L'ad dell'Eintracht Bobic a FOXSports.it: "Sassuolo, che colpo con Boateng"

L'amministratore delegato dell'Eintracht di Francoforte parla del giocatore ghanese: "Ormai è diventato un leader. E anche tatticamente è utilissimo".

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La chiusura del cerchio. Kevin-Prince Boateng torna in Italia. Ha deciso di accettare l'offerta del Sassuolo per avvicinarsi a Milano, alla moglie Melissa Satta e al figlio. Attenzione però, perché il ghanese non è il giocatore che nel 2013 ha lasciato il Milan. Ora intorno a lui non ci sono dubbi: è apprezzato da tutti.

Boateng ora ha 31 anni e non è un ragazzo, è un uomo. Ha responsabilità importanti e a lui piace assumersele. Ha responsabilità nei confronti della sua famiglia ma anche dei suoi compagni di squadra più giovani. Perché Kevin-Prince sa di andare verso la fine della sua carriera. Vuole lasciare insegnamenti, vuole essere un esempio.

È diventato un leader in campo e fuori, e anche tatticamente Boateng è maturato rispetto a quando ha lasciato l'Italia. Può giocare mediano in un centrocampista a due, interno di centrocampo, trequartista e perfino punta. Si sacrifica per la squadra. Per questo l'operazione portata a termina dal Sassuolo è da applausi.

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Bobic parla di Kevin-Prince Boateng: “Gran colpo del Sassuolo”

Fredi Bobic, attuale amministratore delegato dell'Eintracht di Francoforte, conosce Boateng da anni. I due hanno giocato insieme all'Hertha Berlino quando Kevin-Prince era minorenne. Lo ha voluto lui a Francoforte, benché del ghanese non sempre si parlasse benissimo. In esclusiva a FOXSports.it, Bobic ha spiegato perché è convinto che Boateng al Sassuolo lascerà un segno e perché non ha voluto trattenerlo in Germania.

Che tipo di giocatore è Boateng?

Parliamo di un camaleonte. È in grado di giocare in qualsiasi ruolo, lo fa sacrificandosi per i compagni. Sa fare il mediano, l'interno di centrocampo e il trequartista. Con noi, a volte, ha fatto anche la punta. Si mette sempre a disposizione della squadra

Boateng ai tempi del FrancoforteGetty
Boateng ai tempi del Francoforte

Ne parla con toni entusiastici...

Conosco Kevin da tanti anni. Giocavamo insieme all'Hertha quando lui era ancora minorenne. Ovviamente ora è completamente cambiato, ma è normale. È un uomo, non più un ragazzo. La sera esce meno, è più professionale. All'epoca a Berlino c'era anche Kovac, per questo abbiamo deciso di portare Boateng a Francoforte. Sapevamo cosa potevamo aspettarci da lui. Devo dire però che è stato un esempio per tutti in questa stagione. Ha vissuto un'annata eccezionale

Perché allora avete deciso di darlo via?

Ho deciso appena mi ha chiamato e mi ha detto che aveva l'occasione di avvicinarsi a Milano, quindi alla moglie e al figlio. La sua è una scelta di vita. Non si poteva trattenere. Però anche questo episodio è significativo: uno con il suo status sarebbe potuto andare in Cina, in America o in Qatar a farsi ricoprire di soldi, invece ha scelto la famiglia. È questione di priorità. Umanamente lo apprezzo molto

Boateng con la fascia da capitanoGetty
Boateng con la fascia da capitano

All'interno dello spogliatoio come è visto?

Molto bene. Ormai è diventato un leader, un esempio per i ragazzi più giovani. Cerca sempre di caricarli, di far sì che diano il massimo in ogni allenamento. Inoltre mi ha impressionato la passione che ha messo nella lotta al razzismo. Per i più giovani è diventato un punto di riferimento

Il Sassuolo quindi ha fatto l'affare?

Assolutamente sì. Diciamo che Boateng ha chiuso il cerchio. Per la prima volta lascia un club tedesco dando un dispiacere. Qui nessuno di noi voleva andasse via. In passato invece aveva avuto qualche problema. Per questo il Sassuolo ha fatto l'affare non soltanto dal punto di vista tattico. Boateng sarà molto utile per i loro giovani. La società però gli stia vicino e gli trasmetta fiducia. La merita

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