Mondiali, la Germania e la storica maledizione della Corea del Sud

I tedeschi hanno incontrato tre volte i coreani e tutte e tre le volte si sono fatti travolgere dalle polemiche e sono affondati. Andò così nel 1994, nel 2002 e ora in Russia.

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Loro, esattamente come noi. Uniti da una maledizione. La Corea, ai Mondiali 2018, ha messo in ginocchio i campioni del mondo della Germania. Non è bastato per qualificarsi né per evitare che i tifosi, al ritorno in patria, accogliessero i giocatori con un lancio di uova. Eppure c'è chi ha fatto peggio, molto peggio, anche considerando le aspettative: i tedeschi.

Per la Corea però non è la prima volta che crea problemi alle grandi del calcio europeo. Ai Mondiali 1966 l'Italia venne eliminata dalla Corea del Nord. Agli Azzurri sarebbe bastato un pareggio per superare il turno, ma finì 1-0 con il gol di Pak Doo Ik. In quell'occasione furono i giocatori italiani a esser accolti con i pomodori all'aeroporto.

Più recente il flop ai Mondiali 2002, quando fu la Corea del Sud a eliminare l'Italia grazie al golden gol di Ahn. L'incubo che si ripete e diventa una vera e propria maledizione. Che però va oltre i confini italiani. Perché anche alla Germania affrontare la Corea non porta esattamente bene. Tre sfide, e ogni volta alla fine c'era parecchio di cui discutere.

L'ammonizione di Ballack in Germania-Corea del 2002Getty
L'ammonizione di Ballack in Germania-Corea del 2002

Mondiali, la Germania e la maledizione Corea

Quella ai Mondiali 2018 è la terza volta che la Germania affronta la Corea. L'eliminazione, del tutto inaspettata, ha ovviamente dato vita alle polemiche: c'è bisogno di rifondare? Giusto continuare con Low in panchina? Bisogna forse separarsi da alcuni leader come Ozil e Boateng? Il lavoro nel settore giovanile viene ancora svolto nel modo giusto? Giusto porsi i quesiti ma, paradossalmente, non è questa non è la sconfitta che lascia più strascichi.

Germania-Corea del 1994Getty
Germania-Corea del 1994

Nei Mondiali americani del 1994 la Germania incontrò la Corea nella fase a gironi. Era la terza giornata, era uno scontro diretto: chi perdeva era fuori. Alla Cotton Bowl di Dallas facevano 50 gradi. Giocare in quelle condizioni era difficilissimo. La partita cominciò all'ora di pranzo per permettere alla televisione di andare in onda nel tardo pomeriggio in Europa. Effenberg, simbolo di quella Germania, venne sostituito e fece il dito medio ai tifosi. A fine partita Egidius Braun, presidente della DFB, la federazione tedesca, andò da Berti Vogts, commissario tecnico della Germania per discutere dell'accaduto. Vogts però inizialmente restò freddo:

Fatemi vedere esattamente cosa ha fatto.

Visto il filmato il gesto era indifendibile. Per questo Vogts andò da Effenberg e gli chiese spiegazioni:

Sono stato insultato per tutta la partita da quei tifosi. Mi dispiace ma non ne potevo più.

Il dito medio di EffenbergGraphic.com
Il dito medio di Effenberg

Si cercò di trovare una soluzione di comodo per limitare i danni. Durante i Mondiali i terremoti non aiutano mai. Effenberg avrebbe dovuto parlare in conferenza stampa e, scusandosi, dare la sua versione dei fatti. Il giocatore tedesco però all'ultimo cambiò idea. Andò da Vogts dopo la colazione e gli consegnò la propria tuta e la propria divisa da gioco. Non solo: lasciò il ritiro e scrisse un articolo per un giornale tedesco in cui criticava allenatore e compagni che non lo avevano difeso. Rimase in America, ma solo per passare qualche giorno a New York con la moglie.

Il gol di Son in Germania-CoreaGetty
Il gol di Son in Germania-Corea

La Germania, che ai Mondiali 1994 si era presentata da campione in carica, uscì ai quarti con la Bulgaria, pur avendo una rosa molto più forte rispetto a quattro anni prima: era caduto il muro, e i giocatori della vecchia DDR potevano finalmente giocare con la nazionale tedesca. Tante individualità, ma nessuna squadra. E fu proprio il terremoto scatenato da Effenberg dopo la gara con la Corea a mettere in ginocchio la Germania. I tedeschi erano usciti, pur senza accorgersene, nel momento del dito medio mostrato da Effenberg ai tifosi. A eliminare i campioni del mondo in carica fu di fatto la gara con la Corea. Esattamente come successo ai Mondiali del 2002. La Germania eliminò i padroni di casa in semifinale dopo che questi avevano battuto Italia (agli ottavi) e Spagna (ai quarti). Con quella partita i tedeschi arrivarono in finale (contro il Brasile), ma ci arrivarono da battuti. In semifinale venne infatti ammonito Michael Ballack, il giocatore più rappresentativo di quella nazionale. Squalificato dovette saltare la finale e a centrocampo la Germania contro il Brasile non trovò mai il bandolo della matassa. E ancora una volta i tedeschi vennero eliminati dalla Corea, pur sconfiggendola. Per questo loro sono esattamente come noi. Siamo uniti da quella maledizione coreana.

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