Cristiano Ronaldo alla Juventus, l'assist del Fisco italiano

L'attaccante portoghese potrà beneficiare di una imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero, valida per chi abbia vissuto per 9 degli ultimi 10 anni fuori dall'Italia.

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Cristiano Ronaldo e la Juventus, un innamoramento nato il 3 aprile grazie agli applausi dello Stadium dopo la leggendaria rovesciata del numero 7 del Real Madrid nei quarti di finale di Champions League, coltivato nei dialoghi tra l'ad bianconero Beppe Marotta e l'agente portoghese Jorge Mendes e diventato realtà il 10 luglio. Tra i fattori che avrebbero convinto l'asso di Funchal a scegliere la Serie A come nuova tappa della sua carriera ci sarebbe anche un regime fiscale convincente.

Le dichiarazioni successive alla finale di Champions League, vinta a Kiev dal Real Madrid contro il Liverpool lo scorso 26 maggio, non erano state parole di facciata, volte a ottenere un ritocco contrattuale. Nella sua mente Cristiano Ronaldo aveva già deciso di salutare la Spagna, dando mandato al suo procuratore di trovare una nuova destinazione. Alla base della scelta di CR7, oltre alla voglia di cambiare aria dopo aver vinto di tutto e di più con i blancos, anche la spaccatura con il presidente Florentino Perez, reo di non aver sostenuto l'attaccante nel contenzioso con il Fisco spagnolo, con le accuse di frode fiscale sui proventi dello sfruttamento dei diritti d'immagine mosse dall'Agenzia delle Entrate in fase di archiviazione dietro una maxi-sanzione da 18,8 milioni di euro.

Le porte dell'Italia calcistica sarebbero quindi diventate più appetibili per Cristiano Ronaldo anche grazie al Fisco nostrano: merito dell'introduzione di un regime opzionale di imposizione sostitutiva, voce inserita nell'art. 2, comma 2 del testo unico delle imposte sui redditi introdotto con la Legge di bilancio 2017. Cosa implica? Che chiunque non sia stato residente in Italia per almeno 9 dei 10 anni precedenti l'inizio di validità dell'opzione, possa pagare un'imposta forfettaria di 100mila euro l'anno sull'intero ammontare dei redditi di fonte estera, includenti diritti di immagine, introiti di natura finanziaria o immobiliare e proventi da pubblicità.

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Cristiano Ronaldo alla Juventus: come la flat tax agevolerà l'attaccante portoghese

La possibilità di riportare la Champions League nella bacheca della Juventus, dove manca dal 1996? La voglia di cambiare aria e confrontarsi con compagni di reparto come Dybala e Douglas Costa? La sensazione di poter essere ancora decisivo? Sono tutti fattori rilevanti nella scelta di Cristiano Ronaldo di abbracciare il mondo Juventus. A questi va sommato il raggio di possibilità offerto dalla flat tax sui redditi prodotti all'estero. Il regime fiscale agevolato ha una durata massima di 15 anni e può essere revocato senza il pagamento di penali: l'opzione può essere anche estesa ai familiari grazie al versamento di un'imposta forfettaria pari a 25mila euro per ogni componente del nucleo. 

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L'offerta che l'Agenzia delle Entrate rivolge agli stranieri che hanno intenzione di trasferire la loro residenza fiscale in Italia rappresenta un ulteriore incentivo anche per gli sportivi, soprattutto quando si parla di diritti d'immagine, campo minato sul quale Cristiano Ronaldo è già scivolato in Spagna. E il maxistipendio da 30 milioni di euro netti all'anno che il cinque volte Pallone d'Oro percepirà a Torino? Quello sarà sottoposto all'ordinario regime di tassazione Irpef valevole per tutte le persone fisiche residenti in Italia. 

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