Calciomercato Lazio, ecco Valon Berisha: dall'idolo Iniesta al Kosovo

Il nuovo acquisto della squadra biancoceleste, strappato alla Sampdoria in extremis. Porta in Serie A gol, assist e il profondo legame con la sua terra d'origine.

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Sembrava a un passo dalla Sampdoria, poi però, di punto in bianco, è cambiato qualcosa. Valon Berisha ha preso tempo, nonostante il Salisburgo e i blucerchiati avessero già trovato un'intesa economica sulla base di 8 milioni di euro. Il motivo di quell'impasse di calciomercato? Semplice, era arrivata una telefonata da Roma, in particolare dalla Lazio, ancora più precisamente dal direttore sportivo, Igli Tare.

"Che ne diresti di venire da noi? In fondo ce lo devi, la scorsa stagione ci hai eliminato dall'Europa League". La conversazione deve essere andata più o meno così e Valon, nato a Malmoe (in Svezia) e cresciuto a Egersund (Norvegia), ha ascoltato con attenzione le parole del dirigente del club biancoceleste, considerato vera e propria autorità in Albania.

Inevitabile andasse così, perché le origini di Berisha (come si capisce facilmente da nome e cognome) sono albanesi e kosovare. E lui alla sua terra d'origine è rimasto legato, altroché. Lo ha dimostrato esultando più volte formando con le mani l'aquila bicipite simbolo dell'Albania (quella resa famosa ai Mondiali da Shaqiri e Xhaka), ma soprattutto scegliendo di abbandonare la nazionale norvegese dopo averci fatto tutta la trafila delle selezioni giovanili e aver accumulato 20 presenze con quella maggiore: lo ha fatto nell'agosto del 2016, quando ha scelto di rappresentare il Kosovo (per la prima volta riconosciuto dalla FIFA). Lo stesso non ha fatto suo fratello, Veton, che ha deciso di rimanere un cittadino della Norvegia a tutti gli effetti, ma ciò non scalfisce certo il profondo legame della famiglia Berisha.

Valon Berisha ha affrontato la Lazio nell'ultima Europa LeagueGetty Image
Valon Berisha a contrasto con Sergej Milinkovic in Europa League

Calciomercato Lazio, ecco chi è Valon Berisha

Ma torniamo un attimo al momento del suo cambio di rotta da Genova a Roma, perché non è stato così semplice e lineare. I suoi interessi fino a poco tempo li curava infatti la Seg, cioè l'agenzia che tra i suoi assistiti ha anche Stefan de Vrij. Va da sé che i rapporti tra loro e la Lazio non siano poi così idilliaci (eufemismo) e ipotizzare un dialogo a così poco tempo dal "tradimento" del difensore olandese sarebbe stato impossibile.

Per evitare che questo potesse creare un problema nell'operazione di calciomercato, allora, Valon ha scelto di pagare la penale e svincolarsi dalla procura, affidando il trasferimento a un intermediario.

A questo punto al club biancoceleste è stato sufficiente trovare un accordo pure con il Salisburgo e, dopo aver offerto la stessa cifra della Sampdoria, l'affare si è concluso positivamente. Nella mattinata di sabato Berisha sosterrà le visite mediche di rito, poi andrà nel centro sportivo di Formello per firmare il contratto che lo legherà alla Lazio per i prossimi 5 anni. Un innesto importante per Simone Inzaghi, un centrocampista duttile, capace di giocare da mezzala, da laterale sinistro e all'occorrenza pure da trequartista.

Prima di vestire la maglia del Kosovo, Berisha ha accumulato 20 presenze con la NorvegiaGetty Image
Valon Berisha con le selezioni giovanili della Norvegia

Cresciuto sognando Iniesta tra assist e gol

Classe 1993 e alto 1.76, è un centrocampista che sa come far male in zona gol, sia in prima persona, come confermano i 45 gol segnati nei 5 anni al Salisburgo, sia nella versione assist-man (amanti del fantacalcio, prendete nota), come testimoniato dai 65 passaggi vincenti per i compagni. "Da piccolo sognava di diventare come Iniesta", ha confessato suo fratello Veton, anche se a quei tempi era uno di quei giocatori innamorati del pallone, molto più orientanti al dribbling sistematico dell'avversario rispetto alla collaborazione con i compagni: "Da giovane mi divertivo a dribblare, ma ora evito e gioco di squadra. Arrivati a certi livelli, il singolo non vince mai da solo", ha ammesso il nuovo colpo di calciomercato della Lazio.

Arriva come alternativa, ma è pronto per scalare le gerarchie con il sudore e il sacrificio, un'attitudine che non gli è mai mancata. D'altronde quando lui e suo fratello erano piccoli, il padre li portava ogni tanto con sé al lavoro, per fargli capire quanto fosse difficile portare a casa i soldi per mangiare.

Una lezione di cui ha fatto tesoro, tant'è che a 15 anni ha smesso di chiedere i soldi alla sua famiglia. Voleva essere autosufficiente, non poteva più essere un peso economico per chi lo aveva aiutato ad arrivare fino a quel punto. La convinzione della Lazio è di aver preso un grande uomo, prima ancora che un buon calciatore su cui fare affidamento per il futuro. Uno che non tradisce, che poi è anche il significato del suo nome, come spiegato ancora dal fratello: "Vuol dire 'il vento che accarezza la bandiera', e gli si addice perfettamente. Si schiera sempre e non tradisce mai la sua bandiera". E adesso dovrà difendere quella di un'altra aquila.

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