Mondiali, Croazia-Inghilterra: idee tattiche e probabili formazioni

Southgate ha una forza giovane da far esplodere, anche in anticipo rispetto ai tempi, mentre Dalic ha una generazione forse al suo ultimo ballo a questi livelli.

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La prima finalista ai Mondiali di Russia, la Francia, fa emergere un elemento del tutto nuovo per quanto riguarda la competizione più difficile al mondo. Con la squadra di Deschamps all’ultimo atto è evidente come il valore dell’avere una rosa giovane, piena di energia, capace di impostare il gioco a ritmi sempre alti e di saper affrontare avversari molto diversi rimanendo sempre se stessi, è una sorta di condizione necessaria per andare avanti. E la cosa fa rumore se accade proprio ai Mondiali, torneo per il quale si è sempre ritenuto vitale per vincere avere una lunga esperienza internazionale almeno nell’assetto titolare di base.

Nella seconda semifinale che si disputerà a Mosca si affronteranno un’altra forza giovane, quella ancora più imberbe ma vorace dell’Inghilterra, contro la maestria quasi compassata di una Croazia che gioca insieme da tanti anni, ha già fatto tutti gli step possibili per arrivare fino a questo punto e ha giocatori che ne hanno viste di tutti i colori anche con le proprie squadre di club. Sarà una sfida anche generazionale perché da una parte c’è una nazionale come l’Inghilterra, che aveva Qatar 2022 come grande obiettivo, tanto è vero che nella sede della Federazione c’è un orologio che ha fisso il giorno e l’ora della finale di Doha, ma si ritrova con una possibilità unica impossibile da lasciar andare.

Ma dall’altra parte non c’è una squadra che farà da contorno alla narrazione del “coming home” del football. I croati sanno che questo ballo potrebbe essere l’ultimo a grandi livelli. Non solo per una questione anagrafica che, come segnalano proprio questi Mondiali, in un calcio dove l’atletismo feroce ritorna molto importante, avere le energie giovanili a disposizione conta molto, ma anche perché ritrovare di nuovo in un grande torneo gli uomini migliori così in forma, motivati, desiderosi di spendersi per l’altro e uniti attorno all’allenatore potrebbe essere un miraggio. Per chi ci arriva in grande anticipo ma non vuole perdere l’occasione e chi invece al momento giusto, per finire alla grande la storia di una meravigliosa generazione, questa partita è storia che passa una volta nella vita. Ecco come se la giocheranno.

Croazia-Inghilterra, una sfida fra presente e futuro deciderà la seconda finalista dei Mondiali

Southgate ha creduto in alcuni uomini che forse pochi altri allenatori avrebbero messo al centro del progetto. Il primo è Trippier, laterale esplosivo e dinamico, che però in passato aveva troppi momenti di blackout ed esuberanza giovanile per poterci contare davvero a questi livelli. Invece nel percorso di avvicinamento e poi nella fase finale dei Mondiali, Trippier è cresciuto in maniera esponenziale, dominando la sua fascia grazie ad un’attenzione anche nella copertura degli spazi che prima non si era mai vista.

Il secondo uomo da citare non può essere che Maguire. Prendere un calciatore medio e farlo diventare a 24 anni un centrale di difesa così completo non è facile. Maguire aveva una cosa che sapeva fare meglio degli altri, difendere sull’uomo. Southgate ha preso questa caratteristica è l’ha sfruttata, unendo a Maguire due uomini che invece hanno caratteristiche completamente diverse, la capacità di fare regia dal basso di Stones e la rapidità nei recuperi e nelle chiusure di Walker. Il ct inglese ha fatto una cosa che sembra facile, mettere insieme una batteria di difensori tutti con skills diverse e specifiche, ma in fondo è complesso, perché devi ben calibrare l’abbinamento dei tre. L’essere riuscito nel creare l’equilibrio perfetto è un capolavoro di Southgate.

Il terzo uomo è Dele Alli. Con il Tottenham Alli è molto discontinuo ma Pochettino, come Southgate, lo ha messo al centro del villaggio già da giovanissimo. Avere una mezzala così brava nel leggere gli spazi di inserimento è una manna dal cielo e i due allenatori lo sanno benissimo. Ma sanno anche che un Alli spesso distratto nelle coperture può essere un pericolo. Anche in questo caso il lavoro specifico che Southgate chiede al calciatore per quel che riguarda la fase difensiva e l’averlo attorniato da calciatori che ne sanno coprire le pecche, ha fatto sì che adesso è proprio Alli a trascinare la nazionale verso il sogno di una finale.

Se l’Inghilterra ha visto correre il treno dei suoi Mondiali grazie al carburante di tre calciatori poco attesi, la Croazia vive sulle enormi spalle di Modric. Per l’allenatore e la squadra, la prima cosa in cui bisogna tatticamente riuscire in ogni partita è dare spazio a Modric, per farlo muovere in libertà, fronte alla porta e magari con un po’ di spazio per lavorare anche palla al piede. Quello che Sampaoli voleva creare per Messi, ovvero una ampia sezione di campo dove il suo campione avesse libertà e spazi con tutti gli altri a ruotargli intorno, a Dalic è riuscito.

Ma ci sono due grandi differenze. Prima di tutto insieme a Modric ci sono almeno altri tre uomini in grado di impostare la manovra, per cui gli avversari non possono dedicare tre calciatori alla costruzione di una rete di pressione su Modric, scoprendo spazi troppo ampi per gli altri, e in secondo luogo Modric senza palla è in continuo e perenne movimento, spostandosi spesso anche a destra per poter avere la “luce” giusta da sfruttare.  

Una grande chiave della partita è proprio nella capacità di schermare la luce a Modric, riuscendo a creare, con esterni e mezzali una rete di protezione, ma allo stesso tempo rimanendo sempre vigili e attenti sui movimenti e le giocate di Rakitic, Brozovic e Rebic, cresciuto in una maniera impronosticabile dopo gli anni di Firenze.

Tra Dalic e Southgate sarà una vera partita a scacchi, dove ogni mossa sarà portata per avere quei metri di spazio necessari per pensare in velocità e disordinare le difese avversarie. Si giocano la finale dei Mondiali una squadra che non ci è mai arrivata e un’altra, la cui corsa verso il traguardo dura dal 1966. Chiunque vincerà e sfiderà la Francia avrà fatto la storia del calcio del proprio Paese.

Probabili formazioni Croazia-Inghilterra

Croazia (4-3-2-1): Subasic; Vida, Lovren, Corluka, Strinic; Brozovic, Modric Riakitic; Rebic, Perisic; Mandzukic

Inghilterra (3-5-2): Pickford; Walker, Stones, Maguire; Trippier, Lingard, Henderson, Alli, Young; Sterling, Kane

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