Calciomercato Lazio, ufficiale Acerbi. E quando Lotito pesca in Italia...

I biancocelesti spesso acquistano dall'estero, quando però la società chiude gli affari con i club italiani non sbaglia mai. Da Rocchi nel 2004 a Parolo (2014), quanti colpi.

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Gioco a carte scoperte. La strategia della Lazio sul calciomercato ormai è risaputa e consolidata. Il direttore sportivo Igli Tare ha una fitta rete di contatti che gli consente di arrivare per primo su giovani gioielli destinati poi a esplodere. E questo in tutto il mondo. Si va da Keita, preso ancora adolescente, appena si liberò dal Barcellona, a Milinkovic, preso dal Genk ad appena 20 anni.

Non vanno però dimenticati i vari Felipe Anderson ed Hernanes, arrivati dal Brasile quando ancora non si erano affermati. Il direttore sportivo della Lazio ci vede lungo ed esalta il calciomercato dei biancocelesti con i conigli che regolarmente tira fuori dal cilindro. Ma attenzione, perché anche quando si chiudono trattative con società italiane le cose vanno bene, anzi, lì la Lazio non sbaglia proprio mai.

In questi anni, infatti, sono sbarcate a Roma anche alcune meteore (da Novaretti a Morrison e Perea), ma i giocatori che la Lazio ha comprato direttamente dal campionato italiano non hanno mai fallito. Per questo l'acquisto di Acerbi dal Sassuolo deve tranquillizzare i tifosi nonostante l'addio di De Vrij (passato all'Inter). I precedenti parlano chiaro.

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Calciomercato Lazio, quando pesca in Italia non sbaglia mai

Dai fratelli Antonio ed Emanuele Filippini, rimasti a Roma solo un anno ma in grado di conquistare il cuore dei tifosi, a Rocchi, attualmente il quinto miglior marcatore della storia del club, se la Lazio pesca in Italia non sbaglia mai. E vale anche per i giocatori stranieri come Pandev (miglior marcatore straniero al pari di Klose) o Ledesma, diventato capitano.

Stefano Mauri, altro grande colpo italiano della LazioGetty
Stefano Mauri, altro grande colpo italiano della Lazio

Da quando il direttore sportivo della Lazio è diventato Tare questo feeling con il campionato italiano è ancor più evidente: pochi colpi, ma tutti buoni. Si pensi a Parolo, troppo a lungo snobbato dalle top del nostro campionato, che a Roma è maturato fino a diventare una edina fondamentale della nazionale italiana. Ma gli esempi sono tanti: Mauri e Biava (che, proprio come Parolo, hanno dovuto aspettare la chiamata dei biancocelesti per fare il salto di qualità), sono arrivati senza grossi squilli di tromba, ma per anni erano parte della colona vertebrale della squadra. Non va poi dimenticato Immobile (anche se tecnicamente è arrivato dal Siviglia), che l'anno scorso con 41 gol è diventato il miglior marcatore della storia della Lazio in una singola stagione (togliendo il record a Chinaglia). Marchetti, che si è appena svincolato dal club biancoceleste, è stato per anni il portiere titolare e ha pure vinto da protagonista la storica Coppa Italia del 2013 conquistata battendo in finale la Roma.

Marco Parolo dopo aver segnato quattro gol contro il PescaraGetty
Marco Parolo dopo aver segnato quattro gol contro il Pescara

Konko e Basta (arrivati rispettivamente nel 2011 e nel 2014) hanno aiutato la Lazio a fare il salto di qualità. Candreva in biancoceleste è riuscito a consacrarsi dopo aver faticato in diversi club italiani (Juventus, Udinese, Livorno, Cesena...). Vero che ci sono stati anche alcuni flop (da Felice Piccolo ad Andrea Giallombardo fino a Mark Bresciano), ma sono ormai datati nel tempo.

A dimostrazione del fatto che i capitolini ormai sono cresciuti e che chiudono gli affari solo se effettivamente convinti e non più per tappare qualche buco. Per questo il colpo Acerbi per la Lazio può essere un vero affare di calciomercato. Anche perché ormai Tare e Lotito giocano a carte scoperte: le scommesse arrivano dall'estero, dall'Italia solo certezze.

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