Mondiali: Francia-Uruguay, il derby di Griezmann. Ma Suarez non ci sta

Per l'attaccante francese quella contro la Celeste sarà una partita speciale, contro una terra che sente in parte sua per molti motivi. Ma il centravanti del Barcellona lo redarguisce.

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I Mondiali di Russia 2018 possono già essere definiti, senza timore di smentita, i Mondiali delle sorprese. In senso negativo, come ad esempio nel caso della Germania campione in carica eliminata ai gironi o degli addii precoci di Leo Messi e Cristiano Ronaldo agli ottavi di finale, ma anche in senso positivo: se tra le ultime otto ancora in corsa possiamo infatti trovare il Brasile di Neymar, il resto delle squadre candidate per la vittoria finale difficilmente veniva inserito tra le favorite alla vigilia.

E tra la Russia padrona di casa, capace di eliminare la Spagna, il Belgio dall'attacco atomico, la Svezia e la Croazia piena di talento dobbiamo inserire anche Francia e Uruguay, squadre dalla tradizione diversa e dalla storia calcistica comprovata che si sfideranno venerdì alle 16, in palio un posto in semifinale. Per entrambe le squadre possiamo parlare di sorprese, dato che se ai transalpini veniva riconosciuto un grande talento si sottolineava spesso, alla vigilia dei Mondiali, di come la giovanissima età media avrebbe potuto rappresentare un handicap.

Dall'altra parte l'Uruguay, con i suoi tre milioni e mezzo di abitanti, rappresenterà sempre una sorpresa: pur dotata di alcune fortissime individualità, la Celeste era stata indicata da molti come una compagine incompleta, senza ricambi né grandi idee di gioco. Una squadra ostica, ma certo non capace di collezionare quattro vittorie su quattro e giungere a un passo dalle semifinali. Francia-Uruguay, primo quarto di finale dei Mondiali, sarà dunque una sfida tra due selezioni forti e allo stesso tempo sorprendenti. Per Antoine Griezmann, inoltre, sarà un vero e proprio derby.

Mondiali, contro l'Uruguay sarà derby per Griezmann

Pur non vantando avi uruguaiani, infatti, l'attaccante dell'Atletico Madrid e dei Bleus si sente profondamente legato al Paese che per primo dominò il calcio e che ha dato i natali a numerose stelle del calcio mondiale, tra cui Luis Suarez e Edinson Cavani ma soprattutto Diego Godin e José Gimenez, coppia di difensori centrali che a livello di club dividono lo spogliatoio proprio con Griezmann.

Un amore profondo, quello che prova le Petit Diable per l'Uruguay, che non è una novità e che ha radici lontane, che possono essere fatte risalire ai tempi in cui l'attaccante francese, giovanissimo, si affacciava nel calcio professionistico con la maglia della Real Sociedad. A scoprirlo era stato proprio un uruguaiano, Martin Lasarte, a suo tempo scopritore di Luis Suarez e che coinvolse la futura stella transalpina nella cultura del proprio Paese: la garra, la voglia inesauribile di lottare fino all'ultimo, e poi il mate, la bevanda preferita dai sudamericani.

Letteralmente rapito dalla storia e dal fascino di un Paese tanto antico - e primo a dominare il calcio tra gli anni '20 e '30 - Griezmann imparò a parlare lo spagnolo con una marcata cadenza uruguaiana, e passato all'Ateltico Madrid strinse da subito una grande amicizia con due stelle della Celeste, Godin e Gimenez appunto: era lui ad attendere i compagni di ritorno dalle qualificazioni sudamericane all'aeroporto di Madrid, la maglia dell'Uruguay addosso e il mate pronto per festeggiare la qualificazione dei sudamericani a Russia 2018.

Mate vs Froid 😏💪

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La polemica di Suarez: "Non sa cosa significhi essere uruguaiano"

Adesso le strade di Griezmann e del Paese che tanto ama e che tanto lo ha motivato nell'inseguire la consacrazione - il francese si ispira moltissimo alla mentalità degli eroi della Celeste - si incrociano in un quarto di finale che promette scintille e che nel cuore del Petit Diable sarà una specie di vero e proprio derby contro una Nazione e una Nazionale che ama visceralmente.

Una bella storia che però non conquista Luis Suarez, centravanti del Barcellona e della Celeste a cui spetterà, in assenza di Cavani infortunato, il compito di punto di riferimento offensivo di una squadra che finora ha fatto benissimo ma che vuole continuare a stupire. Dopo aver eliminato il Portogallo di Cristiano Ronaldo, i sudamericani non vedono perché non dovrebbero essere capaci di ripetersi anche contro la Francia di Griezmann, che El Pistolero liquida con poche parole.

Antoine è francese. Per quanto dica di sentirsi per metà uruguaiano, non sa davvero cosa significhi. Non conosce la dedizione e lo sforzo necessari per giocare a calcio a così alti livelli con così pochi abitanti. Avrà le nostre abitudini, il nostro modo di parlare, ma non il nostro sentimento. Sentiamo diversamente, questi sono i Mondiali: per noi sarà una partita speciale, per lui non so.

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