Dal corso di tedesco al gol nei Mondiali: che storia, Benjamin Pavard

Il difensore dello Stoccarda ha segnato un gran gol per il temporaneo 2-2 all'Argentina: a maggio ha scoperto di essere stato convocato da Deschamps con un sms.

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Dal corso di tedesco al gol più bello (sin qui) dei Mondiali 2018. La parabola ascendente di Benjamin Pavard, difensore classe 1996 che fino a un mese e mezzo fa avrebbe pensato alla Russia solo come una meta vacanziera, ha conosciuto il suo picco nel pomeriggio del 30 giugno allo stadio Luzhniki di Mosca. Già, perché il suo destro al volo che ha battuto Armani per il temporaneo 2-2 ha rappresentato l'autentica svolta della partita.

Minuto 53 di Francia-Argentina, Bleus sotto di una rete per effetto del tocco vincente di Mercado, maturato quattro minuti prima. Lucas Hernandez affonda a sinistra e arriva al cross, la palla taglia tutta l'area albiceleste e sfila sulla corsia di destra. Chi arriva? Proprio Pavard, che non ci pensa due volte, si coordina, inarca il corpo e si inventa un destro al volo che termina la sua corsa sotto l'incrocio dei pali opposto. Gol, 2-2 e corsa a perdifiato del numero 2 verso la panchina.

Se la rete di Pavard ha cambiato l'inerzia della sfida, la doppietta di Mbappé ha completato l'opera spingendo la Francia ai quarti di finale dei Mondiali 2018. E pensare che Benjamin in Coppa del Mondo, almeno per questa edizione, non ci si vedeva proprio. Le sole tre presenze accumulate tra novembre 2017 e maggio 2018 in altrettante amichevoli contro Galles, Germania e Russia non erano state avvisaglie sufficienti, almeno secondo il 22enne di Maubeuge, per pensare di essere convocato. Invece, in un pomeriggio di metà maggio il destino gli ha rivelato l'esatto contrario.

Mondiali, che storiaPavard: la convocazione arrivò al corso di tedesco

Ancora più sbalorditiva della bellezza della rete realizzata da Pavard per il 2-2 di Francia-Argentina c'è la storia della convocazione del difensore dello Stoccarda per i Mondiali 2018: dopo una buona annata in Bundesliga, senza saltare un minuto e con una rete a impreziosire le 34 presenze, Benjamin aveva pensato di approfittare della pausa estiva per frequentare un corso intensivo di tedesco. Massima concentrazione, due ore al giorno in aula e cellulare spento. Peccato che in un pomeriggio di metà maggio, riaccendendo lo smartphone, non avrebbe potuto prevedere di trovare una chiamata persa dal suo ct Didier Deschamps e decine di messaggi da parte di amici e parenti, con un testo in comune.

Vai al Mondiale.

Dal boom di notifiche a quello di popolarità il passo è stato breve: Pavard è una delle belle storie di questa Coppa del Mondo. Volto pulito, con riccioli anni '70 e calma da veterano, ha approfittato dell'infortunio a ginocchio di Sidibé, teorico titolare della corsia di destra nella difesa dei Bleus, per prendersi una maglia da titolare e non mollarla più. In quella corsa a perdifiato dopo il destro del 2-2 c'è l'essenza di un ragazzo semplice, che due anni fa era ripartito dalla seconda serie del calcio tedesco, dove lo Stoccarda l'aveva prelevato dal Lille per 5 milioni. Pavard aveva risposto con la cultura del lavoro, la stessa che lo ha portato ad emozionarsi una volta venuto a conoscenza della chiamata per Russia 2018.

Ero emozionatissimo, non nascondo che ho pianto coi miei genitori.

Mondiali, la gioia di Benjamin Pavard dopo il centro del 2-2 all'ArgentinaGetty Images
Mondiali, la gioia di Benjamin Pavard dopo il 2-2 all'Argentina: prima rete con la Francia

Prima due partite da sufficienza piena contro Australia e Perù nel girone, poi la rete che ha cambiato la storia di Francia-Argentina. Da raccontare ai nipotini. Andando oltre la diffidenza che qualcuno gli ha riservato in patria e dimostrando affidabilità anche da terzino, dopo una stagione in Bundesliga giocando quasi sempre al centro della difesa. Come Lilian Thuram 20 anni fa, in Francia 1998: anche il difensore all'epoca al Parma mise a segno due reti non certo banali, nella semifinale contro la Croazia. Che la storia possa ripetersi?

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