Mondiali, Belgio-Giappone: idee tattiche e probabili formazioni

La squadra di Martinez è una meraviglia quando manovrano De Bruyne e Hazard. Il Giappone giocherà sempre al massimo, ma le possibilità per passare sono poche.

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L’ottavo di finale dei Mondiali di Russia più esotico e poco atteso è quello fra Belgio e Giappone, che si disputerà a Rostov sul Don. Il Belgio arriva all’appuntamento non solo da grande favorita, ma con il relax di chi ha già dimostrato di essere in grande forma con i suoi uomini migliori e perfettamente rodata per quel che riguarda il gioco di squadra. Lukaku coordina uno spogliatoio che in passato è stato più volte bollente e tutti sembrano seguire con attenzione e passione i principi di Roberto Martinez, che ha stravolto il Belgio non tanto negli uomini ma nella capacità di fare squadra rispetto a Wilmots.

Il Giappone non è solamente il solito Giappone. Ha grande energia in tutti i reparti, tutti i calciatori sono attenti alle disposizioni tattiche, ma anche le pecche sono le solite, poca fisicità, attaccanti con pochissime fiuto del gol e incostanza nella manovra offensiva, che spesso è troppo poco dinamica per sorprendere le difese avversarie. Ma in questi Mondiali sono venuti alla ribalta almeno due nomi nuovi, Shibasaki e Sakai, che permettono al ct Nishino un gioco molto più creativo.

I favori del pronostico pendono tutti dalla parte del Belgio che ha fatto anche riposare un po’ di uomini importanti contro l’Inghilterra, vincendo comunque senza rischiare nulla, il che dimostra la completezza di una rosa che considerando i 23 è una delle migliori della competizione. Dall’altro lato il Giappone giocherà con le sue armi, corsa a perdifiato in primo luogo, cercando di enfatizzarle al massimo per appiattire una disparità che è evidente. Ecco quelle che potrebbero essere le principali chiavi della partita.

Belgio-Giappone, la sfida più esotica degli ottavi Mondiali

Belgio contro Giappone potrebbe diventare subito una sfida fra due coppie di mezzali. Da una parte De Bruyne e Hazard, dall’altra Shibasaki e Inui. Detta così non ci dovrebbe essere partita, troppo più forti sotto tutti i punti di vista i due belgi e anche fin troppo esperti, giocando ogni settimana contro alcune delle migliori squadre europee.

Ma i due giapponesi hanno dimostrato in passato di non aver paura di nessuno, basti ricordare la doppietta nella finale del Mondiale per club di Shibasaki contro il Real Madrid, e soprattutto di conoscersi a memoria e muovere la manovra offensiva del Giappone con grande intelligenza e alla massima velocità.

Del Belgio c’è davvero poco da scoprire. Martinez gioca un calcio molto offensivo, di possesso palla ma anche molto verticale, con un esterno di destra che è un attaccante, Ferreira-Carrasco, e una difesa sempre in pressione sugli attaccanti avversari, grazie anche alle ottime prove di Boyata, una scoperta dell’ultima ora, anche se è un classe ’90, che non sta facendo rimpiangere Kompany.

Il cuore del gioco si muove sull’asse De Bruyne-Hazard, ed è sempre un belvedere, alle loro spalle c’è Witsel a cui la Cina non ha fatto assolutamente male e in attacco Lukaku accentra le attenzioni di un paio di difensori, così anche Mertens, il quale si è portato da Napoli la lucidità sotto porta, ha più libertà per puntare l’uomo e rendersi pericoloso.

Il Giappone risponde con le altre due mezzali in grande spolvero, che hanno però due compiti ben diversi rispetto ai due belgi, entrambi essenzialmente costruttori di gioco: Shibasaki è il vero e proprio regista della squadra, abbassandosi anche tanto per dare ritmo alla manovra, mentre Inui gioca 20 metri più avanti e ha il compito di inserirsi negli spazi che apre la prima punta Osako.

Altro pregio del Giappone in questi Mondiali è stato l’utilizzo delle fasce e il grande lavoro dei terzini. Nagatomo lo conosciamo bene e ha sorpreso per la sua attenzione anche in fase difensiva, mentre una bella scoperta è stata Gotoku Sakai, terzino destro di gamba ma anche dalla buona tecnica e dalla spinta sempre costante.

Nonostante gli ottimi Mondiali fino a questo punto, la squadra che si muove molto bene sul campo e alcuni prospetti interessanti, per il Giappone le possibilità di passare il turno sono davvero poche. Il Belgio sono almeno sei anni che è favorito per vincere qualcosa, ma prima l’inesperienza, poi i casini di spogliatoio hanno sempre limitato la forza della squadra. Questa sembra davvero essere la volta buona per provarci sul serio e il Giappone sembra poco attrezzato per poter fermare Lukaku e compagni.

Probabili formazioni Belgio-Giappone

Belgio (3-4-3): Courtois; Alderweireld, Boyata, Vertonghen; Meunier, Witsel, De Bruyne, Carrasco; Mertens, R. Lukaku, E. Hazard.

Giappone (4-2-3-1): Kawashima; Sakai, Shoji, Yoshida, Nakamura; Shibasaki, Hasebe; Kagawa, Inui, Haraguchi; Osako.

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