimpici di Rio 2016 e campionessa europea a Helsinki 2012.

3000 siepi maschili (ore 21.39): Kipruto e El Bakkali provano ad attaccare la barriera degli 8 minuti

Il campione olimpico e mondiale in carica Conseslus Kipruto e il marocchino Soufiane El Bakkali potrebbero andare all’attacco della barriera degli 8 minuti per la prima volta in questa stagione. El Bakkali ha dichiarato di voler attaccare questo muro per la prima volta in questa  stagione nel meeting di casa dove si impose nell’edizione dell’anno scorso. El Bakkali ha migliorato il personale con 8’05”12 al Golden Gala di Roma nel 2017 alle spalle di Kipruto. A fine Giugno El Bakkali ha vinto ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona.

Il ventiduenne atleta marocchino si è classificato secondo alle spalle di Kipruto ai Mondiali di Londra e si è classificato quarto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Kipruto ha realizzato il miglior tempo mondiale stagionale con 8’08”40 a Roma ma è stato battuto a sorpresa dal connazionale Beniamin Kigen a Eugene. Kipruto proverà a bissare il successo dell’edizione 2016 quando si impose in 8’02”77.

Kigen proverà a battere il record personale con 8’09”07 stabilito al Prefontaine Classic. Gli altri protagonisti in gara saranno Abraham Kibiwott e Amos Kirui, secondo e terzo ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast alle spalle di Conseslus Kipruto.

3000 metri maschili (ore 21.39): attesa per Iguider

Del ricco contingente di 23 atleti marocchini in gara a Rabat fa parte anche Abdelati Iguider, che si impose sui 3000 metri nella passata edizione del meeting di Rabat. Il mezzofondista marocchino ha vinto il titolo mondiale under 20 a Grosseto 2004 ed è salito sul podio alle Olimpiadi di Londra 2012 e ai Mondiali Indoor 2017 di Birmingham 2018.

L’atleta del Barhein ma di origini etiopi Birhanu Balew punta a consolidare il primo posto nella Road to the Diamond League Final con 15 punti ottenuti grazie al secondo posto di Stoccolma in 13’04”25 sui 5000 metri e al successo di Losanna sulla stessa distanza in 13’01”09, miglior tempo mondiale dell’anno. Il cast propone un quartetto di formidabili etiopi composto dal campione del mondo dei 5000 metri di Londra 2017 Muktar Edris, da Yomif Kejelcha (campione del mondo indoor sui 3000m a Portland 2016 e Birmingham 2018), da Hagos Gebrehiwet (argento ai Mondiali di Mosca 2013 e bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016) e da Abadi Hadis (terzo a Stoccolma in 13’06”76 e a Losanna in 13’03”62). L’altro grande protagonista in gara è lo statunitense di origini keniane Paul Chelimo, argento olimpico a Rio 2016 e bronzo mondiale a Londra 2017. Chelimo, nativo di Iten in Kenya, si trasferì negli Stati Uniti nel 2011 per studiare all’Università del North Carolina. Dopo essersi classificato due volte secondo ai Campionati NCAA sui 5000 metri a Greensboro Chelimo è entrato nell’esercito americano ed è diventato cittadino statunitense. 

100 metri ostacoli femminili (ore 21.57): McNeal favorita contro Nelvis

Brianna Rollins Mcneal è la grande favorita in virtù dei tre tempi al di sotto dei 12”50 realizzati in questa stagione. Lunedì scorso la campionessa mondiale di Mosca 2013 ha vinto al meeting di Lucerna avvicinando di sei centesimi di secondo la migliore prestazione mondiale dell’anno di 12”38 realizzata al meeting di Stoccolma. In questa stagione ha vinto anche la tappa di Shanghai in 12”50. L’ostacolista sposata dall’anno scorso con il giocatore di football americano Bryce McNeal ha vinto tre titoli NCAA sui 60 ostacoli indoor nel 2011 e nel 2013 e outdoor sui 100 ostacoli (con il record della manifestazione di 12”39). Poche settimane dopo vinse il titolo statunitense con 12”26 qualificandosi per i Mondiali di Mosca, dove conquistò il primo titolo mondiale in 12”48. Nel 2016 Brianna ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali Indoor sui 60 ostacoli in 7”82 e l’oro alle Olimpiadi in 12”48 battendo le connazionali Nia Ali e Kristi Castlin. La principale avversaria nella gara di Rabat è la connazionale Sharika Nelvis, quarta ai Mondiali Indoor di Birmingham e vincitrice al Golden Gala di Roma in 12”76 e seconda a Shanghai in 12”52.

In grande crescita si presenta Pamela Duktiewicz, medaglia di bronzo ai Mondiali di Londra 2017. Dopo un infortunio la tedesca di origini polacche è tornata ad esprimersi su ottimi livelli correndo in 12”67 a Lucerna. Gareggerà anche l’altra tedesca Cindy Roleder, campionessa europea sia a livello outdoor ad Amsterdam 2016 sia a livello indoor a Belgrado 2017. In gara anche la statunitense Christina Manning, medaglia d’argento ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018, la nigeriana Tobi Amusan, campionessa NCAA nel 2017 e dei Giochi del Commonwealth a Gold Coast 2018, e la giamaicana Yanique Thompson, campionessa mondiale under 18 a Donetsk 2013 e medaglia di bronzo ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast 2018.

400 metri maschili (ore 21.04): Haroun sfida le due stelle emergenti giamaicane Bloomfield e Allen

La medaglia di bronzo iridata di Londra 2017 Abdallelah Haroun punta a consolidare il primato nella Road to the Diamond League Final dopo l’eccellente inizio di stagione che lo ha visto classificarsi secondo a Doha in 44”50 e a Roma in 44”37 e terzo a Shanghai in 44”51. Il giovane quattrocentista del Qatar affronterà i due astri nascenti giamaicani Akeem Bloomfield e Nathon Allen, che occupano rispettivamente il terzo e il quinto posto delle liste mondiali stagionali. Bloomfield si è classificato secondo ai recenti Campionati NCAA di Eugene in 43”94 precedendo Allen (44”13). Gli altri quattrocentisti in gara da seguire sono Luguelin Santos, vice campione olimpico a Londra 2012 e vincitore al meeting di Madrid in 44”66, lo statunitense Paul Dedewo, terzo al Golden Gala in 44”58 e secondo ai Campionati statunitensi in 44”64, il britannico Matthew Hudson Smith, finalista olimpico a Rio de Janeiro 2016 e campione nazionale a Birmingham in 44”68 (miglior tempo europeo dell’anno), Michael Cherry, terzo ai Campionati statunitensi di Des Moines, e il botswano Baboloki Thebe, quarto ai Mondiali di Londra 2017 in 44”66 e argento ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast 2018.

Getto del peso femminile (ore 20.23): il ritorno delle mamme Adams e Schwanitz

Il tema più interessante è il duello tra Valerie Adams e Christina Schwanitz, le due atlete che hanno contribuito a scrivere le pagine più belle del getto del peso. Adams ha vinto due titoli olimpici a Londra 2012 e a Pechino 2016 e quattro ori mondiali a Osaka 2007, Berlino 2009, Daegu 2011 e Mosca 2013, quattro ori ai Mondiali Indoor e tre titoli dei Giochi del Commonwealth. E’ una dei nove atleti capaci di vincere almeno un titolo mondiale in tutte le categorie (allievi, juniores e assoluta). Nel 2017 la fuoriclasse neozelandese si è presa un anno di pausa per dare alla luce la primogenita Kimoana. E’ tornata quest’anno vincendo la medaglia d’argento ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast con 18.70m, misura avvicinata a inizio settimana in occasione della vittoria al meeting di Lucerna con 18.67m. 

Schwanitz ha vinto il titolo mondiale a Pechino nel 2015 e le ultime due edizioni dei Campionati Europei a Zurigo 2014 e ad Amsterdam 2016. La tedesca ha saltato la stagione 2017 per diventare mamma di due gemelli. E’ tornata alla grande nel 2018 ottenendo ottime misure come 19.50m a Gelenau e 19.39m a Halle.

Le altre protagoniste sono la giamaicana Danniel Thomas Dodd, che ha vissuto una stagione 2018 da assoluta protagonista con il bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham e l’oro ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast, e la statunitense Raven Saunders, quinta alle Olimpiadi di Rio 2016 e tre volte campionessa NCAA. Nell’ambito della Diamond League l’ex velocista e giocatrice di netball si è classificata seconda a Shanghai con 18.70m alle spalle della cinese Gong Lijao.

1500 metri maschili (ore 21.21): gara aperta ad ogni pronostico

Gara molto equilibrata senza un vero favorito che presenta il campione olimpico di Rio de Janeiro Matt Centrowitz, il bronzo mondiale di Londra 2017 e campione europeo di Amsterdam 2016 Filip Ingebrigtsen, il campione del mondo indoor di Sopot 2014 Ayanleh Souleiman, il keniano Charles Simotwo (3’32”61 di personale stagionale), il polacco Marcin Lewandowski (campione europeo indoor a Belgrado 2017), Taresa Tolesa (vincitore della prima tappa della Diamond League).

Salto in lungo maschile (ore 19.55; gara non valida per la Diamond League): Lawson, Dendy e Visser

Gara di grande interessante anche se non assegna punti per la Diamond League per la presenza del giovane statunitense Jarrion Lawson, talento esploso nel 2016 con il triplo titolo NCAA nei 100m, nei 200m e nel salto in lungo. Al debutto in una grande rassegna globale Lawson ha sfiorato il podio olimpico a Rio de Janeiro classificandosi quarto. L’anno successivo ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali di Londra a 4 cm dalla medaglia d’oro. Ai Mondiali di Birmingham si è classificato quarto con 8.14m alle spalle del connazionale Marquis Dendy, altro atleta presente a Rabat. Dendy è salito sul podio nelle ultime due edizioni dei Mondiali Indoor vincendo l’oro a Portland 2016 e il bronzo a Birmingham 2018. Da seguire anche il sudafricano Zarck Visser, che in questa stagione ha realizzato 8.40m al meeting tedesco di Bad Langensalza.

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