Mondiali: contro Messi si accende la stella di Mbappé, il predestinato

Il giovane più pagato al mondo manda a casa l'Argentina e si mette sulle tracce di alcuni dei più grandi nomi del passato: e se fosse lui il Re di Russia 2018?

831 condivisioni 0 commenti

di

Share

30 giugno 1998, Mondiali di Francia: l'Inghilterra affronta l'Argentina e scopre il talento di un giovanissimo talento, Michael Owen, capace di realizzare un gol di straordinaria bellezza che entrerà nella storia della competizione. L'attaccante del Liverpool ha appena 18 anni e ha da poco concluso la prima vera stagione da professionista: nel 2001 conquisterà il Pallone d'Oro, anche se purtroppo non sarà capace di mantenere le grandi aspettative che lo circondano da quel giorno.

30 giugno 2018, esattamente vent'anni dopo: in Russia si giocano ancora i Mondiali, ed è ancora l'Argentina che deve assistere alla consacrazione di una giovanissima stella.Il suo nome è Kylian Mbappé e guida la Francia a una rocambolesca vittoria contro i sudamericani prendendosi lo scettro di protagonista davanti a un impietrito Leo Messi: si procura il rigore che sblocca la gara con una cavalcata inarrestabile, segna una doppietta fantastica e trascina i Bleus ai quarti di finale del torneo.

Se la coincidenza di due date così importanti nella storia del più importante torneo calcistico al mondo può sembrare poca cosa, altrettanto non si può dire della prestazione del giovane talento del Paris Saint-Germain, francese con padre originario del Camerun e madre algerina e ormai, neanche ventenne, già sul punto di diventare una delle stelle più luminose del calcio mondiale. E se l'erede di Messi e CR7 fosse già tra noi?

Kylian Mbappé in azione durante Francia-ArgentinaGetty Images

Saranno i Mondiali di Mbappé? Storia di un predestinato

Chissà. Certo la storia insegna che parlare prima del tempo, lanciarsi in paragoni arditi con quelli che possono essere considerati i più grandi di sempre è senz'altro una mossa azzardata. A maggior ragione farlo dopo una sola partita, anche se stiamo parlando di un ottavo di finale mondiale deciso da un ragazzo di nemmeno vent'anni ma di cui da tempo tutti parlano con entusiasmo crescente.

Eppure ci sarà un motivo se il Paris Saint-Germain, poco dopo aver concluso l'acquisto di Neymar per oltre 200 milioni di euro, ne ha spesi quasi altrettanti per assicurarselo con un'operazione tanto dispendiosa e grottesca da attrarre l'attenzione della UEFA e del Fair Play Finanziario: un totale di 180 milioni di euro, prestito oneroso con riscatto praticamente obbligato, per molti l'ennesima spesa folle della proprietà parigina.

Eccolo, il motivo: Mbappé è un concentrato di velocità e tecnica, è coraggioso nel cercare la giocata ma non incosciente, ha ancora margini di miglioramento enormi e rischia di trasformarsi nel miglior investimento mai compiuto dal Paris Saint-Germain da quando sono arrivati gli arabi. Più di tante stelle rinomate, potrà essere lui il futuro del club parigino, sicuramente lo sarà di una Francia che nonostante limiti evidenti anche grazie a lui può sognare di portarsi a casa la Coppa del Mondo.

I Mondiali hanno perso in un solo giorno i due protagonisti più attesi: al tonfo di Messi propiziato dai Bleus ha fatto seguito la sconfitta del Portogallo di Cristiano Ronaldo, eliminato dall'Uruguay di Cavani, un fenomeno che proprio con Mbappé condivide al PSG le gioie e i dolori di far parte di un attacco dove la stella assoluta è il brasiliano Neymar, ancora in corsa con il suo Brasile e per molti vero erede designato proprio di Messi e CR7. E se il Re di Russia 2018 fosse uno dei tre tenori dell'attacco parigino?

Neymar è quello che molti indicano oggi come il più vicino ai due extraterrestri di Real e Barcellona, Cavani uno degli attaccanti più completi e ingiustamente sottovalutati della storia recente. Agli occhi degli addetti ai lavori, giustamente, Mbappé viene dopo di loro: non basta una partita, per quanto splendida, per cancellare quanto dimostrato dagli altri nel corso di carriere decisamente più lunghe e rilevanti.

Eppure, se è sbagliato parlare già di una stella affermata, sarebbe decisamente più folle negare che lo diventerà, che si tratti di un semplice caso mediatico dovuto al bisogno di nuovi eroi che il dominio degli ultimi anni di Messi e Cristiano Ronaldo ha provocato. Si tratterebbe semplicemente di prendere le cose per come stanno, di evitare il sensazionalismo e la divisione tra chi già ne parla come del futuro fenomeno e chi, invece, sostiene che sia un semplice bluff, frutto di una notte di grazia dell'estate 2018. Equilibrio, questo sconosciuto.

Kylian Mbappé festeggia il golGetty Images

Così forse si dirà che l'Argentina fosse poca cosa. Senza difesa, senza idee, senza leader. E si dirà anche che in un girone non irresistibile Kylian abbia messo a segno un solo gol, e pazienza se ha portato tre punti, se forse la Francia ha giocato al risparmio. Pazienza se la squadra messa insieme da Deschamps poi è questa, giovane e di talento ma drammaticamente priva di idee in mezzo al campo, incapace di produrre un gioco convincente.

La verità è che è vero, non sarà una prestazione a definire un uomo, un talento. Ma questo Mbappé, che nelle movenze ricorda il primo Ronaldo - il Fenomeno - e persino un certo Pelé, ultimo teenager a lasciare il segno con una doppietta nel lontano 1958, è una stella che illumina Mondiali che sono stati brutalmente privati agli ottavi dei protagonisti più attesi, forse mai davvero pervenuti, ma che possono contare su questo giovane predestinato, che corre veloce come il vento e che come questo sembra inarrestabile.

E se avessimo già trovato l'erede di Messi e Cristiano Ronaldo? E se non si trattasse del tanto pubblicizzato Neymar? E se fosse proprio Mbappé, sulla scia di Owen, il prossimo Pallone d'Oro? Sono domande che oggi, all'indomani di Francia-Argentina, diventano perlomeno lecite e a cui nei prossimi giorni dovrà rispondere il campo, unico giudice finale. Kylian, che non parlava con i giornalisti prima del torneo mentre si allenava privatamente per presentarsi al meglio, sembra esserne perfettamente consapevole. 

Adesso sotto con l'Uruguay, che può contare su una difesa di ferro e che certo non concederà gli spazi concessi da Mascherano e compagni. Un altro test, l'ennesimo per un ragazzo che ha sempre dovuto superare lo scetticismo e affrontare un esame dopo l'altro, che corre da quando era un bambino e che non intende fermarsi proprio adesso. Mbappé il predestinato, che non sarà il Fenomeno Ronaldo né O Rei Pelé ma ha tutte le carte in regola per lasciare il segno nella storia di questi Mondiali e di quelli che verranno.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.