Mondiali, Brasile-Messico: analisi tattica e probabili formazioni

Il quadrilatero magico del Brasile ora è formato da Alisson, Thiago Silva, Miranda e Casemiro. Tutto parte da loro. L'unica chance del Messico è avere un Lozano superstar.

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L'unico ottavo tutto americano dei Mondiali è Brasile-Messico, un confronto fra due squadre che, seguendo le idee dei propri tecnici, vogliono distanziarsi almeno parzialmente rispetto alla loro tradizione, anche se gli esiti fino a questo momento sono differenti. Tite vuole un Brasile che controlli il gioco all'europea, non addormentando la partita come il suo modo classico, per poi avere il cambio di ritmo repentino con gli strappi decisi delle proprie mezzepunte, ma giocando sul ritmo fin dal primo minuto, per tenere sempre caldi i numeri 10 Neymar e Coutinho.

In questo senso il Brasile è stato molto diligente nelle tre partite del girone, giocando palla "alla spagnola" e creando molte occasioni grazie ad una coralità che spesso è mancata al gioco verdeoro. Dall'altra parte il Messico ha mostrato i soliti pregi e difetti. Contro le grandi squadre, soprattutto nelle prime partite in cui tutti i calciatori sono al massimo delle energie e ben settati sulle idee dell'allenatore, il Messico ha giocato alla grande, capendo al volo i punti deboli degli avversari, come la capacità di sfruttare la fascia centrale del campo contro la Germania, mettendo alla frusta due centrocampisti che odiano correre all'indietro come Kroos e Khedira.

Contro la Svezia però si è vista la solita altra faccia del Messico, ovvero una squadra che subito va in confusione, soprattutto quando gli avversari si chiudono, e non trova mai un leader tale che possa razionalizzare le situazioni e guidare gli altri dal campo. Per un ottavo tutto da seguire è molto interessante capire le due squadre come si affronteranno.

Messico-Brasile, la sfida americana ai Mondiali promette scintille

Il vero quadrilatero magico del Brasile in questi Mondiali è molto diverso da quello formato da Ronaldo, Ronaldinho, Adriano e Robinho in Germania nel 2006. I quattro nuovi magici sono Alisson, Thiago Silva, Miranda e Casemiro, quattro calciatori che riescono a colmare le lacune difensive dell’intera squadra e a sopportare quattro calciatori che pensano quasi esclusivamente ad attaccare più un terzino di spinta.

Proprio il recupero di Marcelo dall’infortunio subito contro la Serbia potrebbe cambiare molto le carte in tavola. Con Marcelo l’asse del gioco brasiliano è spostato sulla sinistra, perché il terzino del Real Madrid e Neymar amano portare avanti la manovra scambiandosi il pallone. Marcelo entra tanto in mezzo al campo e spesso si scambia di posizione con Neymar, creando situazioni di due contro due o uno contro uno difficili da gestire per gli avversari, perché entrambi dotati di spunto in velocità sui primi due passi difficilmente arginabile.

Senza Marcelo il Brasile è molto meno imprevedibile, Neymar deve accentrarsi molto di più e creare gioco non con Marcelo ma con Coutinho, il quale in questo modo non può avere la libertà che ha quando il gioco è prevalentemente a sinistra e lui si può muovere, smarcandosi con grande velocità, sul lato debole. Se la manovra offensiva cambia tanto con o senza Marcelo, in difesa l’apporto del sostituto Filipe Luís aiuterà dall’altro lato ancora di più a chiudere tutti gli spazi e sarà davvero difficile riuscire anche solo a tirare verso la porta di Alisson.

Il Messico ha poche possibilità di riuscire a superare il turno. Come da tradizione fa sempre una prima e seconda partita del girone alla grande e poi cala in concentrazione ed energie. Contro il Brasile dovrebbe giocare con la formazione che dà maggiori garanzie e tutto dipenderà dalla cerniera di centrocampo, formata da Herrera e Guardado, che hanno meravigliato per corsa e lucidità nelle prime due partite, per poi deragliare contro la fisicità svedese nella terza.

Se il Messico vuole una possibilità di battere i verdeoro Lozano deve “semplicemente” fare quello che a Mbappé è riuscito contro l’Argentina, ovvero prendersi la scena con la sua corsa furente e puntare senza remore la porta avversaria, attaccando nell’uno contro uno tutto quello che si presenta davanti. Prima di capire se Lozano può essere al livello di Mbappè, c’è già una prima enorme differenza contestuale: Casemiro non è Mascherano.

Infine il discorso sui centravanti. Sia Gabriel Jesus che Chicharito Hernandez sono fra i primi calciatori della squadra per chilometri percorsi. La generosità e la capacità di dare sempre aria alla manovra offensiva, aprendo spazi per i compagni, sono elementi fondamentali, ma dagli ottavi in poi un numero 9 deve iniziare a segnare per far andare avanti la propria squadra ai Mondiali.

Probabili formazioni Brasile-Messico

Brasile (4-2-3-1): Alisson; Fagner, Thiago Silva, João Miranda, Filipe Luís; Paulinho, Casemiro; Willian, Coutinho, Neymar; Gabriel Jesus.

Messico (4-2-3-1): Ochoa; E.Álvarez, Salcedo, Ayala, Gallardo; H.Herrera, Guardado; Layun, Carlos Vela, Lozano; J.Hernández.

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