Mondiali, Inghilterra: "We're coming home", ma con orgoglio

La semifinale raggiunta ha un peso molto diverso da quella del '90: questa è una squadra che potrà vincere in futuro e gli inglesi lo sanno.

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I gol di Perisic e Mandzukic, arrivati quando gli inglesi cominciavano a crederci davvero, hanno rigirato come un calzino quel mantra, "It's coming home", cui i sudditi di Sua Maestà si erano aggrappati in questi giorni senza un minimo di scaramanzia, e lo hanno trasformato in un anticipato "We're coming home".

Spietati i lazzi social che non hanno dimenticato nemmeno la preoccupazione manifestata da qualcuno in Inghilterra per la concomitanza fra la finale dei Mondiali e quella, sacra in Terra d'Albione, di Wimbledon. Ora il problema non sussiste più.

Gli inglesi volevano riportare a casa il calcio, e quel titolo che manca da una vita, ma a casa ci sono tornati loro - simbolicamente, però, perché in realtà devono giocare la finale per il terzo posto contro il Belgio in programma sabato alle 16 - ricacciati indietro dalle spingardate dei due bucanieri croati.

PerisicGetty Images
Il gol di Ivan Perisic

Mondiali, Inghilterra: "We're coming home" ma con orgoglio

Gareth Southgate è uomo saggio e misurato, lo ha dimostrato nel corso di questi Mondiali e anche ieri sera quando, nel momento più amaro della sua gestione, ha dichiarato:

Siamo arrivati così inaspettatamente avanti in poco tempo, ben oltre a dove pensavamo di poter arrivare. Non siamo contenti, ma la squadra adesso sarà più forte.

Sarà più forte, appunto. La Nazionale inglese si è presentata a questi Mondiali con 20 ragazzi più Young, Vardy e Cahill - e solo il primo è sceso stabilmente in campo - per un'età media poco oltre i 25 anni e una piuttosto scarsa conoscenza del calcio fuori della Premier League. I croati, per contro, avevano una media di anzianità di due anni in più e provenivano da una decina di campionati diversi.

Questo è il punto: Southgate sa di avere fatto un ottimo lavoro e sa altrettanto bene che questi Mondiali sono stati una fantastica vetrina per i suoi ragazzi e soprattutto un'esperienza eccezionale. Fra due anni agli Europei e fra quattro ai prossimi Mondiali, Harry Kane e Dele Alli, Raheem Sterling e Jesse Lingard non faranno più la figura dei coniglietti bagnati quando il gioco si fa duro. Southgate sa che ci saranno loro nei panni dei Perisic e dei Mandzukic, dei Modric e Rebic. Toccherà a loro il ruolo dei bucanieri.

Questa è una squadra che può andare lontano, molto più di quella che arrivò in semifinale a Italia '90, più casualmente di questa e quasi a fine corsa. Il risultato di Russia 2018 ha portato orgoglio e consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie possibilità, risvegliando l'affetto degli inglesi per la Nazionale, dai tifosi da pub fino ai vip.

"Inghilterra fino alla morte", insomma, ma forse è il commento di uno che ne ha passate tante come Lewis Hamilton a riassumere più compiutamente il sentimento nazionale:

Mi avete fatto sentire orgoglioso di essere britannico. A testa alta, uniti e con questo spirito combattivo sono certo che un giorno il calcio tornerà a casa!

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