MLS, svelato il futuristico progetto di Beckham per il suo Miami

Annunciato come uno dei nuovi membri della massima serie nord-americana, il club dell'ex stella inglese esordirà nel 2020 e ha recentemente svelato il progetto di un nuovo, avveniristico, stadio.

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Avranno pure mancato la qualificazione ai Mondiali in corso di svolgimento in Russia, ma gli americani continuano a interessarsi al calcio e quest'ultimo continua a crescere nel Paese del basket, del baseball, dell'hockey e del football americano. Se la MLS - il massimo campionato di soccer, come viene chiamato a queste latitudini - poteva vantare appena 10 squadre, nel momento della sua nascita avvenuta nel 1996, presto potrebbe vedere passare il numero di club iscritti dagli attuali 20 a ben 28.

Un segnale importante, il segnale che questa volta gli americani fanno sul serio: il soccer può essere un business proficuo e addirittura sostenibile economicamente. Per evitare crolli improvvisi, come avvenuto a cavallo tra gli anni '70 e gli anni '80 alla North American Soccer League di - tra gli altri - Pelé, Cruijff e Chinaglia, i responsabili della MLS hanno stabilito dei rigidi tetti d'inaggio che dovrebbero servire a impedire spese folli. 

Nel futuro della Major League Soccer l'intenzione appare quindi quella di incoraggiare la diffusione del calcio alla base, nelle scuole e nei giovani che dovrebbero quindi costituire la base di un futuro che tenterà di fare sempre più a meno delle attempate stelle sul viale del tramonto in arrivo ogni anno dai maggiori campionati europei, campioni spesso non più nel fiore degli anni ma fondamentali nel percorso di crescita intrapreso anni fa dal calcio a stelle e strisce. Tra i tanti che si sono spesi negli ultimi anni per la crescita della MLS uno dei campioni più significativi e iconici è stato senza dubbio David Beckam, che adesso tornerà nel soccer come uno dei proprietari di Miami e che nei giorni scorsi ha svelato il progetto del nuovo, avveniristico, impianto dove il neonato club giocherà le sue gare.

MLS, ecco il futuro del soccer a Miami per Beckham

L'ex-stella del Manchester United e dell'Inghilterra, che ha vestito anche le maglie di Real Madrid, PSG e Milan e che nella Major League Soccer ha giocato con i Los Angeles Galaxy conquistando 2 campionati e 2 Supporter's Shield, aveva annunciato il suo interesse a tornare nel calcio a stelle e strisce come dirigente nel febbraio del 2014. Dopo aver formato la società con il suo socio in affari Simon Fuller, e l'uomo d'affari boliviano - ma residente a Miami - Marcelo Claure, CEO di Sprint Corporation, Beckham ha poi accolto successivamente nuovi partner come Tim Leiweke e e Todd Boehly e quindi, nel dicembre dello scorso anno, Jorge e Jose Mas e il magnate giapponese Masayoshi Son.

Un gruppo economicamente fortissimo, che ha da subito manifestato l'interesse di unirsi alla MLS il prima possibile ma che in questo compito è stato rallentato dalle difficoltà riscontrate nel reperire lo spazio adatto per edificare un nuovo stadio: dopo numerosi tentativi andati a vuoto, il terreno è stato finalmente individuato, portando nei giorni scorsi alla presentazione via social del progetto di un nuovo avveniristico impianto che si chiamerà Miami Freedom Park.

Nell'impressionante video postato su Twitter e poi rimbalzato su tutte le più importanti piattaforme, i proprietari del club di Miami - che ancora deve dotarsi ufficialmente di un nome - hanno mostrato le meraviglie di un "villaggio calcistico di livello mondiale e centro tecnologico" che includerà uno stadio da almeno 25mila posti immerso in 110 acri di verde e circondato da numerosi campi destinati ai giovani che potranno essere utilizzati gratuitamente dalla comunità.

La stessa non solo non dovrà sborsare un centesimo di tasse per la costruzione dell'impianto, ma riceverà dallo stesso numerosi benefici: circa 30 milioni di dollari in tasse arriveranno allo stato e alla città grazie allo stadio e ai numerosi esercizi commerciali annessi, che dovrebbero portare alla creazione, nei prossimi tre anni, di ben 11mila nuovi posti di lavoro. La votazione riguardante la costruzione del Miami Freedom Park sarà inclusa in un referendum insieme al ballottaggio politico previsto a novembre. 

Potendo contare su una popolazione per la maggior parte di origine ispanica, il club di Beckham e soci sembrerebbe avere tutti i presupposti per trasformarsi in un successo annunciato, questo anche grazie a una fortissima e inclusiva campagna via social che più spesso si è rivolta alla città sottolineando come il nuovo team apparterrà a tutti e tenterà di diventare un vero e proprio motivo di orgoglio in una città che già vanta grandi squadre negli altri sport tradizionali americani.

Prima dell'attuale società, il calcio è stato presente in città dal 1997 al 2001 con i Miami Fusion, guidati in campo dal colombiano Carlos Valderrama e capaci di centrare la finale della coppa nazionale nel 2000 e di conquistare il Supporter's Shield nell'ultimo anno di una storia breve e conclusasi improvvisamente in seguito a importanti vicissitudini finanziarie della proprietà, incapace di fronteggiare le perdite causate da un sistema ancora in via di sviluppo.

Nel 2018 la situazione è notevolmente cambiata: la MLS è a oggi un campionato virtuoso e seguito, nonostante la forte concorrenza degli altri sport, da un numero sempre crescente di tifosi. L'espansione dei club partecipanti, che sembrava essersi fermata con lo scioglimento di Fusion e Tampa Bay Mutiny nel 2001, e il conseguente ritorno a un format con 10 squadre, è ripresa negli anni successivi con risultati sorprendenti.

La fortunata campagna degli Stati Uniti ai Mondiali del 2002 ha letteralmente fatto "scoprire il calcio" agli americani, generando nuovo entusiasmo e un numero sempre crescente di società partecipanti, che attualmente è a quota 23 unità e che dalla prossima stagione accoglierà anche Cincinnati. Miami sarà dunque il 25esimo club della lega, e prenderà parte alla stagione 2020 fin dalle prime battute, presentandosi al Super Draft con propositi battaglieri.

Che Beckham e soci facciano sul serio lo dimostrerebbero le voci sulle numerose stelle contattate per ricoprire il ruolo di Designated Player, quei giocatori che la MLS non conta al momento di calcolare il tetto stipendi di ogni squadra perché ritenuti capaci di fare la differenza grazie a classe e popolarità: si sono fatti i nomi di Rooney e Cristiano Ronaldo, mentre in panchina si è parlato tanto di Carlo Ancelotti quanto di Zinedine Zidane.

E se è vero che questi nomi possono non essere altro che frutto della fantasia, dato che il 2020 è lontano e i personaggi coinvolti si sono accasati o stanno per farlo in altri lidi, la certezza è che con un nuovo avveniristico impianto che potrebbe portare nuovamente Miami a essere pioniera nel soccer - i Fusion furono i primi negli Stati Uniti a utilizzare uno stadio appositamente creato per il gioco - la cordata guidata da Beckham promette di rivoluzionare il mondo del calcio americano al grido, diventato un hashtag già virale, #ThisIsMiami.

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