Cristiano Ronaldo alla Juventus: 16 anni fa saltò per colpa di Salas

L'attaccante portoghese fu vicino ai bianconeri all'inizio della sua carriera: Gianni Di Marzio lo consigliò a Moggi, ma il rifiuto dell'attaccante cileno bloccò la trattativa.

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Cristiano Ronaldo e la Juventus, molto più di una suggestione: delle cifre e delle modalità di quello che potrebbe diventare l'affare del calciomercato estivo 2018, e forse sin qui anche del secolo, si sa già tutto. O quasi. Più di qualcuno infatti ignora il fatto che le strade dell'asso portoghese e della Vecchia Signora hanno rischiato di incrociarsi diversi anni fa. Ben 16, per l'esattezza. Il feeling tra il club italiano e Cristiano Ronaldo ha radici profonde, che vanno ben oltre l'endorsement fatto dalla star di Madeira alla Juventus dopo la vittoria per 3-0 del Real Madrid nello scorso aprile allo Stadium, quando CR7 esaltò l'ambiente e la società torinese.

Anno 2002, Cristiano era un ragazzo che si affacciava alle porte della prima squadra dello Sporting Lisbona, ma a 17 anni lasciava già intravedere doti tecniche e atletiche fuori dal comune. Doppi passi, dribbling, sterzate: primi segnali di quello che sarebbe diventato un repertorio extra-lusso. Lo avevano notato i media locali, lo aveva intuito presto anche Gianni Di Marzio, lo scopritore di Maradona, all'epoca responsabile osservatori dell’area estero per la Juve.

La società bianconera mise gli occhi sul giovanissimo Cristiano Ronaldo a ottobre, ma tre mesi prima - 14 agosto 2002 - l'attaccante esterno con maglia numero 28 sulle spalle si era già messo in luce. Preliminari di Champions League, stadio Alvalade: lo Sporting attende l'Inter nel tentativo di rimontare il ko per 2-0 maturato all'andata a San Siro, ma il risultato non cambia. Al quarto d'ora della ripresa Boloni lancia nella mischia quel 17enne con mèches e aria sicura. Cristiano Ronaldo semina il panico a destra, con velocità, dribbling e senso della porta, ma il punteggio non cambia: 0-0 e club di Lisbona che manca l'accesso alla fase a gironi. Quei lampi di luce si confermarono nell'ottobre successivo, in Sporting Lisbona-Belenenses.

Calciomercato, Cristiano Ronaldo e la Juventus: l'affare potrebbe farsi con 16 anni di ritardo

Quel giorno di ottobre del 2002 Gianni Di Marzio era in missione a Lisbona per seguire per conto della Juventus un altro esterno offensivo molto talentuoso: Ricardo Quaresma. La svolta, però, fu all'aeroporto di Lisbona: Jorge Mendes, agente di Cristiano Ronaldo, gli si presentò davanti, portandolo a pranzo a Cascais. Di lì i due si recarono allo stadio, dove Quaresma non giocò e il giovane asso con la maglia numero 28 incantò il pubblico. Sugli spalti, a sostenerlo, mamma Dolores. Che Di Marzio conobbe al fischio finale, quando consegnò alla Juventus la sua relazione sul calciatore:

Formidabile tecnicamente, imprevedibile. Una rivelazione da bloccare subito per un eventuale investimento.

Poche parole, ma che a Torino non passarono inosservate, tanto da presentare un'offerta allo Sporting Lisbona: tre milioni di euro più Marcelo Salas, attaccante cileno che nella Juventus non aveva mantenuto le promesse, come contropartita tecnica. Una condizione posta da Luciano Moggi. Lo Sporting rilanciò chiedendo cinque milioni e venne accontentato, tanto che Ronaldo si presentò davvero a Torino per fare le visite mediche. L'affare, però, saltò complice il rifiuto di Salas, reduce da due stagioni con soli due gol in Serie A in bianconero, che preferì trasferirsi al River Plate. Cristiano Ronaldo passò al Manchester United nell'estate 2003, mentre in Argentina el Matador restò fino al 2005, salvo perdere il posto in favore di un giovanissimo Gonzalo Higuain. Lo stesso centravanti che oggi potrebbe salutare la Juventus per far posto a CR7. Il potenziale fenomeno che è diventato tale e ora può essere sul serio un calciatore bianconero.

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