La cultura della vergogna: i grandi colpevoli dei Mondiali 2018

La sconfitta che genera riprovazione sociale, vergogna, critiche a valanga: dalla Russia tra i fischi, i protagonisti in negativo (fino ad ora) dei Mondiali.

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Nell'Iliade ad un certo punto (verso la - sua - fine) Ettore prova un forte senso di vergogna, usa un verbo traslitterato in aideomai, "provo forte vergogna", ma è più di un banale rossore. Per di più è legata al possibile clamoroso rifiuto sociale (che poteva arrivare fino all'emarginazione dalla polis, da evitare perfino col suicidio), si potrebbe tradurre con qualcosa come "provo un disonore inaudito, un'umiliazione bruciante". La sconfitta non è paragonabile a quel senso di vergogna abissale, che per di più deriva dalla condotta disonorevole. La "cultura della vergogna" greca si contrappone fortemente a quella nostra, definita "della colpa". 

Tutto questo enorme cappello per parlare di uno degli aspetti dei Mondiali 2018, ma in generale di tutte queste competizioni one-shot: il destino dei vinti. Il carro dei vincitori è passato, procedendo a ritmo spedito verso il sogno-finale, e ai vinti? Guai, sicuramente, ma nello stesso tempo è abbastanza chiaro che non tutti gli sconfitti abbiano avuto anche in sorte lo stesso carico di responsabilità.

C'è chi ha perso e può comunque vantare un'ottimo Mondiale (vedi il Giappone, nelle cui pieghe culturali è ben presente la cultura della vergogna) e chi ha molto, molto, molto da recriminare. Chi deve davvero "provare forte vergogna", oggetto del biasimo sociale. Abbiamo cercato tra le piaghe dei Mondiali 2018 i colpevoli, o meglio gli svergognati dai media, dal furore popolare. E li abbiamo portati qui, davanti a voi, misurati sulla scala di Ettore. Quanta vergogna sociale si sono attirati addosso? 

Mondiali 2018, shame on you: gli accusati

1) Julen Lopetegui e Rubiales

Lopetegui non ha preso benissimo l'esoneroGetty Images
Lopetegui non ha preso benissimo l'esonero

Colpa principale: uno ha firmato con il Real Madrid appena prima dei Mondiali, l'altro lo ha cacciato

Livello di vergogna da 0 ad Ettore (10): 4,5

Effetto: la Spagna, grande favorita, è stata guidata dal ds Hierro, bandiera madridista. Che non è riuscito a superare gli ottavi di finale. 

La Spagna ha sicuramente deluso: da big favorita, anche in grado di andare oltre il cambio in panchina, si è ritrovata a dare un addio mesto alle sue leggende (Iniesta su tutte) a causa di una gestione tecnica deludente. Hierro non è un allenatore, a maggior ragione non è l'allenatore che ha preparato la squadra fino all'alba dei Mondiali 2018. Lopetegui, l'allenatore di cui sopra, non è riuscito a resistere alla tentazione di firmare per il Real Madrid proprio prima della Grande Prova. Il 40enne Rubiales (livello di vergogna 8, livelli di pentimento vedi sotto), rampante n.1 della Federazione calcistica spagnola, l'RFEF, a Telecinco, a caldo, non ha dimostrato alcun pentimento: fare fuori il ct era una priorità, troppo importante la sua colpa. Ora la vergogna, ad ogni modo, ricade su tutta la Nazionale, mentre Lopetegui prepara la stagione col Real Madrid, e Rubiales dovrebbe discolparsi, e non lo fa. 

2) Maradona

Forse la sua grande colpa è di non potersi fare da parte, essendo leggendaGetty Images
Forse la sua grande colpa è di non potersi fare da parte, essendo leggenda

Colpa principale: essere Diego Armando

Livello di vergogna da 0 ad Ettore: 6,5

Effetto: shame. 

El Diez fa tutto quello che farebbe un tifoso dell'Argentina: insulta Sampaoli dopo la prima partita, si sente male in tribuna, esulta moderatamente dopo essersi sentito male, esulta poco moderatamente al gol decisivo, con tanto di dito medio doppio. Qualcuno dirà, dimenticando, forse con troppa faciloneria, i suoi compagni del tempo: ha vinto un Mondiale da solo. Ha un grosso problema: il suo peso specifico è talmente ingombrante, da generare uragani ogni volta che batte le ali. O le dita, medie. 

3) Sampaoli

Che birichino, Sampaoli, non vuole fare un passo indietroGetty Images
Che birichino, Sampaoli, non vuole fare un passo indietro

Colpa principale: Icardi? Il modulo? "Metto Aguero?

Livello di vergogna da 0 ad Ettore: 9

Effetto: Argentina fuori da giochi troppo presto, Messi pesantemente sotto accusa. 

Sampaoli ha preso l'Argentina, va ammesso, in un momento storico caotico, sia a livello di federazione sia di progetto tecnico. Ha fatto scelte molto molto molto forti, tipo ostinarsi a non schierare punte, se non Messi, tanto da arrivare a non convocarne alcune (sempre per volere di qualcun altro?). Sempre solo, ad esultare, a soffrire in panchina, la squadra è sembrata vittima di una specie di autogestione subordinata al volere di Messi secondo alcuni, alle idee sconclusionate dell'ex ct del Cile secondo altri. Quando è finito in mondovisione il suo labiale "Faccio entrare Aguero?" era chiaro che la sua leadership non era compromessa, era colata a picco, e non da poco. Uno dei principali artefici del disastro argentino. Cultura della vergogna percepita molta, ma non da lui: vuole restare al comando. Sempre più solo, dopo che Messi sembra dirigersi verso un periodo di pausa. Ah, la Federazione poi dovrà spiegare che fine hanno fatto gli Under 20 che hanno vinto nel 2001, nel 2005 e nel 2007. Sono spariti, ovviamente. E stavolta non è colpa di Sampaoli. 

4) Loew e Thomas Müller

La Corea del Sud ha fermato tutto questoGetty Images
La Corea del Sud ha fermato tutto questo

Colpa principale: sicuro di voler far giocare sempre la vecchia Guardia, in questo modo? Sicuro di aver ancora voglia di giocare con la Germania?

Livello di vergogna da 0 ad Ettore: 8

Effetto: anche la Germania ha la sua Corea

Ogni nazionale ha le sue giornate simbolo, in positivo e in negativo. Il 27 giugno è il giorno delle lacrime per i tifosi tedeschi. La Germania esce ai gironi (oh, shame on you), sconfitta per 2-0 dalla Corea del Sud. Un cammino brillante fino ai Mondiali, quello della nazionale di Low, che tutto faceva presagire meno che la Grande Sconfitta. Lo stesso ct è sembrato incredulo, quasi convinto di essere in una specie di orrida candid camera. Come portabandiera di tutta una squadra in bilico tra sfortuna, lentezza, scarsa forma fisica e motivazioni sotto i tacchi abbiamo scelto Thomas Müller: francamente il suo rendimento è stato inguardabile. Dirà "di aver preso il Mondiale troppo alla leggera". Giusta autocritica, peccato fosse appena la prima partita del girone. Il peggio doveva ancora venire. Insostenibile leggerezza della Corea del Sud. 

5) Cristiano Ronaldo 

Il pizzetto non è servitoGetty Images
Il pizzetto non è servito

Colpa principale: assenza ingiustificata nella fase ad eliminazione diretta

Livello di vergogna da 0 ad Ettore: 6,5

Effetto: il Portogallo finisce ingabbiato dalla Celeste, dopo un grande girone (di CR7)

Ogni nazionale ha i suoi giocatori-simbolo, ed ogni sport la sua epica: la sfida tra Messi e Cristiano Ronaldo si è spostata dalla Liga ai Mondiali 2018. Peccato che, nonostante ai gironi il conteggio-gol sia stato nettamente favorevole al portoghese (4-1), poi agli ottavi scheda bianca per CR7. L'unico gol lusitano lo firma Pepe, Cristiano ci provicchia, senza mai incidere, nonostante un nuovo look con pizzetto in bella vista. La squadra campione d'Europa abbandona i Mondiali piegata da una normalissima applicazione difensiva, condita da due goleador d'eccezione (Cavani-Suarez, vi basta?). E Cristiano? Spaventa tutti con la propria feroce autocritica: pare non voglia continuare con il Portogallo, dopo aver paventato anche l'addio al Real Madrid. Destinazione Juventus? I tifosi bianconeri ci sperano, e pregano il santino di Jorge Mendes, suo potentissimo procuratore. Ci penserà Torino a fargli smaltire la delusione Mondiale?

6) Messi

Colpa principale: piangere per le critiche

Livello di vergogna da 0 ad Ettore: Ettore

Effetto: l'Argentina fuori, ed è tutta colpa sua, sempre. 

Ogni nazionale ha i suoi giocatori-simbolo, il suo idolo, il suo capro-espiatorio. Messi incarna alla perfezione questa triplice natura: ogni suo gesto viene considerato segno supremo della sua leadership in seno alla nazionale argentina, ogni suo errore segno della sua debolezza mentale. Piange, lo racconta la madre, la sua immagine subisce l'ennesimo, straniante e straziante tracollo, un'altra lacerazione. A testa bassa, lo sguardo cupo, l'immagine di Messi fuori dai Mondiali è la sintesi perfetta della sua solitudine da numero primo. Finché qualcuno, dalla tribuna, lo giudicherà con la sua stessa presenza ed esistenza e passato, tutto il resto sarà paragone, peso. Addossargli tutte le colpe dell'eliminazione è almeno ingiusto: troppo solo, sempre triplicato,  è stato vittima di un Cavallo di Troia auto-costruito e portato dentro da Sampaoli, con una certa sicurezza. Comunque ha detto sì, all'ingresso del tuo genero Aguero, Diego, almeno questo devi concederglielo!

7) Bonus Track: Adam Nawałka e Lewandowski



La loro nazionale, la Polonia, francamente doveva essere una specie di sorpresa annunciata, contraddizione felice di un girone equilibrato ma alla portata. Nonostante fosse piena zeppa di talento e di Lewandowski, la nazionale polacca non è riuscita neppure a passare il girone H. Non solo: ha tirato fuori prestazioni incolori, senza una qualche idea di gioco, senza organizzazione e grinta. Il bomber del Bayern è rimasto tutto il tempo totalmente solo, perfino svogliato, una specie di auto-punizione anticipata, prima ancora delle critiche dei media. Ettore approva.  

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