Gli errori di Löw hanno buttato fuori la Germania dai Mondiali

Un anno fa la Germania vinceva Confederations Cup ed Europei Under 21, ma dopo una serie di errori la squadra di Löw è fuori dai Mondiali.

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La disfatta della Germania rientra ormai in una situazione classica per le nazionali che hanno vinto i Mondiali e si ripresentano quattro anni dopo tra le grandi favorite della competizione. Dopo l’Italia nel 2010 e la Spagna nel 2014, la squadra di Löw è la terza squadra campione del mondo ad uscire ai gironi eliminatori. La difficoltà di sostituire la generazione vincente, il normale ciclo delle annate dei calciatori, all’interno delle quali non puoi sempre trovare i Totti, gli Xavi o i Klose e una certa rilassatezza nell’affrontare gare che invece sono sempre difficili, sono gli ostacoli principali da affrontare e contro cui si va a sbattere.

Insieme a questo c’è anche l’incapacità degli allenatori vincenti di essere ben settati e al passo con i tempi con le ultime idee tattiche. Non lavorando con una squadra giorno per giorno, perdono degli elementi fondamentali di gestione della squadra e di “aggiornamento” che forse nessun corso o dialogo costante con gli altri tecnici ti può dare.

I problemi di Löw e della Germania possono rientrare in questa casistica e sono veramente inaspettati rispetto ai casi di Italia e Spagna, perché cambiando molte cose rispetto alla spedizione brasiliana, i tedeschi avevano dominato la Confederations Cup e mostrato il gioco migliore e più simile ad una squadra di club fra le diverse nazionali durante le qualificazioni. Cerchiamo di capire quali sono stati i grandi errori di Löw nell’ultimo anno.

Tutti gli errori di Löw che sono costati i Mondiali alla Germania

Nel giugno dello scorso anno la Germania stava vincendo la Confederations Cup e l’Europeo Under 21 e si pensava che il suo modello e la sua nazionale maggiore fossero davvero di un altro livello rispetto a tutte le altre nazionali del mondo.

Dei calciatori convocati in Confederations Cup in questi Mondiali sono stati utilizzati per tutte le partite dal primo minuto solo Kimmich e Werner, Hector ha giocato due partite, mentre Brandt, Goretzka, Draxler e altri hanno giocato a sprazzi senza incidere per niente. Tra i vincitori del campionato europeo Under 21 invece non è stato convocato nessuno. Questo dice già tutto sulla volontà di Löw di non cambiare gli uomini che hanno vissuto con lui la grande avventura di Brasile 2014.

Il secondo grande errore del tecnico tedesco è stato quello di non convocare Leroy Sané. Ritrovarsi per due partite di fila a far giocare il centravanti d’area, Timo Werner, sulla fascia perché serve qualcuno che sprinta e non sia compassato come i vari Draxler, Muller e Reus non può non far pensare a come sia stato possibile lasciare a casa l’esuberanza di Sané, quest’anno inoltre salito di colpi grazie alle lezioni di Guardiola. Partire per i Mondiali senza un uomo che ti sappia creare superiorità numerica grazie allo spunto è stato un gravissimo errore nelle scelte.

E poi Löw ha incredibilmente sottovalutato la mancanza totale di filtro che riesce a fare il suo centrocampo. Ha mostrato un’ingenuità che a questo livello sembra difficile da accettare, ovvero quello di non capire la mossa decisiva di Zidane per il centrocampo del Real Madrid. Per proteggere Modric (che inoltre non è Khedira in copertura, è molto più presente) e Kroos ha messo alle loro spalle un mostro come Casemiro, per non far prendere d’infilata la squadra e per evitare che le mezzali avversarie avessero lo spazio per pasteggiare in una terra di nessuno fra centrocampo e difesa.

Löw invece ha fatto giocare sia contro il Messico che contro la Corea del Sud, Khedira e Kroos da soli, senza nessun sostegno, e come si poteva immaginare le mezzali avversarie li hanno fatti a fette puntando sempre e in piena velocità la difesa tedesca che in parte ha retto grazie ad un grande Hummels. Infine Löw ha dimostrato di essere arrugginito da un punto di vista tattico. Aveva Kimmich, un grande terzino di regia, come Marcelo per il Brasile, e lo ha tenuto costantemente in fascia, senza avere quel plus fondamentale che un giocatore del genere ti sa dare entrando nel campo e facendo muovere meglio anche la mezzala da quel lato.

Non ha toccato mai il suo 4-2-3-1, non inserendo ad esempio un doppio centravanti ma spostando quello che aveva sulla fascia. Infine ha voluto giocarsela con un calcio compassato, guidato da Ozil che ormai va ad un ritmo del tutto diverso rispetto a quello degli avversari e puntando su un Thomas Muller confusionario, anche perché difficile è stato per lui capire la sua posizione in campo.

In tutti questi anni Löw ha dimostrato una grande dimestichezza nel capire e seguire i cambiamenti del calcio. Quando Guardiola è arrivato al Bayern Monaco ha messo da parte il gioco fisico che ha praticato in Sud Africa nel 2010, optando per un calcio molto più tecnico e che muovesse palla più rapidamente. Questa volta ha ciccato, restando indietro. Ma se resterà ancora in sella, molto probabile che questo sia un errore che non ripeterà più.

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