Mondiali, la maledizione dei campioni in carica continua

Per la terza volta consecutiva - la quarta nelle ultime 5 edizioni - i campioni in carica abbandonano i Mondiali ai gironi. Ecco i cinque precedenti storici.

Mondiali, la Germania campione in carica eliminata Getty Images

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Siamo campioni del Mondo, maledizione! È il paradosso che noi italiani abbiamo vissuto sulla nostra pelle (per ben due volte). E che ora tocca alla Germania: la più forte di tutte nel 2014, un fanalino di coda qualsiasi in questi pazzi Mondiali russi. Alzi la mano chi avrebbe pronosticato l'eliminazione dei tedeschi già nella fase a gironi. Be', forse qualcuno la sta alzando sul serio: quella delle detentrici, d'altra parte, sta diventando una costante davvero bizzarra. Una maledizione che la Nazionale di Löw, in maniera del tutto involontaria, ha appena contribuito a confermare.

L'Italia nel 2010, la Spagna nel 2014 e adesso la Mannschaft: nelle ultime tre edizioni, nessuno è sfuggito alla mannaia dell'eliminazione al primo turno. E se consideriamo anche la Francia del 2002, sono quattro le Nazionali campioni che hanno pagato dazio negli ultimi cinque tornei. Praticamente, è la regola del terzo Millennio: l'unica eccezione si chiama Brasile, vincitore nel 2002 e capace di approdare quantomeno ai quarti di finale nel 2006.

E se è vero che ripetersi è praticamente impossibile (solamente l'Italia nel 1938 e la Seleção nel 1962 hanno centrato l'impresa), fallire dopo aver festeggiato quattro anni prima è facilissimo. Almeno la Germania, però, sembrava dormire sonni tranquilli: non era mai stata buttata fuori nella fase a gironi. Solamente nel 1938 aveva lasciato la competizione al primo turno, ma in quel caso in gara secca (contro la Svizzera). Dopo la squalifica per motivi bellici del 1950, poi, aveva sempre superato la prima fase. E "sempre" significa per 16 edizioni consecutive: un record assoluto, che si è infranto contro la Corea del Sud.

Mondiali, Germania fuori: la maledizione dei campioni in carica continua

I tedeschi, come detto, sono in buona compagnia. Sai che consolazione, penseranno dalle parti di Berlino, Monaco o Francoforte: ma la statistica è curiosa e merita di essere snocciolata. Già, perché la Germania è la sesta Nazionale campione in carica a inciampare nel primo turno.

Una "tradizione" inaugurata nel 1950 da noi Azzurri (a 12 anni, in ogni caso, dal titolo del 1938) e proseguita dal Brasile nel 1966. Fino ad arrivare, appunto, alla Francia e all'uno-due d'Italia e Spagna tra il 2010 e il 2014. Divertiamoci allora, si fa per dire, a ripercorrere i cinque precedenti storici prima della caduta di Neuer e compagni.

La tragedia di Superga, l'Italia in nave. Poi la Svezia (anche allora...)

La guerra è finita, per fortuna. E la giostra dei Mondiali può finalmente ripartire. Senza la Germania Ovest e il Giappone, escluse a prescindere proprio per le responsabilità belliche. L'Italia invece no, in Brasile c'è. Ha perso anche lei la Seconda Guerra, certo, ma ormai da 12 anni detiene il trofeo: a custodirlo, durante tutto questo tempo, ci ha pensato il presidente della Federcalcio Ottorino Barassi. Delle spese per il viaggio, se n'è occupata direttamente la Fifa. Solo che gli Azzurri non ne vogliono sapere di salire a bordo di un aereo: troppo recente la tragedia di Superga, che oltretutto aveva privato la Nazionale del suo zoccolo duro e, chissà, potenzialmente vincente. I preamboli della spedizione mondiale, insomma, sono tutti nefasti. E infatti: la Nazionale di Ferruccio Novo esce immediatamente, giusto il tempo di due partite. La prima contro la Svezia (già all'epoca...), trascinata nel 3-2 finale dalla doppietta di Jeppson. La seconda, poi, vinta inutilmente contro il Paraguay.

L'unico Brasile di Pelé che non ha vinto la Coppa Rimet

Il primo a 17 anni e mezzo. Il secondo a 21 e mezzo (anche se in campo solamente nelle prime due partite). Il terzo contro l'Italia, sulla soglia dei 30 anni. È la tripletta magica di Pelé, leader e stella del Brasile più vincente della storia. Eppure, anche nelle favole più belle non manca una macchia. Per i verdeoro de "O Rei", si chiama Inghilterra 1966. Ma fa rima soprattutto con il Portogallo di Eusebio. Se la gara d'esordio del Gruppo 3 infonde coraggio nella Seleçao (2-0 alla Bulgaria), il successivo ko contro l'Ungheria riporta coi piedi per terra i bi-campioni del 1958 e del 1962. Contro i lusitani, a Liverpool, serve assolutamente la vittoria: a festeggiare però è la squadra della Perla Nera, quell'Eusebio che trionfa di fronte a un Pelé fasciato e zoppicante già dopo mezz'ora.

Mondiali, il Brasile eliminato nel 1966 dal Portogallo di EusebioGetty Images
Mondiali, Pelé dopo l'eliminazione nel 1966 contro il Portogallo

La Francia inaugura il nuovo Millennio

Dovranno trascorrere altri 36 anni, affinché la maledizione dei campioni si ripresenti. A farne le spese è la Francia di Zidane, di Henry, di Trezeguet: una formazione reduce dal successo casalingo del 1998 e dal bis agli Europei due anni più tardi. Ma che in Corea del Sud & Giappone - sotto la guida del ct campione d'Europa Roger Lemerre - rimedia una colossale figuraccia. La caduta contro la matricola Senegal rimane una delle pagine più celebri nella storia recente dei Mondiali, ma l'eliminazione arriva concretamente dopo il pareggio con l'Uruguay e soprattutto dopo il 2-0 subito contro la Danimarca. Con un solo punto in classifica e zero gol fatti, è ancora oggi il peggiore rendimento di sempre di una Nazionale campione in carica.

Campione nel 1998, la Francia chiuderà ultima nel girone i Mondiali del 2002Getty Images
La delusione di un tifoso francese ai Mondiali 2002

Il cielo non è per niente azzurro sopra Johannesburg

In Sudafrica, nel 2010, gli Azzurri chiudono leggermente meglio dei cugini transalpini. Ma sempre di figura barbina dobbiamo parlare: il ritorno in panchina di Marcello Lippi (dopo la breve parentesi Donadoni) porta con sé solamente 2 punti e il misero ultimo posto nel Gruppo G. Non propriamente un girone della morte: il Paraguay è l'avversaria più quotata (e passerà come testa di serie), poi la Slovacchia e la Nuova Zelanda. Risultato: un 1-1 poco incoraggiante all'esordio contro i sudamericani, seguito da un altro 1-1 - decisamente più incredibile e deludente - contro gli All Whites. L'ultimo atto con gli slovacchi è un dramma epico: il super gol di Quagliarella non evita la sconfitta per 3-2 e il rientro in patria tra i fischi dei tifosi all'aeroporto di Fiumicino.

Il 3-2 subito contro la Slovacchia costerà all'Italia l'ultimo posto nel gironeGetty Images
L'Italia eliminata dalla Slovacchia nel 2010

Mica potevano vincere sempre loro...

E prima l'Europeo del 2008. Poi la prima, storica vittoria mondiale nel 2010. Come se non bastasse, anche il secondo Europeo consecutivo nel 2012. Che la Spagna più forte di tutti i tempi dovesse prima o poi fermarsi, era scritto anche sui sassi. Ma che accadesse già nella fase a gironi, nell'edizione brasiliana del 2014, in pochi l'avrebbero pronosticato. Non dopo la gara d'esordio del Gruppo B, però: il 5-1 inflitto dall'Olanda alla Roja resta una delle lezioni di calcio più incredibili degli ultimi anni. Contro il Cile di Sampaoli, poi, un altro netto ko: 2-0 e Spagna eliminata ancora prima dell'ultima giornata. La reazione d'orgoglio contro l'Australia - un 3-0 firmato David Villa, Fernando Torres e Juan Mata - riesce a evitare solamente l'ultimo posto in classifica. Proprio quello che, invece, vede ora uscire a testa bassa la Germania. Caro futuro vincitore di Russia 2018, sei avvisato: in Qatar, tra quattro anni, c'è una maledizione tutta da sfatare.

La Spagna eliminata da campione in carica nel 2014Getty Images
Tifosi spagnoli delusi dopo l'eliminazione della Spagna nel 2014

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