Mondiali: tutto su Pickford, l'eroe che fa sognare l'Inghilterra

Cresciuto nel Sunderland, esploso nell'Everton: storia del portiere inglese più pagato di sempre che con le sue parate sta facendo sognare un'intera nazione.

Jordan Pickford alza le mani Getty Images

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Forse succederà davvero. Forse il calcio davvero tornerà a casa, dove è nato a metà del XIX secolo e da dove poi sono partiti tutti i coraggiosi e visionari pionieri che ne hanno diffuso il verbo in tutto il pianeta. Lo stesso che poi, appresi i segreti dei maestri, li ha cinicamente superati, confinandoli in un angolo e concedendo loro l'ancor oggi contestata vittoria dei Mondiali del 1966, quelli vinti dalla "Wingless Wonder" di Sir Alf Ramsey, Moore, Banks e Charlton. Quelli che i detrattori amano ricordare solo per quel dannato gol-fantasma di Hurst.

Un gol che ha segnato l'inizio di una vera e propria maledizione: da quel trionfo a Wembley contro la Germania, l'Inghilterra non è più riuscita a tornare tra le grandi: il risultato massimo ai Mondiali, da quel giorno, è stato il quarto posto a Italia '90, in mezzo una serie di mancate qualificazioni, delusioni cocenti, sconfitte ai rigori, soprattutto, quasi un segnale di come la buona sorte si fosse dimenticata di chi ha reso il football quello che è.

Una maledizione finalmente sconfitta martedì 3 luglio, quando allo Spartak Stadium di Mosca gli inglesi si sono ribellati a quello che sembrava l'ennesimo finale amaro superando ai rigori la Colombia: nella lotteria finale, dopo l'errore di Henderson, sono arrivati quelli in successione di Uribe e Bacca. Quasi incredula, l'Inghilterra ha festeggiato una vittoria dai molteplici significati, che ha dato la spinta ai ragazzi di Southgate per sconfiggere anche la Svezia. In mezzo a tanti nomi, in queste due gare che potrebbero aver cambiato la storia, un eroe inaspettato: Jordan Pickford.

Jordan Pickford, l'eroe che fa sognare l'Inghilterra ai Mondiali

Da quando hanno avuto inizio i Mondiali il grido "It's coming Home" è diventato sempre più forte, sempre più convinto, e adesso che l'Inghilterra si trova a un passo dalla finale di Russia 2018, dopo aver superato l'ostacolo Svezia con le zuccate vincenti di Maguire e Alli, non sembra più soltanto un sogno, lo stesso che ha da sempre accompagnato i maestri in un torneo dove il desiderio di "ristabilire le gerarchie" si andava inevitabilmente a scontrare con la dura realtà, con avversari più forti, più preparati anche mentalmente.

Stavolta non è così, stavolta Southgate e i suoi ci credono. E il merito è di quella maledizione spezzata, della successiva vittoria, netta, contro la Svezia in una gara che però avrebbe potuto complicarsi se non fosse intervenuto lui, Jordan Pickford, a smanacciare sui tiri di Berg e Claesson prima e dopo il gol del 2-0, mantenendo gli svedesi a distanza di sicurezza. Così l'Inghilterra può sognare di vincere i Mondiali e nel frattempo godersi il suo nuovo eroe: finalmente una sicurezza tra i pali dopo tanti tentativi andati male negli ultimi anni.

L'ultimo? Joe Hart, promessa mai mantenuta che Southgate ha scaricato con i Mondiali alle porte mettendo in ballottaggio tre portieri che certo non vantavano grande esperienza internazionale: l'esordio con la maglia dell'Inghilterra, per Pickford, era arrivato appena lo scorso novembre, nell'amichevole di lusso a Wembley contro la Germania. Non certo una partita come tante, e chissà se in quel momento l'allora 23enne portiere dell'Everton ha ripensato a Sunderland, dove tutto ha avuto inizio, e a come il suo mondo sia cambiato così velocemente.

È qui, a meno di dieci minuti di macchina da Washington, dov'è nato il 7 marzo del 1994, che Jordan Pickford ha trascorso quasi l'intera carriera: nei Black Cats, un tempo lontanissimo addirittura il club più forte d'Inghilterra - soprannominato "the team of all talents" per la classe dei suoi giocatori - ma dal 2002, anno in cui Jordan, bambino, entra nelle giovanili, protagonista di salvezze stentate alternate a retrocessioni, promozioni e nuove salvezze stentate. 

Per quanto il Sunderland se la passi male, rimane pur sempre club di spessore, tra i migliori del Paese, un posto dove non è facile emergere. Sono in moltissimi a mollare, tra i bambini entrati insieme a Pickford nello "youth system" del club: chi non ha abbastanza talento, chi non ha la testa, chi magari è sfortunato al punto da rimediare un infortunio, sono numerose le modalità con cui il calcio compie la sua implacabile selezione naturale.

Jordan Pickford resiste. Cresce, migliora, si impone in tutte le selezioni giovanili dell'Inghilterra, dall'Under-16 all'Under-21. Passa anche attraverso alcuni passi falsi, come quando in Messico, nel Mondiale Under-17 del 2011, il portiere del Canada Roberts riesce a beffarlo con un tiro scagliato dalla propria metà campo: il pallone gli rimbalza davanti e finisce in porta, un gol "disastroso" - così viene descritto dai cronisti - che però non lo butta giù di morale, non spenge la sua fiducia, la sua voglia di arrivare. 

Jordan Pickford in tuffo contro la SveziaGetty Images
Uno dei tanti interventi determinanti effettuati da Pickford nei quarti di finale contro la Svezia.

Nello stesso anno Pickford comincia una dura gavetta nelle serie inferiori: due stagioni in Conference, al Darlington e all'Alfreton Town, quindi una stagione tra Burton Albion e Carlisle United - League Two e League One - e poi la prima da titolare fisso al Bradford, ancora League One e prestazioni talmente convincenti da portarlo l'anno successivo a difendere i pali del Preston North End nella seconda serie nazionale.

In una squadra tutt'altro che eccezionale Pickford si distingue mantenendo la porta inviolata in sei occasioni e guadagnandosi finalmente la fiducia del Sunderland, che lo richiama alla base a gennaio per tentare una disperata salvezza: prossimo ai 22 anni, dopo ben 5 stagioni di apprendistato, Jordan ha l'occasione che aspettava da tempo al massimo livello calcistico. Non sarà un debutto da ricordare: nelle prime due gare i Black Cats cadono in FA Cup (1-3 contro l'Arsenal) e in campionato (1-4 contro il Tottenham) ma in qualche maniera riescono a strappare la permanenza in massima serie.

Se il 2016 è l'anno del debutto in Premier, il 2017 è quello della consacrazione: partito inizialmente in panchina, come sostituto di Vito Mannone, Pickford conquista il posto da titolare e non lo molla più, collezionando una prestazione positiva dopo l'altra anche se nel frattempo il Sunderland cola letteralmente a picco. A fine campionato i Black Cats retrocedono, ma quel giovane portiere è riuscito a farsi notare al punto che piovono per lui offerte da moltissimi club della Premier League.

Jordan Pickford a terra con il palloneGetty Images

È arrivato il momento di lasciare il Sunderland: dopo quasi 15 anni passati nel club Jordan Pickford si trasferisce all'Everton, che per acquistarlo spende ben 30 milioni di sterline rendendolo così il portiere inglese più pagato di sempre: un'investitura mica male per un ragazzo di appena 23 anni con una sola stagione in massima serie alle spalle.

Soldi ben spesi per i Toffees, che certo non indovinano la stagione giusta - il manager Koeman viene sostituito da Allardyce, delude il ritorno di Rooney, arriva un ottavo posto finale - ma possono fregarsi le mani con la consacrazione di quello che, adesso lo sappiamo, è il portiere del futuro per il calcio inglese. Passare nel giro di due estati dalla retrocessione con il Sunderland alla semifinale dei Mondiali con la maglia dell'Inghilterra non è cosa che capiti a tutti, ma è quello che è successo a Jordan Pickford, il predestinato, un ragazzo cresciuto in fretta e che non intende certo fermarsi proprio adesso.

Lo dimostrano il rigore parato a Bacca, lo dimostrano i tuffi che hanno impedito alla Svezia di rialzare la testa. E certo, il finale di Russia 2018 deve ancora essere scritto. Ma oggi più che mai, nella patria del football, la sensazione è che il calcio davvero possa tornare a casa: grazie ai gol di Kane, alle sgroppate di Alli e Sterling e alle grandi mani e ai grandi sogni di Jordan Pickford, il nuovo eroe che fa sognare l'Inghilterra.

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