Il PSG e il Fair Play Finanziaro, nuova inchiesta UEFA: i rischi

Riaperta l'inchiesta riguardante la violazione dei parametri del Fair Play Finanziario: il club francese rischia la chiusura del calciomercato o un tetto salariale.

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Pericolo scampato, anzi no. Sarà l'Adjudicatory Chamber, lo stesso organo che qualche giorno fa ha escluso il Milan per una stagione dalle coppe europee, a valutare la posizione del PSG nell'inchiesta riguardante la violazione dei parametri del Fair Play Finanziario posti dall'UEFA. Nonostante le cessioni per 50 milioni di euro prima del 30 giugno, il club francese non può ancora dirsi al riparo da ogni forma di sanzione da parte del massimo organismo del calcio europeo.

Se l'estate 2017 è stata quella che ha visto il Paris Saint-Germain conquistare più titoli (di giornali e siti internet) di tutti grazie agli arrivi di Neymar e Kylian Mbappé, costati complessivamente 402 milioni di euro, quella successiva potrebbe essere foriera di cattive notizie per il club dell’emiro Al-Khelaifi. I conti potrebbero non tornare: almeno questa è la sensazione dell'UEFA.

Toccherà quindi alla camera giudicante dell’Organo di Controllo Finanziario per Club (CFCB) valutare se il PSG ha rispettato gli obblighi legati al Fair Play Finanziario stabiliti dall'UEFA. La chiusura dell'indagine avviata l'1 settembre 2017, voluta dall'ispettore capo del CFCB, è stata stoppata dal presidente della camera giudicante, che ha deciso di rinviare la sentenza per un riesame da parte della Camera Arbitrale. Quali sono ora i rischi dai quali il PSG deve mettersi al riparo?

PSG, il proprietario del club è l'emiro Al-KhelaifiGetty Images
PSG, il proprietario del club Al-Khelaifi in ansia per le sanzioni UEFA sul Fair Play Finanziario

PSG, riflettori UEFA sul Fair Play Finanziario: rischio stop al calciomercato

A condurre il riesame sarà sarà la Camera Arbitrale dell'Organo di Controllo Finanziario dei Club. E pensare che il club campione di Francia 2017/2018 aveva provato a rientrare nei paletti voluti dall'UEFA con un giugno ricco di cessioni e senza acquisti di grido: a salutare, tra riscatti e cessioni, erano stati Matuidi, Augustin, Aurier, Sabaly, Pastore, Lucas Moura, Edouard e Berchiche, addii che avevano fruttato un tesoretto di circa 150 milioni di euro nelle casse del club.

Se dovessero essere accertate delle discrepanze tra le regole legate al Fair Play Finanziario e lo stato di salute economico del PSG, la società parigina rischierrebbe sanzioni che avranno il compito di ridurre drasticamente la portata del calciomercato estivo 2018. In attesa di ulteriori verifiche, il club ha dimostrato in un comunicato ufficiale la massima apertura alla trasparenza:

Il club è stato informato della scelta della CFCB di riesaminare la decisione di chiusura dell'indagine. Il Club dichiara di aver effettuato un numero significativo di trasferimenti negli ultimi giorni per conformarsi alla decisione del CFBC e che continuerà, come fatto dall'1 settembre 2017, a fornire tutte le informazioni richieste.

Saranno quindi i giudici dell'Adjudicatory Chamber di Nyon ad avere l'ultima parola sull'operato del PSG in sede di calciomercato. Le sanzioni previste per il mancato rispetto dell'FPP vanno dall'avvertimento alla revoca di un titolo, passando per multe, decurtazione di punti e trattenuta degli introiti derivanti da competizioni UEFA. Due sono però i rischi maggiori per la società francese: il blocco delle trattative in entrata per una sessione, già vissuto in Spagna nella scorsa estate dall'Atletico Madrid o nel gennaio 2017 dal Real Madrid (colpevoli in quel caso di aver messo sotto contratto giocatori stranieri minorenni) o nel caso meno grave la necessità di bloccare il tetto salariale della prossima stagione bloccato a quello attuale, situazione che a Parigi hanno già vissuto nel 2014. E alla finestra, in attesa di sbarcare all'ombra della Torre Eiffel, c'è sempre un certo Gianluigi Buffon. L'Adjudicatory Chamber potrebbe determinare anche il suo arrivo o meno in Ligue 1.

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