Si spengono le luci: cosa resterà quando i Mondiali 2018 finiranno?

I Mondiali vanno e vengono, gli stadi, immensi, costosi, imponenti, rimangono: sarà solo il tempo a confidarci il destino degli impianti russi.

218 condivisioni 0 commenti

di

Share

Cosa succede quando le luci si abbassano, lo show finisce, i tifosi folkloristici degli altri paesi tornano piano piano a casa loro? I Mondiali sono sempre e comunque un enorme evento, di portata immensa, ma, verrebbe da dire come tutte le cose belle, iniziano, stupiscono e poi finiscono, prima o poi. La deadline è la finale: dopo, tutti i tifosi dei Mondiali 2018 torneranno a casa, più o meno velocemente.

Cosa succede quanto la mediaticità assoluta, le telecamere, i giornalisti in diretta e le inquadrature sulla Piazza Rossa scemeranno? Soprattutto, cosa succederà agli stadi ecosostenibili, iper-moderni, megagalattici a cui questi Mondiali 2018 ci hanno dolcemente abituato?

Enormi cattedrali nel deserto, stadi diventati parcheggi, il fantasma dei Mondiali passati ricorda a tutti una sentenza amara: i Mondiali sono una lunga e pittoresca carovana che lascia alle sue spalle una marea di ricordi, cartacce. E stadi, stadi in tutto il paese ospitante. Che spesso alla lunga si rivelano per quello che sono: miraggi, non oasi dissetanti per l'economia del paese.

Il Luzhniki di Mosca in tutto il suo iconico splendoreGetty Images
Il Luzhniki di Mosca in tutto il suo iconico splendore

Mondiali 2018, attenzione agli stadi: quello che è successo in passato 

Con i quarti di finale molte città hanno salutato definitivamente i Mondiali 2018. Sul "The Guardian" uno studente di medicina di Saransk ammette, con una punta di malinconia:

Il torneo è stato meraviglioso per la mia città, ma tutti voi andrete via presto, noi rimarremo qui

I Mondiali 2018 in Russia sono la seconda manifestazione più costosa di sempre, 11 miliardi di euro spesi, la maggior parte per i 12 impianti. Luminosi, bellissimi, a rischio caducità. Le Olimpiadi di Sochi hanno lasciato una certa impressione: un immenso spettacolo durante, uno spreco senza domani dopo. Ora il replay: la maggior parte degli stadi rischiano di diventare vere e proprie cattedrali del deserto. Quando il verbo del calcio smetterà di risuonare non ci saranno più processioni di tifosi oranti, stadi in immensa contemplazione. Solo il silenzio, tutto meno che monastico: il silenzio di qualcosa che non si potrà replicare, che a lungo non si può sostenere. Dopo i 50 miliardi di euro spesi per Sochi, la Russia ha usato la Coppa del Mondo come un immenso palcoscenico bis, solo il Brasile ha superato nelle stime ufficiali, con 15 miliardi sborsati, l'immenso complesso architettonico e iconico pensato da Putin. Ma i risultati, alla lunga, hanno portato ad una specie di lento stillicidio di sprechi, abbandoni, riconversioni folli.

Qualche esempio che ricorderete tutti: lo stadio di Pechino, il Bird’s Nest, disegnato degli architetti Herzog & De Meuron, è costato più di 300 milioni di euro. Non viene quasi mai utilizzato: troppo grande, troppo costoso. Ci ha fatto un concerto di Jackie Chan, proprio lui, ad agosto 2009 ci hanno giocato la finale di Supercoppa italiana di calcio vinta dalla Lazio sull’Inter e nel 2009, come ricorda il Post, una specie di gimkana motoristica. Stop, per tutti il resto ci sono stadi più funzionali. Magari meno belli, ma anche meno costosi. Negli Stati Uniti, ma non ditelo ai russi, dopo le Olimpiadi di Atlanta del 1996, hanno stravolto lo stadio per farne altro, al suo posto c'è il Turner Field, il campo di baseball degli Atlanta Braves. Ed è un caso quasi virtuoso. 

Il Turner Field non è proprio uguale uguale a primaGetty Images
Il Turner Field non è proprio uguale uguale a prima

Gli stadi abbandonati del passato

Altri non sono stati così fortunati: senza entrare nei meandri tortuosi di Italia '90 (meglio di no), lo Stadio Olimpico londinese è costato 600 milioni di sterline ed è stato regalato al West Ham per non farne un luogo di rifiuti e stracci, spendendo altri 200 milioni di sterline. In Brasile l'’Arena Amazonia di Manaus è costato due spicci, 400 milioni, ospiterà partite di terza e quarta serie destinate a un pubblico di 1000 persone, se va bene. Ah, ma in Italia? Per Italia '90 sono stati stanziati 3.500 miliardi che in sede di consuntivo sono poi diventati 7.300. Poco? I Mondiali Usa del ’94 avrebbero chiuso il bilancio in pareggio, per dire. 

Altri esempio: sei le partite disputate durante i Mondiali all’Arena Fonte Nova, ma il Bahia, squadra di seconda serie brasiliana, non può riempirlo. Das Dunas e il 50% di Fonte Nova sono stati messi in vendita: chi li ha costruiti (poi al centro di uno scandalo immenso) è ora in cerca di cash e li cede, se vi dovessero interessare. Lo stadio costato 188 milioni di euro, l'Arena Pantanal a Cuiaba, è stato al centro di uno scandalo mediatico dopo un servizio di Globo TV: era in stato di completo abbandono nel 2015. Ora non è proprio così, ma è al centro di una diatriba legale tra le società di costruzione e il governo locale. Dei nuovi stadi costruiti in Sudafrica, dice AFP, solo il Soccer City di Johannesburg produce degli utili, forse per via dei maxi concerti internazionali che ospita.

Attualmente l'Arena Pantanal viene utilizzata per molti big matchGetty Images
Attualmente l'Arena Pantanal viene utilizzata per molti big match

Chi ci guadagnerà?

Non è un Mondiale per poveri: la FIFA ha concesso il prossimo al Qatar, poi sarà itinerante tra Stati Uniti, Canada e Messico (ma stiamo poco in Messico, tranquilli). Il Mondiale di Russia è una specie di sfilata di moda, di serata di gala per i magnati russi e lo Stato (ma spesso le due entità si sovrappongono): degli 11 milioni spesi 6,7 provengono dal governo centrale, 1,5 da quelli regionali. Gli altri 3,4 milioni? Tutti messi dai privati, tra cui però vengono comunque annoverate compagnie e aziende a partecipazione statale parziale o totale. Oltre 5 miliardi di euro spesi per i salotti vellutati, gli stadi: meravigliosamente costosi. 

Ovviamente non sono mancati gli scandali: a San Pietroburgo, il Krestovsky Stadium è costato oltre un miliardo, rispetto ai 200 milioni previsti in partenza. Perfino il primo ministro Medvedev è dovuto intervenire, imbarazzato. Per non parlare dei costi di manutenzione: le cattedrali non si accendono solo con le preghiere. E alcune città, come Volvograd, Nizhny o Samara, hanno di media 5000 spettatori, squadre in serie inferiori e stadi 7 volte più capienti del dovuto. Fino al 2023 Putin ha giurato che il governo centrale si farà carico della manutenzione. Poi, l'orizzonte diventa nebuloso. Le amministrazioni locali rischiano di andare a gambe all'aria anche solo pensando di tenerli "accesi". 

Il cielo è azzurro sopra gli stadi di Russia 2018Getty Images
Il cielo è azzurro sopra gli stadi di Russia 2018

E il governo brasiliano? Di tutti quei soldi non ha visto nemmeno un misero dollaro. Saranno i posteri a farsi 4 calcoli sui Mondiali di Russia 2018, se verrà consentito. Forse saranno loro a scoprire cosa succederà in Russia, quando le luci piano piano si spegneranno, e gli stadi si staglieranno lontani, vuoti, a coprire l'orizzonte. 

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.