Mondiali, Uruguay-Portogallo: idee tattiche e formazioni ufficiali

Lo scontro fra due squadre con identità molto chiare potrebbe avere tanti esiti. Se Cristiano Ronaldo riesce a trovare spazi, il Portogallo ha molte più chance dell'Uruguay.

Cristiano Ronaldo e Luis Suarez è una sfida nella sfida Getty Images

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Decifrare il secondo ottavo di finale dei Mondiali, Portogallo-Uruguay, non è molto semplice. Sono due squadre con un’identità estremamente precisa, ma è difficile capire cosa uscirà fuori dal loro scontro. Il Portogallo ha un cuore che batte al ritmo di CR7. Cristiano Ronaldo dà il ritmo alla manovra, sono i suoi movimenti a chiamare palla sui piedi o nello spazio ad accelerare la manovra, anche perché i centrocampisti lusitani sono bravi a muovere palla senza stress in attesa che il loro campione accenda la luce.

Tabarez poi riesce a far giocare l’Uruguay sempre allo stesso modo da anni, ma nonostante questo ci sono poche squadre che riescono a superare la squadra sudamericana senza incontrare grandi difficoltà. Tutto si impernia sulla fascia centrale del campo. I due centrali di difesa danno lo spirito all’intera squadra, che ne segue le orme emotive, giocando senza distrarsi mai. Davanti alla difesa il duo Bentancur-Vecino sembra fatto apposta per giocare insieme. E in cima alla corsia centrale ovviamente Cavani-Suarez, liberi di andare dove vogliono ma sempre dentro al match anche in fase difensiva.

Portogallo-Uruguay può avere due strade possibili: se una squadra segna subito, saltano determinati approcci alla partita e soprattutto le coperture doppie e triple su Cristiano Ronaldo da una parte e Cavani-Suarez dall’altra e la partita diventa imprevedibile e potenzialmente anche ricca di gol. Se lo 0-0 non si schioda presto, la partita prende il binario della paura e sarà difficile che si sblocchi prima che arrivi la stanchezza fisica per una delle due squadre. Ecco come potrebbero affrontarsi le due squadre.

Uruguay-Portogallo: una delle sfide più indecifrabili dei Mondiali

Pensare di trovare spazi liberi in cui far muovere Cristiano Ronaldo a partire dai 40 metri di distanza della porta di Muslera è davvero una chimera. I due difensori centrali migliori dei Mondiali fino ad oggi, Godìn-Giemenez, non solo marcano alla perfezione l’uomo ma hanno la capacità di muovere una difesa che non sbaglia un movimento.

Un rimedio possibile sarebbe abbassare molto Cristiano Ronaldo in fase di costruzione della manovra ma questo gli farà spendere troppe energie e lo allontanerebbe troppo dalla porta dove invece è sempre più letale. La soluzione che ha in mano Fernando Santos si chiama William Carvalho. Deve essere il suo piede sempre delicato a scovare CR7 e le altre mezzali, Adrien Silva e Joao Mario nello specifico, dietro la prima linea di pressione dell’Uruguay e un attimo prima che difensori e Vecino stringano gli spazi e si lancino al recupero della palla.

Sarà un gioco di tempi e spazi ristrettissimi, ma tanto della manovra del Portogallo si giocherà intorno a questo spartito. Una volta che Cristiano Ronaldo riesce a trovare uno spazio libero in cui giocare, tutto inizia a ruotare intorno a CR7 e in questa partita diventa molto importante anche il suo compagno d’attacco, Gonçalo Guedes, il quale deve farsi trovare pronto nelle pieghe della partita.

Dal canto suo l’Uruguay sa bene cosa fare in difesa e, dopo anni di registi improvvisati, ha finalmente un mediano che sa giocare bene la palla, Rodrigo Bentancur. L’idea iniziale di Tabarez era forse di schermare ancora di più la difesa, inserendo il duo Vecino-Nandez, ma in ritiro ha scoperto tutte le qualità di questo giovane calciatore di proprietà della Juventus, il quale dopo Allegri ha fatto innamorare di sé un altro allenatore.

Con Bentancur l’Uruguay muove palla verso le punte in maniera molto più fluida e i due davanti non devono più dipendere da una mezzapunta posizionata sulla fascia che riesca a saltare l’uomo e accentrarsi per creare gioco. Grazie alla regia lucida di Bentancur inoltre, Cavani-Suarez sono anche meno prevedibili, perché spesso si posizionano in verticale, e non in orizzontale come quando devono attendere che si sviluppi il gioco in fascia, e i fraseggi fra di loro sono molto più dinamici e verticali, tesi subito al tiro in porta.

Come sempre meno accade nel calcio contemporaneo in cui sono le mezzali a dare il ritmo al gioco e a creare gli spazi giusti per disordinare le difese avversarie, sia il Portogallo che l’Uruguay dipendono molto dai loro registi, i quali dovranno essere bravi a pensare e aprire spazi di gioco dove gli attaccanti delle due squadre potranno scatenarsi. Se non ci riusciranno verrà fuori una partita bloccatissima che aspetta solo i rigori per sbloccarsi. Potrebbe essere la prima di questi Mondiali a finire oltre il 120'.

Le formazioni ufficiali di Uruguay-Portogallo

PORTOGALLO (4-3-3): Rui Patricio; Ricardo Pereira, Pepe, Fonte, Guerreiro; Carvalho, Adrien Silva, Joao Mario; Bernardo Silva, Cristiano Ronaldo, Guedes.

URUGUAY (4-3-1-2): Muslera; Caceres, Gimenez, Godin, Laxalt; Nandez, Torreira, Vecino; Bentancur; Cavani, Suarez.

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