Mondiali e figli: lo spot Chicco e i baby boom legati al calcio

In uno spot l'invito alle famiglie a mettere al mondo più figli per un'Italia più grande. Ecco altri eventi che hanno portato a un aumento delle nascite.

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Che ci sia l'Italia o meno in campo, i Mondiali di calcio restano sempre un enorme polo di attrazione per i tifosi azzurri. Non è un caso che Brasile-Belgio abbia totalizzato uno share del 44,53% con 9.435.000 spettatori totali, mentre la semifinale tra Francia e Belgio ha superato il 46% e Croazia-Inghilterra ha tenuto davanti alla televisione il 47,2% dei telespettatori. Anche per questa passione sacra per gli italiani l'azienda di prodotti per l'infanzia Chicco ha lanciato in questi giorni il suo nuovo spot.

Il filmato raccoglie una serie di momenti d'amore e rappresenta un incitamento all'aumento delle nascite in concomitanza con giorni di passione come quelli che si vivono nel corso dei Mondiali. La chiosa del video è un invito a dar seguito alla "pioggia di neonati che ci ha allagato di ottimismo facendo dell’Italia una nazione straordinaria”.

Per la prima volta da 60 anni a questa parte l'Italia non fa parte delle nazionali in gioco nella fase finale dei Mondiali. Uno smacco per chi in bacheca ha ben quattro coppe del mondo: ogni vittoria, sottolinea la Chicco nel filmato, ha generato un baby boom, mentre oggi la realtà è diversa. La soluzione? Dare vita a un'altra esplosione di nascite, moltiplicandosi "all'infinito".

Mondiali e baby boom: lo spot Chicco e gli altri precedenti

Nel video realizzato dalla Chicco le coppie mostrate fanno l'amore in ufficio, in cucina, in un'auto, dal barbiere e davanti alla TV. Situazioni legate alla quotidianità, come quelle che si verificano prima o dopo una partita di calcio. Con invito conclusivo a far figli anche solo “Per il piacere di fare sesso". Se il baby boom legato alla vittoria dei Mondiali da parte dell'Italia nel passato resta un dato a metà tra leggenda e realtà, al di fuori dei nostri confini gli esempi di aumento delle nascite in coincidenza di conquiste della coppa del Mondo sono ben concreti.

Champions League 2008-2009, boom di nascite legato al BarcellonaGetty Images
Champions League 2008-2009, boom di nascite legato alle vittorie del Barcellona

Basta spostarsi in Spagna e ritornare al 2009 per scovare un incremento non casuale: a maggio il Barcellona conquistava la Champions League superando nella finale di Roma il Manchester United e nove mesi dopo, a febbraio 2010, in Catalogna e dintorni si registrava un aumento delle nascite pari al 16%. Non a caso, i nati in quei giorni fanno parte della "Iniesta generation", in omaggio al numero 8 blaugrana. Il tasso di natalità legato al calcio, però, può registrare crescite anche in casi di sconfitte: è quanto studiato nel 2007 da alcuni esperti della Koch Clinic di Kassel, che a marzo di quell'anno, esattamente a nove mesi dalla conclusione dell'avventura mondiale della nazionale tedesca fermata in semifinale dall'Italia, registrò un incremento di circa il 10% delle nascite.

Al di fuori del mondo del calcio ci sono anche rilevanti eventi storici legati al baby boom. I libri ci ricordano per esempio episodi connessi alla politica come il Decreto 770 emanato nel 1967 da Nicolae Ceausescu, segretario generale del partito comunista nazionale, per ridurre l'utilizzo dei metodi contraccettivi e favorire la crescita della popolazione, che passò dai 23 ai 30 milioni di persone nell'arco di nove anni. Il boom delle nascite è stato anche una risposta a eventi drammatici, come la fine della seconda Guerra Mondiale, che coincise negli Stati Uniti con un aumento della prosperità e la nascita di quasi 75 milioni di bambini tra il 1946 e il 1964.

Euro 2016, la nazionale dell'Islanda: smentito il baby boom legato ai risultati Getty Images
La nazionale dell'Islanda: smentito il baby boom legato ai risultati durante Euro 2016

La fake news Islanda

Tra tanti aumenti di nascite corroborati dai fatti, emerge anche una fake news: è quella legata ai risultati dell'Islanda nel corso di Euro 2016, quando all'esordio nella competizione la selezione di Bjarnason e compagni arrivò ai quarti di finale, salvo cedere alla Francia. Il tweet di un anestesista di Reykjavík, Ásgeir Pétur Þorvaldsson, rilanciò l'ipotesi secondo la quale sarebbe stato registrato un aumento del tasso di natalità nazionale a nove mesi dal termine degli Europei. La notizia fu ripresa dai media di mezza Europa, salvo essere poi smentita dallo stesso Ásgeir Pétur. Baby boom o meno, il fascino della Coppa del Mondo coincide sempre con un'esplosione di passione. 

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