Mondiali, lo strano caso della Svezia: il meglio... senza Ibrahimovic

Da USA '94 a Russia 2018: la Nazionale svedese raggiunge i quarti di finale nei Mondiali 24 anni dopo, senza il suo giocatore più rappresentativo.

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Pensi al giocatore più famoso della Svezia e con tutta probabilità pensi a lui: il più grande, il più vincente, il più strafottente, in campo e fuori. Mai banale, una carriera passata nei più grandi club d'Europa. E una Nazionale praticamente monopolizzata. Eppure, senza Zlatan Ibrahimovic a guidare la squadra, i suoi compagni sono arrivati ai quarti di finale dei Mondiali in Russia. 

Un paradosso, a pensarci bene: la Svezia ha ottenuto un risultato sorprendente senza il giocatore più rappresentativo. Stessa cosa accadde nel 1994: Mondiali in USA, Ibrahimovic aveva solo 13 anni. Impossibile chiedergli di scendere in campo, dai. Senza il piccolo Zlatan, quella Nazionale raggiunse le semifinali e alla fine arrivò terza nel torneo più ambito. 

Oggi, ventiquattro anni dopo, la Svezia si ritrova di nuovo a volare. Ancora una volta senza Ibrahimovic: l'attaccante dei Los Angeles Galaxy ha annunciato il suo ritiro dalla Nazionale il 21 giugno 2016. Poi, però, è arrivata la qualificazione ai Mondiali in Russia. E Zlatan si è proposto di nuovo, ricevendo però il "no" secco di Jan Andersson. Fino a questo momento, il CT sta avendo ragione. E Ibrahimovic, dal canto suo, segue la squadra come può. 

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Mondiali, sorpresa Svezia: senza Ibrahimovic raggiunge i quarti

Un percorso splendido, quello della Nazionale svedese. Partito dalle qualificazioni, passato per lo spareggio vinto contro l'Italia (ahinoi...) e arrivato fino in Russia. L'inaspettato primo posto nel Gruppo F come prima del girone è stato l'ultimo passo di una strada fatta di dedizione e concentrazione. Zero gol subiti contro gli azzurri a novembre, solo due reti incassate in Russia fino a questo momento (contro la Germania). Per il resto, solo gioie.

La difesa regge bene, i gol vengono realizzati da tutta la squadra. Sembra che senza Ibrahimovic a guidare l'attacco la responsabilità offensiva sia stata divisa equamente tra gli altri giocatori: in Russia due gol per Granqvist (!), uno per Augustinsson, Toivonen e Forsberg, che ha deciso la sfida contro la Svizzera. E la Svezia ha raggiunto così i quarti di finale senza il suo capitano.

Mondiali, la Svezia batte la Svizzera e vola ai quartiGetty Images

La Svezia di Ibra

Ibrahimovic ha giocato nella Nazionale svedese per 15 anni: ha fatto il suo esordio il 31 gennaio del 2001, in un pareggio per 0-0 contro le Isole Far Oer. Da lì in poi, ha fatto parte della Svezia fino al 2016.

  • Mondiali 2002: Ibrahimovic convocato per la prima volta in un torneo internazionale, Svezia eliminata agli ottavi dal Senegal;
  • Euro 2004: è l'anno del gol di tacco contro l'Italia (poi nominato miglior gol degli Europei) e del biscotto della Svezia con la Danimarca. Zlatan&Co raggiungeranno i quarti, poi verranno eliminati dall'Olanda;
  • Mondiali 2006: quattro gol in una sola partita durante le qualificazioni (quella contro le Isole Far Oer, vinta 7 a 0), in Germania la Svezia viene eliminata dai padroni di casa agli ottavi;
  • Euro 2008: un gol per Ibra durante la fase a gironi, ma la sua Svezia viene comunque eliminata;
  • Mondiali 2010: Svezia non qualificata;
  • Euro 2012: Svezia ancora fuori nella fase a gironi, ma Ibra si consola (nuovamente) con il miglior gol del torneo (mezza rovesciata contro la Francia);
  • Mondiali 2014: Svezia non qualificata, eliminata nello spareggio dal Portogallo (nonostante le due reti di Zlatan);
  • Euro 2016: Svezia fuori nella fase a gironi, nessun gol per Ibrahimovic.

Oggi, a due anni di distanza, la Nazionale svedese ha raggiunto i quarti di finale dei Mondiali dopo 24 anni. E, di nuovo, lo ha fatto senza Ibrahimovic.

Mondiali, la Nazionale svedese raggiunge i quarti senza IbrahimovicGetty Images

Difficilmente criticabile

Resta comunque difficile accusare Ibrahimovic di essere stato la causa dei cattivi risultati internazionali svedesi negli ultimi 15 anni. Zlatan è stato spesso decisivo, in alcune occasioni ha letteralmente trascinato la squadra. Per lui parlano i numeri: 62 gol in 116 presenze. Un giocatore determinante, come dimostra anche la sua carriera nei club di tutta Europa. Nonostante gli insuccessi, Ibrahimovic per la Svezia resta comunque un idolo. E non potrebbe essere altrimenti.

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