Anversa 1920, l'anno in cui il Belgio riuscì a vincere i "Mondiali"

Il torneo di calcio dei giochi della VII Olimpiade fu il primo ad essere considerato dalla FIFA alla stregua della futura Coppa del Mondo: a vincerlo furono i padroni di casa in modo assai controverso.

Il Belgio oro olimpico nel calcio nelle Olimpiadi del 1920 -

729 condivisioni 0 commenti

di

Share

Dopo essere nato e cresciuto in Gran Bretagna nella seconda metà del XIX secolo, diventando nel giro di pochi anni lo sport nazionale inglese, all'inizio del '900 il calcio comincia a diventare un vero e proprio fenomeno planetario. Imprenditori, ingegneri, commercianti e operai britannici sono andati ovunque, e ovunque hanno portato con se un pallone e un set di regole, coinvolgendo successivamente i popoli più disparati.

Vista la rapidissima diffusione di un gioco tanto semplice quanto rapido nel conquistarsi un posto nei cuori degli appassionati, la nascita della FIFA nel 1904 porta con se già l'ambiziosa idea di organizzare i Mondiali di calcio, una manifestazione che coinvolgerà Paesi da tutti i continenti e che servirà a lanciare definitivamente uno sport che ancora, in quei difficili anni, deve guardarsi dalla concorrenza di altre discipline molto amate.

Sarà soltanto nel 1930 che i Mondiali, visionaria idea di quei primi pionieri riunitisi a Parigi nel maggio del 1904, vedranno la luce. Per arrivare a tanto la FIFA ha saggiato il terreno negli anni precedenti, ottenendo l'organizzazione del calcio alle Olimpiadi a partire da Anversa 1920: questi tornei verranno da subito indicati come "Mondiali dilettantistici", e nella prima occasione vedranno l'inatteso trionfo dei padroni di casa del Belgio.

Finale del calcio tra Belgio e Cecoslovacchia, Olimpiadi di Anversa del 1920-
Robert Coppée porta in vantaggio il Belgio nella finale olimpica contro la Cecoslovacchia.

Anversa 1920, quando il Belgio vinse i "Mondiali"

A dire la verità, per la maggior parte degli storici odierni e degli addetti ai lavori di allora possono essere considerati alla stregua di "Mondiali" soltanto i tornei olimpici del 1924 e del 1928, che vedono la presenza effettiva di squadre provenienti anche dal Sudamerica e che vengono dominati dall'Uruguay, vittorioso sia a Parigi che a Amsterdam e che ancora oggi rivendica nel suo stemma quei due ori alla stregua di trionfi in Coppa del Mondo.

La storia di Anversa 1920 è del tutto diversa, eppure già in quella prima edizione organizzata dalla FIFA - la sesta in assoluto - è possibile riscontrare un interesse, un'atmosfera e una competitività del tutto simili a quelle che successivamente si respireranno nelle varie edizioni della Coppa del Mondo. Esclusi per punizione i Paesi sconfitti nel primo conflitto bellico mondiale - Germania, Austria, Turchia, Bulgaria e Ungheria - il comitato organizzatore deve registrare anche le rinunce di Russia e Polonia, impegnate in un conflitto bellico che si concluderà soltanto l'anno successivo e che insieme al forfait della Svizzera porta ad appena 14 il numero di selezioni partecipanti.

Il Sudamerica non è assolutamente rappresentato: in un'epoca in cui Brasile, Argentina e soprattutto Uruguay sarebbero già stati avversari temibili, i costi per viaggiare fino in Europa sono troppo alti da sostenere per dei dilettanti. Ecco dunque che Anversa 1920 perde quasi del tutto la sua dimensione "mondiale", potendo schierare in Belgio soltanto squadre europee con l'eccezione dell'Egitto, per giunta destinato a recitare un ruolo di comparsa.

La Nazionale francese al torneo olimpico di calcio di Anversa 1920-
La Nazionale francese al torneo olimpico di calcio di Anversa 1920.

Delusione Italia

Gli africani, a dirla tutta, vendono cara la pelle nel primo turno, dove vengono sconfitti e eliminati da un'Italia che schiera giocatori di indubbio valore: il portiere dell'Inter Piero "Nasone" Campelli è affiancato da stelle di enorme grandezza quali Guido Ara, capitano della Pro Vercelli e autore del famoso motto "il calcio non è un gioco per signorine", i difensori Renzo De Vecchi detto "il figlio di Dio" e Virginio Rosetta, in capo a pochi anni primo storico colpo di calciomercato nella storia del football italiano. In attacco lo straordinario fromboliere offensivo Adolfo Baloncieri affianca suo cugino, Guglielmo Brezzi, bomber del Genoa.

Gli azzurri, guidati da quel Vittorio Pozzo che in futuro li porterà a vincere due Mondiali consecutivi, hanno la meglio sull'Egitto per 2-1 proprio grazie alle reti di Baloncieri e Brezzi, poi vengono piegati nei quarti di finale dalla Francia della stella del Red Star Parigi Paul Nicolas, che si impone 3-1. Nello stesso turno salutano la competizione anche la Svezia del bomber Herbert Carlsson, autore di cinque gol nel primo turno contro la debole Grecia: l'attaccante scandinavo segna una doppietta anche all'Olanda - a fine torneo sarà capocannoniere dello stesso con 7 gol - ma questo non basta per superare il turno.

Si guadagnano le semifinali anche i padroni di casa del Belgio, che hanno ottenuto il passaggio automatico del turno dopo il ritiro della Polonia e che nei quarti di finale regolano la Spagna con un netto 3-0 firmato interamente da Robert Coppée, centravanti dell'Unions St. Gilloise capace di superare facilmente un certo Zamora, ai tempi giovane di belle speranze e in futuro famoso come "El Divino" Ricardo Zamora, il più forte portiere al mondo. Francesi, belgi e olandesi se la dovranno giocare anche contro la Cecoslovacchia, ai tempi già scuola calcistica di notevole livello capace prima di distruggere la Jugoslavia 7-0 - per i balcanici è la prima partita di sempre - e poi di regolare con altrettanta facilità (4-0) la Norvegia che nel primo turno si è resa protagonista della clamorosa eliminazione della Gran Bretagna, fino ad allora mai sconfitta ai giochi.

Ricardo Zamora, portiere spagnolo anni '20 e '30Getty Images
"El Divino" Ricardo Zamora fu considerato a lungo il miglior portiere mai esistito, capace persino di ipnotizzare gli avversari che si presentavano al suo cospetto.

La caduta degli Dei

Si è trattato di un risultato storico ma non certo clamoroso: quelli che erano un tempo i maestri del football non si sono resi conto, durante la pausa dovuta alla prima guerra mondiale, che il resto del mondo non è stato a guardare. Convinti di prendere parte alla consueta scampagnata che andava in scena quando affrontavano le formazioni continentali, i britannici sono sorpresi dalla grande fisicità e dalla tecnica più che discreta degli avversari, che si impongono 3-1 grazie a una doppietta di Einar "Jeja" Gundersen.

Il torneo olimpico di calcio di Anversa 1920 riscuote comunque un successo crescente. Sempre più spettatori riempiono gli stadi, si gioca praticamente ogni giorno e non mancano campioni già capaci di infiammare le folle come la coppia di attaccanti dello Sparta Praga Antonin Janda e Otakar Mazal: il primo ha steso la Norvegia ai quarti con una tripletta, il secondo lo imita perfettamente in semifinale contro la Francia. Dopo aver segnato 15 gol in tre partite (2 quelli subiti) la Cecoslovacchia è in finale.

Si tratta di una squadra forte ed esperta, che vanta l'età media più alta del torneo: il calcio a Praga e dintorni si è diffuso grazie a Jake Madden, ex-attaccante dei Celtic Glasgow che ha insegnato ai danubiani la disciplina tattica e l'importanza dell'allenamento e che nel 1920, a Anversa, siede sulla panchina di quello che ormai è il suo Paese d'adozione.

I cecoslovacchi si giocheranno l'oro contro i padroni di casa del Belgio, bravi a liquidare in semifinale l'Olanda con un netto 3-0 dove è andato a segno anche il calciatore più rappresentativo della selezione, Louis Van Hege, ormai 31 anni e in gioventù stella del Milan: vestendo la maglia rossonera per cinque stagioni ha segnato ben 97 gol, score talmente ragguardevole da renderlo ancora oggi il decimo miglior marcatore nella storia del club.

Louis Van Hege-
Louis Van Hege è stato uno dei primi grandi campioni tanto nella storia del Milan quanto in quella del Belgio.

Una finale contestata

La splendida atmosfera di festa respirata nel corso dell'intera Olimpiade e che ha portato il pubblico a entusiasmarsi sempre più per il calcio sarà però rovinata da una finale a dir poco controversa: l'arbitro inglese John Lewis, addirittura 65enne, assegna un rigore molto dubbio ai padroni di casa nei primi minuti di gioco - lo trasforma Coppée - poi è il guardalinee a non segnalare il netto fuorigioco che porta al raddoppio del Belgio nel finale del primo tempo con Larnoe.

Le proteste di Karel Steiner nei confronti del direttore di gara, vibranti ma tutto sommato giustificate, portano addirittura all'espulsione del giocatore: a quel punto, a pochi minuti dall'intervallo, la Cecoslovacchia abbandona il campo sentendosi penalizzata. Madden e i suoi presenteranno immediatamente reclamo, contestando l'atteggiamento del direttore di gara e le sue decisioni così come la presenza della polizia belga a bordo campo in un atteggiamento che i danubiani considerano indubbiamente intimidatorio.

Tali rimostranze non saranno mai accolte dalla FIFA, che premia il Belgio con la medaglia d'oro e assegna argento e bronzo tramite un curioso torneo tra le compagini ripescate che vedrà il trionfo in finale della Spagna di Zamora, Sesumaga e "Pichici" Aranzadi. La vittoria belga è la vittoria di quella che per molti è la più antica scuola calcistica del continente - il calcio arrivò qui a metà degli anni '60 del XIX secolo grazie allo studente irlandese Cyril Morrogh - e potrebbe essere considerata addirittura la prima ai "Mondiali dilettanti", definizione che del resto la stessa FIFA aveva dato dei tornei olimpici a partire da quello di Anversa.

Tuttavia l'assenza di squadre extra-europee - persino l'Egitto ai tempi è sotto il controllo britannico - e il controverso svolgimento della finale farà si che nel corso degli anni sia il Belgio che la FIFA guardino a quei magici e concitati giorni di Anversa con notevole distacco: il massimo organismo calcistico mondiale riconoscerà pienamente come Mondiali dei dilettanti soltanto i successivi tornei del 1924 e del 1928, i campioni non insisteranno mai su un trionfo tanto contestato, in attesa di vincere una vera edizione della Coppa del Mondo e di poterla quindi festeggiare senza che qualcuno abbia qualcosa da recriminare.

Pillole supplementari

  • Dopo aver chiuso la carriera al St. Gilloise, dove era cresciuto prima di trasferirsi al Milan, il bomber Louis Van Hege (97 gol in 88 partite in rossonero) prenderà parte anche alle Olimpiadi Invernali di Lake Placid nel 1932, iscrivendosi alla gara di bob a due e classificandosi nono.
  • Nonostante il deludente esito del torneo calcistico, quelle di Anversa saranno Olimpiadi estremamente positive per l'Italia, che chiude settima nel medagliere con 13 ori: tra questi spiccano i due conquistati dal marciatore milanese Ugo Frigerio, iscrittosi per fare pratica e trionfatore sui 3mila e i 10mila metri, e le cinque nella scherma del livornese Nedo Nadi, fenomeno riconosciuto tale anche dagli avversari che finirono per portarlo in trionfo.
  • Prima di diventare il miglior portiere al mondo, lo spagnolo Ricardo Zamora era un giovane scapestrato come tanti: di ritorno in treno da Anversa con un pacco di sigari di contrabbando nascosto sotto il sedile, fu arrestato dopo essere stato scoperto a fumarne uno al finestrino.
  • Il capocannoniere del torneo, lo svedese Herbert Carlsson (7 gol in 3 partite) metterà a frutto la propria abilità come calciatore andando a fare il professionista in America pochi mesi dopo le Olimpiadi.
  • Il vice-capocannoniere fu invece Antonin Janda, bomber cecoslovacco calvo e guercio di un occhio, uno dei personaggi più caratteristici dei primi anni del calcio danubiano e pupillo tanto di mister Madden che dei tifosi dello Sparta Praga.
Antonin Janda in azione contro la FranciaL'Equipe
Antonin Janda in azione contro la Francia
  • L'arbitro della contestata finale, l'inglese John Lewis, era stato tra i primi membri del Blackburn Rovers. Il guardalinee responsabile del secondo gol belga, segnato in presunta posizione di fuorigioco, è invece Charles Wreford-Brown, iconico capitano del Corinthian a inizio '900 e più volte capitano dell'Inghilterra nello stesso periodo. Per qualcuno sarebbe anche l'ideatore del termine "soccer", distorsione di "association football".
  • Il ct della Cecoslovacchia Jake Madden è arrivato a Praga spacciandosi per un suo vecchio compagno, contattato dai vertici locali ma che non si è sentito di lasciare la Scozia. Intenzionato a fermarsi solo qualche anno, Madden passerà il resto della sua vita in un Paese che gli entrerà nel cuore e che a lui deve, calcisticamente, quasi tutto.
  • Il ct del Belgio è anch'egli scozzese: William Sturrock Maxwell seleziona la squadra e organizza gli allenamenti, ma lascia l'onore ufficiale del ruolo a Raoul Daufresne de la Chevalerie, figura preminente del calcio belga e futuro eroe di guerra nel secondo conflitto mondiale.
  • Nell'Egitto si mise in mostra l'interno di centrocampo Tewfik Abdullah, che in seguito si sarebbe trasferito al Fulham diventando uno dei primi africani a giocare in Inghilterra.
  • Nel 1924 il Belgio campione in carica si presenterà con propositi battaglieri per poi tornare a casa al primo turno, umiliato 8-1 dalla Svezia. 

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.