From Russia with doping: uno spettro si aggira ai Mondiali 2018

La nazionale di Cherchesov ha meravigliato gli addetti ai lavori, ha stupito, ma la domanda serpeggia: il doping di stato russo riguarda tutti gli sport tranne il calcio?

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L'accusa è infamante, ma serpeggia, striscia lungo gli stadi in cui la Russia si è fatta ammirare, tra le pieghe dei Mondiali 2018, quelli casalinghi, quelli in cui tutto il mondo ha potuto ammirare la nazionale di Cherchesov diventato una specie di eroe patrio. 

Ha ricevuto la chiamata di Vladimir Vladimirovič Putin in persona, che ha definito i suoi ragazzi "eroi", il ct. Questo dà la portata di un evento, quello dei Mondiali 2018, in cui la vetrina è stata d'eccezione e le forze messe in campo sovrumane, forse perfino al di sopra del valore della squadra. 

Ma al netto di una prestazione collettiva importante, vitale, maestosa, sullo sfondo di Russia 2018 si staglia un'immensa ombra che copre i calci di rigore, i volti dipinti, orgoglio, lacrime, rabbia. I russi correvano troppo? E come facevano? Uno spettro si aggira per i Mondiali 2018. Lo spettro del doping di stato.

La Nazionale russa corre troppo?Getty Images
La Nazionale russa corre troppo?

Mondiali 2018, lo spettro del doping di stato

La parola viene velenosamente sussurrata in Gran Bretagna, ad onor del vero in un clima di generale tensione da "guerra fredda" con Putin. Viene infilata piano piano in una serie di articoli. Viene giustificata come diceria, voce, viene perfino ricusata con violenza dal medico della Nazionale. Ma è una voce che esiste: sono tantissimi i media a parlarne, a sottilizzare, ad analizzare, a scavare. Come riporta The Economist, dal 1994 nessun atleta russo ha rigato storto, ha fallito un test anti-doping.

Metà dell'umanità (tra Olimpiadi e Mondiali) ha ammirato i padroni di casa, l'organizzazione, la bellezza del sistema di valori proposto dalla Russia. Prima dei campionati Mondiali di atletica del 2011, una voce racconta del 30% di atleti che hanno fallito i test anti-doping, avendo assunto sostanze bannate l'anno precedente. Uno su tre. I Mondiali di calcio, al confronto, sembrano un pio convitto di educande: l'ultimo, fermato per l'uso di efedrina, è stato Diego Armando Maradona, ad USA '94.

Diego Armando Maradona è l'ultimo ad essere stato fermato per doping ai MondialiGetty Images
Diego Armando Maradona è l'ultimo ad essere stato fermato per doping ai Mondiali

Poi nessun altro. Tutti puliti. Ogni atleta di questi Mondiali è stato sottoposto a test almeno una volta nell'ultimo anno, da gennaio all'inizio dei Mondiali la FIFA ha eseguito 2,761 test anti-doping, tesi a segnalare qualsiasi utilizzo di PEDs, sostanze capace di migliorare le prestazioni. Un solo giocatore non ha superato i test: Paolo Guerrero, capitano del Perù, positivo alla cocaina. Ha giocato lo stesso. 

Il problema è semplice: come è possibile che alle Olimpiadi uno su tre si sia dopato e nel calcio questo non sia mai successo dal 1994? In testa ronzano due possibili risposte, molto diverse tra loro:

  • Il calcio è lo sport pulito per eccellenza, a parte Maradona e Guerrero tutti gli altri non si sognerebbero mai di doparsi.
  • L'altra è inquietante. Il calcio è esattamente come gli altri sport. In una formazione di 11 giocatori, 1 su tre si dopa. La differenza è una sola: il sistema anti-doping del calcio non li scopre. Non può o non ha interesse a farlo. 

Doping e calcio: a love story

Nel calcio dovrebbe essere più complicato doparsi: al contrario di altri sport, come l'atletica, i calciatori si trovano all'interno di una vera e propria rete sociale. Il silenzio dovrebbe riguardare tantissime persone, dovrebbe quasi essere eletto a sistema. Lance Armstrong, per dire, prima dei test è stato scoperto dai compagni di squadra. Andrea Petroczi, scienziato alla Kingston University a Londra, sottolinea come il calcio sia meno sottoposto alla dittatura dei kg, dei cm, dei metri percorsi.

Messi è Messi, eppure corre molto meno dei compagni di squadra, secondo alcuni studi. Non bisogna però dimenticare che i giocatori corrono per almeno 10 km a partita su e giù per il campo e durante i Mondiali 2018 hanno tempi di recupero assai ristretti, circa 3 giorni (come la maggior parte dell'anno, per chi gioca in Champions League, per dire). 

Il doping rischia di minare per sempre la credibilità di qualsiasi sportGetty Images
Il doping rischia di minare per sempre la credibilità di qualsiasi sport

Richard Pound, presidente della World Anti-Doping Agency (WADA), sottilinea come "nel calcio le droghe o il doping funzionano bene, come negli altri sport". Bisogna allora tornare al silenzio eletto a sistema. Il calcio totale olandese? Alcuni giocatori olandesi del passato hanno ammesso di aver utilizzato amfetamine. L'estremo difensore tedesco Schumacher, nella sua autobiografia, ammette di aver utilizzato pillole per aumentare le prestazioni, pratica comune in Bundesliga.

Non verrà più convocato in Nazionale. In Italia, 1999, prima della finale di Coppa UEFA tra Parma e Olimpyque Marsiglia, Fabio Cannavaro riprende flebo attaccate ai calciatori, scherzando: "Questa è la prova che facciamo schifo". In seguito dirà trattarsi di Neoton, un ricostituente fuori dalle sostanze dopanti. Non esiste controprova, sarà Fabio Cannavaro ad alzare la Coppa del Mondo del 2006, l'ultima vinta dall'Italia.

Fabio Cannavaro è stato coinvolto in una brutta vicenda-fleboGetty Images
Fabio Cannavaro è stato coinvolto in una brutta vicenda-flebo

In Francia Jean-Jacques Eydelie, giocatore dello stesso Marsiglia, parlerà di sostanze assunte nel 1993 da alcuni giocatori. Tra di loro Didier Deschamps, ex centrocampista della Juventus, che ha sempre negato. Allena la Nazionale francese ai Mondiali di Russia 2018. Il dottor Agricola, il medico sociale della Juventus, è rimasto invischiato in un lungo processo sul nandrolone, sostanza dopante data ai ciclisti, somministrata ai calciatori negli anni '90.

Nel 2001 Pep Guardiola, uno degli allenatori più vincenti di sempre, è stato trovato positivo proprio al nandrolone. Nel 2007 ha vinto il ricorso, sostenendo che le sue provette fossero state contaminate. Nel 2013 un ex presidente della Real Sociedad, Badiola, in Spagna, ha ammesso di avere a bilancio 300mila euro versati al dottor Fuentes, coinvolto nel più sanguinoso scandalo del ciclismo spagnolo che ha rischiato di travolgere l'intera credibilità dello sport.

Il dottor Fuentes è stasto invischiato nel caso doping "Operacion Puerto"Getty Images
Il dottor Fuentes è stasto invischiato nel caso doping "Operacion Puerto"

In quell'anno Fuentes è stato arrestato. Ha sempre negato di aver detto ad un compagno di cella che "la Spagna non avrebbe mai vinto gli Europei o la Coppa del Mondo se lui avesse parlato". In Inghilterra, nel 2016 il dottor Mark Bonar ha ammesso di aver fornito sostanze proibite ad alcuni giocatori di Premier Leaguedell'Arsenal, del Chelsea e del Leicester. I club hanno negato qualsiasi coinvolgimento.

Wenger ha ammesso che alcuni giocatori "avevano valori del sangue mostruomente alti appena arrivati all'Arsenal". Per quanto riguarda la corruzione nel calcio, l'ha definita "un vero tsunami". Dal 2008 al 2013, uno studio anonimo su 879 atleti ha rivelato come il 7,7% di loro avessero livelli fuori norma di testosterone. In tutti questi scandali lo spettro del doping dilania il calcio. Ma ai Mondiali nessuna traccia, mai. Perché?

Doping di stato, sotto i Mondiali niente

Il presidente del WADA ammette che "solo uno stupido si doperebbe durante una competizione così importante". Probabilmente, continua, chi lo fa fa in modo di arrivare a queste competizioni top con gli effetti del doping pregresso. Alcuni spifferi dicono che nel calcio a livello di organizzazione non c'è reale interesse a trovare casi positivi attraverso i test o attraverso investigazione. La FIFA non avrebbe reale interesse a scoperchiare il tombino, con il rischio che fuori finisca per tracimare tutto lo schifo, troppo per il calcio.

Il dottor Rodchenkov è testimone-chiave nell'accusa di doping di stato alla RussiaGetty Images
Il dottor Rodchenkov è testimone-chiave nell'accusa di doping di stato alla Russia

Questa è l'accusa che ha espresso un legale di Grigory Rodchenkov, la "gola profonda" che ha svelato il doping di stato russo. Attualmente, il dottor Rodchenkov è sotto protezione FBI, in un luogo segreto, Non solo, il dottor Rodchenkov avrebbe riconosciuto almeno 1 giocatore della nazionale russa come dopato, pur senza dirne il nome. La UEFA ha investigato su 34 giocatori, continua a farlo a bassi livelli per quanto riguarda il calcio russo, nel frattempo celebra l'impresa della Nazionale.

Wenger trova sorprendente che su "740 giocatori della Coppa del Mondo vengano fuori 0 problemi. Siamo ad un livello tale che tutti farebbero qualsiasi cosa per vincere". Usa Today ammette che "se la Russia ha truccato i Mondiali non lo scopriremo mai, perché avrebbe dopato i suoi giocatori per anni, con il fine di arrivare pronti alla Coppa del Mondo". Travis Tygart, il n.1 dell'agenzia USA anti-doping, vi dà, a tutti voi, degli "ingenui, dei naive". Soprattutto se pensate che la Russia abbia dopato tutti i suoi sportivi prima delle Olimpiadi, ma non i calciatori prima dei Mondiali. Continua:

 La Russia non avrebbe dovuto ospitare la Coppa del Mondo perché ha chiaramente violato le regole

Dopo che il rapporto McLaren, che ha svelato i nomi di 1000 atleti russi dopati, ha gettato giù il velo e svelato l'orrore, nulla può essere uguale. Addirittura alcuni atleti sarebbero arrivati a temere per la loro stessa onorabilità, dal momento che i Fancy Bears, quella che viene descritta come "unità governativa di hacker", potrebbero accedere ai loro stessi test, prima puliti, per manometterli. La FIFA si è rifiutata di svelare dettagli sul numero dei controlli a cui sono stati sottoposti gli atleti russi, mentre tutto il mondo celebra il trionfale torneo russo, il loro spirito di squadra, il piccolo miracolo che ha portato una nazione settantesima nel ranking FIFA così vicino alle semifinali dei Mondiali 2018. Una specie di ironia del destino ha fatto infrangere le speranze russe proprio a Sochi, dove è scoppiato il bubbone doping.

Ah, per gettare benzina sul fuoco, Vitaly Mutko, figura centrale nel doping di stato, che si è dovuto dimettere, ha visitato frequentemente il ritiro della Nazionale russa. Il Telegraph è stato accusato durante un talk show russo di fare propaganda anti-Putin, nominando il doping. Il portavoce della Nazionale russa ha chiesto ironico come mai solo i giornalisti inglesi gli fanno domande sull'argomento. In Russia si sentono accerchiati, derubati di un sogno che considerano pulito. Tygart conclude: "Prestazioni straordinarie dovrebbero dare vita a controlli straordinari". Ma forse a qualcuno non interessa, forse in realtà non interessa a nessuno: è più facile celebrare le favole, che bruciarle. 

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