The Wrestler - Shawn Michaels, il vero "Showstopper" della WWE

"The Heartbreak Kid" è stato uno dei talenti più puri che abbia mai messo piede su un ring. E la sua carriera, segnata da molte ombre, è stata leggendaria.

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Uno dei cardini storici dell’etica sportiva è quello del duro lavoro: i limiti oggettivi contano fino a un certo punto perché se ci si impegna per migliorarsi sempre e costantemente, si possono raggiungere livelli altissimi grazie alla propria tenacia. Un pensiero nobile e assolutamente condivisibile, ma che va completato con una postilla: c’è chi ha talento e chi non ne ha.

La storia è infatti piena di fenomeni sportivi che non sono stati esattamente degli esempi dal punto di vista dell’autodisciplina ma che hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo grazie alle loro doti innate per qualsiasi sport in cui si sono cimentati. L’esempio più adatto di questa fattispecie nel mondo del wrestling è quello di Shawn Michaels.

The Heartbreak Kid è uno dei più grandi lottatori che questo mondo abbia mai visto e per via delle numerose ombre nella sua vita privata, la sua carriera è stata letteralmente divisa in due fasi accomunate però da un'unica certezza: grazie al suo talento, sul ring è sempre stato il migliore di tutti.

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Shawn Michaels, lo "Showstopper" della WWE

Michael Shawn Hickenbottom nasce nel 1965 e si mette in luce sin da giovanissimo nelle federazioni indipendenti facendo squadra con Marty Jannetty e formando il team conosciuto come The Midnight Rockers (e successivamente solo come Rockers). La WWE, allora WWF, mise gli occhi su entrambi e li portò a Stamford nel 1987 ma i due furono subito licenziati dopo una rissa avvenuta in un bar. Tornati in federazione un anno dopo, Jannetty e Michaels incominciarono a diventare famosi fra il pubblico per il loro stile divertente e innovativo. Era però chiaro chi fosse la stella fra i due e nel 1991 Shawn tradì il suo partner nell’ormai iconico segmento del Barber Shop, colpendolo con un calcio, lanciandolo attraverso un vetro e iniziando così la carriera da singolo.

Da quel momento in poi inizierà l’ascesa per HBK che nel giro di 7 anni diventerà il primo Grand Slam Champion della storia della compagnia vincendo i titoli Tag Team, quello Europeo, quello Intercontinentale e il titolo Mondiale WWE conquistato per la prima volta nel main event di Wrestlemania 12 in un 60 minutes Iron-Man match contro il rivale storico Bret Hart. Il suo terzo regno terminerà a Wrestlemania 14, in quello che sarà il suo ultimo incontro per 4 anni: Michaels sarà costretto infatti a star lontano dalle scene per via di un brutto infortunio alla schiena subito durante un match contro The Undertaker alla Royal Rumble 1998.

Per tutti quello era considerato il sipario sulla carriera di Shawn Michaels che però rientrò sul ring stupendo tutti gli appassionati nel 2002: i problemi alla schiena (e non solo quelli) erano ormai superati e i successivi 8 anni in WWE del wrestler cresciuto a San Antonio saranno ad un livello incredibile per un uomo che ha superato i 40. I suoi match a Wrestlemania, le rivalità con Jericho, Undertaker e Triple H unite all’ultima emozionante vittoria del titolo del mondo hanno reso questa seconda fase della sua vita in WWE indimenticabile tanto quanto la prima.

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La salita, la caduta e la rinascita: una carriera fra luci e ombre

Come detto, la carriera da wrestler di Shawn Michaels si può dividere in due tronconi e il prima è quello che l’ha presentato al grande pubblico della WWE. Il suo straordinario talento da performer però ha spesso cozzato con i tanti lati oscuri della sua personalità. Come spesso accade infatti, uno con il suo sconfinato talento era accompagnato da un ego altrettanto grande e non sono pochi i casi di tensione all’interno del backstage.

La già citata rissa che gli costò il licenziamento nell’87 è solo la prima: dall’inizio della sua run da singolo HBK si è più volte rifiutato di perdere con alcuni avversari (Shane Douglas, Vader, i fratelli Hart, British Bulldog) arrivando persino a mentire sulle sue condizioni pur di non farlo. Questo e altri atteggiamenti fin troppo sopra le righe gli attirarono l’antipatia di larga parte del backstage ma il problema è che Michaels assieme a Hall, Nash e Triple H componeva la cosiddetta Kliq, gruppo di wrestler di fascia medio-alta che a metà degli anni ’90 aveva tantissimo potere e influenza anche sul team dirigenziale.

Anche dopo l’addio di Nash e Hall per andare in WCW, HBK continuò con i suoi atteggiamenti estremi e l’esempio più noto della sua difficile personalità al tempo è quello del 1997: Michaels era campione WWE e nei piani della compagnia avrebbe dovuto affrontare Bret Hart anche nel main event di Wrestlemania 13 per perdere la cintura. Il nativo dell’Arizona però si impuntò e pur di non essere sconfitto decise di rendere vacante il titolo per un infortunio al ginocchio che a quanto pare non era legittimo.

Davanti ai microfoni di RAW disse di aver “perso il sorriso” e si ritirò dalle scene per qualche tempo mandando all’aria i piani futuri della compagnia. Gli infortuni poi lo porteranno al ritiro nel 1998 fino al 2002 e in quei 4 anni ci fu una svolta anche nella sua vita privata: gli eccessi dei tempi passati (in particolare la dipendenza da pillole) furono superati dopo il matrimonio con la compagna Rebecca Curci, che fu importante anche per il suo percorso spirituale. Michaels infatti riabbraccerà la fede cattolica e abbandonerà ogni vizio, scelta che gli permetterà anche di tornare in WWE e mostrare a tutti di essere uno dei più grandi di sempre anche nella seconda parte di carriera.

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Mr.Wrestlemania: il Michael Jordan del wrestling

Stilare una lista con i match migliori di Shawn Michaels è un’impresa pressoché impossibile. Il 4 volte campione del mondo è semplicemente uno dei migliori lottatori che abbia mai allacciato gli scarponcini e molti dei lottatori che hanno avuto un’esperienza in WWE possono dire di aver disputato il loro miglior incontro (o comunque uno dei migliori) quando nel ring con loro c’era HBK. Dai grandi pay per view fino addirittura a normalissime puntate di RAW, Michaels ci ha abituati a sfornare classici su classici ma il suo stage preferito rimarrà sempre e solo uno: Wrestlemania.

Il “palcoscenico degli Immortali” è l’evento più importante dell’anno per la federazione di Stamford e con buona pace di Undertaker, che è legato a Wrestlemania dalla sua lunghissima striscia di imbattibilità che si è fermata soltanto 4 anni fa, Shawn Michaels è certamente il più grande performer nella storia del Superbowl della WWE. 17 apparizioni ed è davvero difficilissimo trovare una brutta prestazione, con forse gli unici match sotto la media rappresentati da quelli in cui era ancora in team con Marty Jannetty, ma le sue performance da singolo sono state così incredibili da valergli il soprannome di “Mr.Wrestlemania”.

Le sue battaglie con Austin, John Cena, Razor Ramon, Bret Hart e Kurt Angle, l’incontro con Ric Flair reso speciale perché sarà l’ultimo di The Nature Boy in WWE, i due pazzeschi match contro The Undertaker e persino uno contro Vince McMahon stesso: ogni cosa che Shawn Michaels tocca a Wrestlemania diventa oro, per merito di un istinto innato per il wrestling e di una straordinaria capacità di esibirsi nelle occasioni importanti.

A marzo del 2018 l’ex campione Intercontinentale Jeff Jarrett è stato introdotto nella Hall of Fame della WWE. Durante il suo discorso nella cerimonia di introduzione il nativo del Tennessee si è ritrovato a parlare di quello che ritiene il miglior match della sua carriera e naturalmente quell’incontro lo vedeva sul ring con Shawn Michaels.

Il match è sempre quello del luglio 1995 contro Shawn Michaels. Qualcuno lo ha definito il Michael Jordan del wrestling. Io penso che non solo lo sia ma che sia anche il Kobe Bryant, il LeBron James, il Wayne Gretzky, il Tom Brady del wrestling. Ci sono stati tanti grandi lottatori ma mai nessuno si è avvicinato a lui, devo ringraziarlo per quello che ha fatto per me e per l’intero business.

Fare una classifica per decidere chi sia il più grande di tutti i tempi è sempre un esercizio difficile, ma chiunque voglia provarci non potrà non prendere in considerazione Shawn Michaels, uno che grazie al suo talento viene definito il Michael Jordan del wrestling.

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