Il Tiki Taka tramonta, sono i Mondiali dell'atletismo e della potenza

Si nota un'inversione di tendenza rispetto alle ultime due edizioni: il fraseggio ipnotico perde nei confronti di squadre che fanno dell'atletismo esasperato il loro credo.

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Gli ottavi di finale dei Mondiali di Russia ci hanno raccontato di partite molto emozionanti, le grandi squadre sono passate, anche se con gli ovvi rischi di una partita da dentro o fuori. Una sola grande sorpresa, la sconfitta della Spagna contro la Russia di Cercesov. Il tabellone della competizione è molto sbilanciato, così ai quarti da una parte si sfideranno Uruguay, Francia, Brasile e Belgio, ovvero quello che è stato il meglio da un punto di vista di singoli e soprattutto di idee di squadra fino a questo momento, dall’altra invece la lotta è tra Russia, Croazia, Inghilterra e Svezia, squadre con un’identità molto precisa e tutte in attesa di una finale che non hanno mai visto, oppure è storia di tanti anni fa (Svezia nel 1958 e Inghilterra nel 1966).

Se parliamo delle squadre sconfitte agli ottavi ovviamente fa rumore soprattutto l’uscita della Spagna, che ha giocato una partita troppo sotto tono per poter scalfire la coriacea difesa Russia. Sono usciti gli ultimi dieci palloni d’oro, con Messi ritrovatosi in una situazione a dir poco confusa e senza una vera guida né dello spogliatoio né in campo, mentre il Portogallo ha evidenziato limiti chiari che spesso Cristiano Ronaldo riesce a coprire. Le altre hanno tutte lottato e la squadra che forse alla fine poteva avere di più era la Colombia, brava nel reagire di fronte alla giovane sfrontatezza inglese.

Quello che emerge dalle squadre che sono riuscite a passare ai quarti di finale, riflettendo in particolare sul loro gioco, è una tendenza abbastanza chiara che segna una differenza netta con il calcio giocato e vincente degli ultimi due Mondiali. Sono passate quattro squadre nordeuropee (Inghilterra, Svezia, Belgio e mettiamoci anche la Russia, almeno per i concetti che verranno esposti) che hanno un calcio con dei principi di base molto diversi dallo standard degli ultimi dieci anni, sintetizzabile con il tiki taka spagnolo. Le quattro squadre citate (ma anche la Francia e l’Uruguay seguono questa logica) hanno una fisicità prorompente, che permette loro di imporsi fisicamente sulle squadre tecnicamente migliori.

Cosa ci stanno dicendo i Mondiali: il calcio è tornato un fatto principalmente atletico

Con la meravigliosa Spagna della Generacion Dorada avevamo quasi dimenticato che fisico, anzi meglio dire stazza fisica, corsa, resistenza e forza nel calcio erano elementi principali. Non che gli spagnoli non ne fossero dotati, ma l'armonica costruzione della rete di passaggi che sviluppava il Tiki Taka, soprattutto quello originario, nascondeva sotto un tappeto di velluto e oro queste caratteristiche.

Inoltre gli spagnoli, ma anche la Germania del 2014 che prendeva a piene mani dal Bayern Monaco guidato da Guardiola, con la rete di passaggi che riuscivano a filare in continuazione, fiaccavano le forze altrui, portando verso l'esaurimento le energie degli avversari, per poi colpirli senza difese quando iniziavano a piegare le ginocchia. La Spagna di oggi, invece, contro la Russia non è riuscita a vincere a causa di un atletismo dei russi quasi incredibile. Basti guardare lo scatto di Golovin al 120', quando sorpassa tre spagnoli che sembravano correre all'indietro per capire quanta forza e resistenza atletica c’era negli uomini di Cercesov.

Il giocatore della Russia contro la SpagnaGetty Images
Golovin in azione contro la Spagna

Se la sconfitta della Spagna contro una Russia inesauribile era solo l’indizio di un nuovo rimescolamento dei principi base del calcio, possiamo arrivare alla prova decisiva pensando allo strapotere fisico del Belgio, i cui calciatori quasi di peso hanno portato i giapponesi in area di rigore a lottare su palloni alti che gli asiatici non sono riusciti a fermare, o alla Svezia, vera grande sorpresa dei Mondiali ed esempio perfetto di come la fisicità sia diventato un fattore fondamentale, perché non serve solo ad alzare i ritmi di gioco in maniera costante come fa l’Inghilterra, ma anche ad 'asfissiare' difensivamente gli attacchi avversari, per poi essere pericoloso con contropiedi furenti.

I Mondiali sono lo stato dell’arte del calcio del tempo, e per questo dimostrano sempre quali siano le idee e i principi del gioco in quel momento, mostrando anche dove sta andando il movimento. Che siano passate tante squadre che fanno dell’atletismo a volte addirittura esasperato il loro principio necessario, dimostra come il calcio del futuro probabilmente si baserà molto di più sulle qualità fisiche dei singoli e le loro performance strettamente atletiche. Il futuro potrebbe richiedere come prima cosa calciatori ancora più forti atleticamente di quelli attuali, che riescano ad abbinare alle ovvie doti tecniche e di fantasia, una base di fondo e allo stesso tempo di velocità di punta ormai date per scontato per poter affrontare i grandi tornei.

Il Brasile durante gli ottavi di finaleGetty Images
Brasile: equilibrio perfetto?

Unica nota che fuoriesce da questo spartito è in parte il Brasile, in attacco creativo e libero come da tradizione, in difesa invece arcigno e potente come tutte le altre. Magari è proprio questo equilibrio sottile che mette insieme tradizione e futuro, gioco bailado e ordine tattico, fantasia e concretezza ad essere vincente in questi Mondiali.

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