Cristiano Ronaldo, la profezia di Agnelli: "Prenderemo uno così"

Il passaggio del portoghese dal Real Madrid alla Juventus è la ciliegina sulla torta di un club che ha saputo rinascere dalle proprie ceneri e che adesso punta sempre più in alto.

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In molti lo hanno già definito "il trasferimento del secolo": il passaggio di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid alla Juventus è in effetti un colpo sensazionale, che sconvolge il calciomercato del 2018 e che ha già generato - e genererà - discussioni infinite. Si discuterà a lungo, infatti, su quanto sia stata opportuna una mossa del genere, l'acquisto cioè di un calciatore che oggi può senza dubbio essere considerato il migliore al mondo, stella indiscussa dei blancos capaci di conquistare 4 volte la Champions League nelle ultime 5 stagioni.

Un campione assoluto che però lo scorso febbraio ha compiuto 33 anni, che è costato 117 milioni e che percepirà un ingaggio (30 milioni annui) che prima non è mai stato neanche solo sfiorato da nessun calciatore né alla Juventus né in tutta la Serie A. CR7 sarà ancora integro? Riuscirà a essere determinante nella rincorsa alla Champions League da parte dei bianconeri? La Vecchia Signora può davvero permettersi una scommessa così costosa?

Le discussioni su questo tema saranno infinite, ma per adesso le certezze che il più grande colpo di calciomercato dell'estate porta con se sono essenzialmente due: l'arrivo del Pallone d'Oro e campione d'Europa in carica in Italia è qualcosa di inaspettato e che cambia letteralmente la realtà di una Serie A da tempo in crisi d'immagine e allo stesso tempo sottolinea la fine di un percorso di crescita da parte della Juventus iniziato nel 2010, quando Andrea Agnelli diventò il nuovo presidente.

Cristiano Ronaldo, la profezia di Agnelli: "Prenderemo uno così"

I bianconeri non si trovavano in una situazione facile: risaliti in Serie A dopo la batosta legata a Calciopoli nel 2006, avevano faticato a tornare ai massimi livelli ed erano reduci da un campionato più che deludente concluso al settimo posto. Fu allora, in mezzo a un ambiente scontento e sfiduciato, che partì la rinascita bianconera: ancora una stagione di sofferenza - conclusa con un nuovo settimo posto - e poi ecco l'arrivo a sorpresa di Antonio Conte e la vittoria del primo fantastico Scudetto, sfilato dalle maglie di un Milan che già lo sentiva suo.

Il resto della storia è noto: con Conte arriveranno altri due titoli consecutivi, prima che nell'estate del 2014 il tecnico lasci lamentando una mancanza di investimenti che non permetterebbero a suo dire di competere con i top club a livello europeo. Nonostante l'allenatore venga contestato per tempi e modalità, il suo è un pensiero che in quegli anni non sono pochi a condividere anche tra i tifosi della Juventus: certo i campioni non mancano, da Buffon a Pirlo, e vengono scoperti giovani interessanti, ma sembra sempre mancare qualcosa.

Nell'estate del 2010, addirittura, era arrivato il gran rifiuto di Antonio Di Natale, bomber dell'Udinese che aveva preferito restare in Friuli: uno smacco significativo, cancellato l'anno successivo dal primo Scudetto di Conte, vinto in quello Juventus Stadium che proprio Andrea Agnelli aveva sottolineato avrebbe fatto la differenza nel futuro economico di un club che avrebbe continuato a vincere anche con l'arrivo in panchina di Massimiliano Allegri, il cui arrivo è coinciso con un'ulteriore crescita della società.

Sotto la guida del tecnico livornese la Juventus ha cominciato a ben distinguersi anche in Europa, centrando persino due finali di Champions League, ma la sensazione era ancora quella di una squadra a cui mancasse un'ulteriore spinta, che nel momento decisivo si scopriva inferiore all'avversaria di turno. Già nel 2014 alcuni soci si erano lamentati di questo, chiedendo durante un'assemblea degli azionisti perché la società non inseguisse sul mercato nomi importanti: ai tempi si era parlato a lungo di Sergio Aguero, un giocatore che però la Juventus di allora non poteva permettersi.

Pare che fu in quell'occasione che Andrea Agnelli rispose sottolineando come i tempi per certi acquisti non fossero maturi ma assicurando che continuando il percorso di crescita intrapreso fin dal suo arrivo, nell'arco di cinque anni la Juventus avrebbe potuto acquistare anche un calciatore forte come Cristiano Ronaldo, riferendosi al portoghese come uno dei migliori al mondo.

Adesso, quasi cinque anni dopo, CR7 è davvero un giocatore bianconero: ci sarà tempo per discutere se sarà stato un affare vero, forse soltanto il tempo potrà dare una risposta insieme al campo, da sempre unico giudice nel calcio e che ci dirà se il portoghese, dopo aver raccolto da avversario gli applausi dello Stadium in seguito a un gol di rovesciata entrato nella storia, saprà farlo anche da protagonista, alzando quella Champions League da tempo obiettivo primario della Juventus.

Ma certo è che la profezia di Andrea Agnelli si è avverata: Cristiano Ronaldo vestirà il bianconero, spartiacque tra la vecchia Juventus, che ha dovuto pazientemente e faticosamente crescere, e quella nuova, ambiziosamente proiettata verso un futuro nell'elite del calcio europeo. Il meglio, insomma, sembra dover ancora arrivare.

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