Diamond League: Lavillenie, Lasitskene e Samba stelle a Parigi Charlety

Parigi è pronta a celebrare la grande festa dell’atletica francese in occasione della settima tappa della IAAF Diamond League. Il meeting sarà trasmesso sabato sera su Fox Sports dalle ore 20 alle ore 22.

Lavillenie Getty Images

15 condivisioni 0 commenti

Share

Lo Stade Sebastien Charlety ospita per il secondo anno consecutivo il Meeting de Paris, la tappa parigina della IAAF Diamond League in programma Sabato 30 Giugno. L’impianto situato a Porte d’Italie nel tredicesimo arrondisment non lontano dalla Cité Universitaire è un piccolo stadio molto amato dagli appassionati francesi di atletica e rugby. Charlety ha ospitato tante manifestazioni come due finali del vecchio Grand Prix IAAF, il Decanation e i campionati francesi in un ambiente più raccolto e famigliare rispetto all’immenso Stade de France dove il meeting di Parigi si svolgeva fino al 2016.

Il meeting di Parigi è il fiore all’occhiello tra le manifestazioni organizzate dalla Federazione Francese di atletica presieduta da André Giraud dal Dicembre 2016. L’ambiente sempre festoso e la presenza di numerose famiglie e bambini ha contribuito al successo di uno dei meeting più amati del circuito. Lo spettacolo sarà garantito dagli appassionati commenti di Marc Maury e Christian Charbonel, che da tanti anni lavorano come speaker di tutte le grandi manifestazioni dell’atletica francese.

Il meeting di Parigi sarà un importante banco di prova in vista dei Campionati Europei che si svolgeranno a Charlety nell’Agosto 2020 dopo le Olimpiadi di Tokyo. Presentiamo tutti i principali protagonisti e le sfide più attese del Meeting de Paris

Salto con l’asta maschile (ore 19.05): Kendricks e Duplantis sfidano Lavillenie nel suo giardino di casa

Il momento più atteso dai fans francesi sarà rappresentato dal salto con l’asta maschile per la presenza di “Le Roi” Renaud Lavillenie, che detiene tre delle migliori sei prestazioni mondiali dell’anno con una punta massima raggiunta in occasione delle Texas Relays di Austin dove ha saltato 5.95m. A metà Giugno Lavillenie ha vinto con 5.91 a Chorzow in Polonia.

In questa stagione il campione olimpico di Londra 2012 e primatista mondiale con 6.16m ha vinto il terzo titolo mondiale a Birmingham con 5.90m battendo l’amico-rivale statunitense Sam Kendricks, che torna in Europa dopo aver vinto il titolo nazionale a Des Moines con 5.85m nell’ultimo fine settimana.

Lavillenie ha trionfato sette volte nelle ultime nove edizioni del meeting di Parigi realizzando le migliori misure nel 2016 con 5.93m, nel 2013 con 5.92m e nel 2010 con 5.91. Kendricks vinse l’edizione dell’anno scorso con 5.82m. L’ex sottotenente della United States Army Reserve ha vinto le tappe della Diamond League 2018 di Eugene con 5.81m e di Roma con 5.84m e il meeting di Hengelo con 5.81m.

Armand “Mondo” Duplantis, secondo nelle liste mondiali stagionali, insegue il secondo successo consecutivo in Diamond League dopo aver vinto nel meeting di casa a Stoccolma con 5.86m con cinque centimetri di vantaggio su Kendricks. Al meeting di Montreuil alle porte di Parigi Duplantis ha battuto il suo idolo d’infanzia Lavillenie per cinque centimetri superando la quota di 5.91m. Il diciottenne svedese residente negli Stati Uniti ha realizzato due record mondiali juniores con 5.92m a Austin e 5.93m a Lafayette. Parigi sarà un test importante in vista dei prossimi Mondiali Under 20 di Tampere dal 10 al 15 Luglio.

Il cast propone anche i polacchi Piotr Lisek (vice campione mondiale a Londra e oro europeo indoor a Belgrado nel 2017) e Pawel Wojchiechowski (campione del mondo a Daegu 2011 e secondo al Golden Gala di Roma con 5.78m), il campione olimpico di Rio de Janeiro 2016 Thiago Braz Da Silva, il tedesco Raphael Holzdeppe (campione del mondo a Mosca 2013) e il canadese Shawn Barber (campione del mondo a Pechino 2015 e terzo delle liste mondiali stagionali con il 5.92m realizzato alle Texas Relays).

Salto in alto femminile (ore 19.32): Lasitskene sfida Thiam e Demireva, attenzione ad Elena Vallortigara e Alessia Trost

Saranno in gara tutte le tre altiste che hanno superato la barriera dei 2 metri: Maria Lasitskene, Nafissatou Thiam e Mirela Demireva. Lasitskene ha portato a 44 il numero di vittorie consecutive nell’ultimo fine settimana saltando 2.01m al Memorial Znamenskiy di Zhukovskiy. La due volte campionessa mondiale outdoor e indoor vanta quattro delle migliori cinque misure dell’anno (2.03m a Hengelo, 2.02m a Roma, 2.01 a Zhukovskiy e 2.00m a Stoccolma). Nell’ultima tappa della Diamond League disputata a Stoccolma la russa ha dovuto faticare per battere la vice campionessa olimpica ed europea in carica Mirela Demireva con la stessa misura di 2.00m. La bulgara è stata tra le più regolari in questa stagione con tre secondi posti a Shanghai, Roma e Hengelo sempre con la stessa misura di 1.94m.

Lasitskene ha vinto il titolo mondiale a Londra con 2.03m battendo la giovane ucraina Yuliya Levchenko, che sarà presente in pedana a Charlety. La campionessa olimpica giovanile di Nanchino 2014 ha vissuto una stagione 2017 memorabile nella quale ha vinto il titolo europeo under 23 a Bydgoszcz e l’argento a Londra con il record personale di 2.01m. Nell’ultimo fine settimana è stata battuta di due centimetri dalla connazionale Kateryna Tabashnyk, che ha migliorato il record personale con 1.96m ai Campionati di società ucraini. La sfida tra le due saltatrici ucraine si rinnoverà anche a Parigi.

Debutta in questa stagione di Diamond League la campionessa olimpica e mondiale dell’eptatlon Nafissatou Thiam, che ha vinto il famoso meeting di prove multiple del World Challenge IAAF di Goetzis con 6708 punti in una prova illuminata dal formidabile 2.01m nel salto in alto, miglior risultato di sempre in questa disciplina nel contesto di una gara di eptathlon. Nelle ultime due stagioni la belga di origini senegalesi allenata dall’ex decatleta Roger Lespagnard ha vinto le Olimpiadi di Rio de Janeiro con 6810 punti (saltando 1.98m nel salto in alto), i Mondiali di Londra 2017 con 6784 punti e gli Europei Indoor di Belgrado 2017 nel pentathlon con 4870 punti. Nel 2017 ha vinto a Goetzis per la prima volta in carriera con 7013 punti sfiorando di appena 19 punti il record europeo dell’eptatlon detenuto dalla svedese Carolina Kluft. In quell’occasione ottenne risultati straordinari con 1.98 nel salto in alto e 59.32m nel giavellotto. Tanti fans della belga accorreranno dal vicino Belgio per sostenere la ventitreenne di Namur.

L’attenzione degli appassionati italiani sarà incentrata sul duello tra Elena Vallortigara e Alessia Trost. Vallortigara disputerà la seconda gara stagionale in Diamond League dopo l’eccellente terzo posto al Golden Gala di Roma con 1.94m. In occasione del meeting allo Stadio Olimpico di Roma la vicentina ha avuto la meglio su Alessia Trost (settima con 1.88m).

Vallortigara, medaglia di bronzo dei Mondiali allievi di Ostrava 2007 e dei Mondiali Juniores di Moncton 2010 ha superato la misura di 1.96m tre settimane fa a Zoetermeer in Olanda salendo al sesto posto nelle liste italiane di tutti i tempi dopo Antonietta Di Martino (2.03m), Sara Simeoni (2.01m), Alessia Trost e Antonella Bevilacqua (1.98m) e Desirée Rossit (1.97m). La ventiseienne vicentina ha superato almeno 1.90m in tutte le sette gare disputate in questa stagione realizzando anche 1.95m a Caorle e 1.94 due volte a Siena e ai Campionati Italiani di società di Modena. Dopo sette anni di problemi fisici (caviglia operata, degenerazione dei dischi lombari, un’infiammazione al tallone del piede di stacco). L’azzurra ha ritrovato la condizione grazie ai consigli tecnici di Stefano Giardi a Siena, dove si è trasferita nel 2016. Elena sta per conseguire la laurea in scienze e tecniche psicologiche e coltiva la passione per le lingue. Parla inglese, francese, spagnolo e capisce il tedesco. E’ fidanzata con un ex calciatore spagnolo Fernando, che lavora in un negozio di articoli sportivi e insegna calcio ai bambini.

Trost disputerà la quarta gara stagionale all’aperto dopo la splendida medaglia di bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham con 1.93m. Dopo il Golden Gala l’allieva di coach Marco Tamberi si è classificata quinta a Stoccolma e seconda a Buhl con la stessa misura di 1.90m. La saltatrice friulana ha già gareggiato a Parigi nel 2016 quando si classificò terza con 1.93m una settimana dopo il quinto posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Le altre protagoniste in gara saranno la tedesca di origini francesi Marie Laurence Jungfleisch, che ha saltato 1.96m battendo Trost a Buhl e si è classificata quarta ai Mondiali di Londra 2017 con 1.95m, e la portacolori della piccola isola di Santa Lucia Laverne Spencer, vincitrice ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast con 1.95m.

400 ostacoli maschili (ore 20.03): nuovo capitolo della sfida tra Samba e Warholm

Il programma si aprirà con il quarto confronto diretto stagionale tra il qatariano originario della Mauritania Abderrahman Samba e il campione del mondo norvegese Karsten Warholm, che stanno riscrivendo la storia dei 400 ostacoli con prestazioni straordinarie che non si vedevano da un decennio. Samba ha debuttato in questa stagione vincendo il meeting di casa in 47”57 e le prime tre sfide con il giovane norvegese correndo in 47”48 a Roma, 47”60 a Oslo e 47”41 a Stoccolma, nuovo record asiatico e primato della Diamond League. Warholm ha migliorato due volte il record norvegese e il primato europeo under 23 del tedesco Harald Schmidt correndo in 47”82 a Roma e in 47”81 a Stoccolma. Lo scandinavo ha nel mirino il record europeo assoluto detenuto dal francese Stephane Diagana con 47”37 nel 1995. Il record del meeting è detenuto dal mitico Edwin Moses con 47”66 dal lontano 1986.

La starting list propone anche lo statunitense Kerron Clement, campione olimpico a Rio de Janeiro 2016 e due volte iridato a Osaka 2007 e a Berlino 2009, il rappresentante delle Isole Vergini Britanniche Kyron McMaster, oro ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast in 48”25 e vincitore della Diamond League 2017 nella finale di Zurigo davanti a Warholm, Bershawn Jackson, campione del mondo a Helsinki 2005, e TJ Holmes, quinto ai Mondiali di Londra e secondo ai Campionati statunitensi della scorsa settimana in 48”51, e Juander Santos della Repubblica Dominicana, sesto nella finale iridata di Londra e fratello minore del vice campione olimpico dei 400 metri di Londra 2012 Luguelin Santos.

100 metri maschili (ore 21.52): la stella francese Vicaut contro Baker e Su Bingtian

I 100 metri sono collocati alla fine del meeting come gara conclusiva e rappresentano l’altro momento clou per il pubblico francese per la presenza del parigino Jimmy Vicaut. Lo sprinter nato da padre francese e madre ivoriana eguagliò il record europeo sui 100 metri nell’edizione 2015 del meeting di Parigi con 9”86. In questa stagione Vicaut si è classificato secondo al Golden Gala di Roma in 10”02 dietro a Ronnie Baker e davanti a Filippo Tortu. A metà Giugno ha realizzato il ventesimo crono della sua carriera sotto i 10 secondi con 9”92 al meeting di Marsiglia, seconda migliore prestazione europea dell’anno. Ai prossimi Campionati Europei di Berlino Vicaut proverà a vincere il primo titolo europeo della sua carriera sui 100 metri dopo il bronzo vinto due anni fa ad Amsterdam.  

Ronnie Baker è lo sprinter più in forma del momento a livello mondiale. Dopo i successi a Eugene in 9”84 con vento a favore e a Roma in 9”93 lo sprinter statunitense si è classificato secondo con il record personale di 9”90 a due centesimi di secondo da Noah Lyles a Des Moines settimana scorsa. Lo sprinter di Lousville nel Kentucky iniziò la sua carriera correndo le corse campestri prima di dedicarsi ai 400 metri. Agli inizi della carriera Baker si ispirò a Michael Johnson, Usain Bolt e a Tyson Gay (suo cugino alla lontana). A livello universitario corse per la Texas Christian University dove iniziò a dedicarsi alle distanze più brevi dello sprint vincendo due titoli NCAA sui 60 metri nel 2015 e nel 2016. Lo scorso Marzo si è classificato secondo ai Campionati statunitensi di Albuquerque sui 60 metri indoor con il record personale di 6”40 e ha conquistato la medaglia di bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham in 6”44 alle spalle dello statunitense Christian Coleman e del cinese Su Bingtian. Lo sprinter asiatico ha vinto al meeting di Madrid in 9”91 davanti a Filippo Tortu riprendendosi il record cinese che il connazionale Xie Zhenye gli aveva strappato pochi giorni prima al meeting francese di Montreuil. Il tempo di Su Bingtian ha eguagliato il record asiatico detenuto da Femi Ogunode nel 2015.

Lo statunitense Mike Rodgers punta a confermare il suo eccellente momento di forma dopo aver realizzato due tempi sotto i 10 secondi con 9”89 in batteria ai Campionati statunitensi di Des Moines e 9”92 al meeting di Praga. Attenzione anche al sudafricano Akani Simbine, finalista olimpico e mondiale e autore di un ottimo 9”98 a Madrid, al campione del mondo di Daegu 2011 e vice campione olimpico di Londra 2012 Yohan Blake e all’ivoriano Arthur Cissé, che ha migliorato il record nazionale con 9”94 a Montreuil.

200 metri maschili (gara non valida per il punteggio della Diamond League; ore 20.30): debuttano in Europa Michael Norman e Rai Benjamin

La gara dei 200 metri maschili non è valida per il punteggio della Diamond League ma promette di essere una delle gare clou del meeting perché segnerà il debutto europeo da professionisti di Michael Norman e di Raj Benjamin dopo i recenti successi nelle NCAA Finals di Eugene.

Norman è salito sulla ribalta lo scorso Marzo in occasione del record mondiale indoor sui 400 metri con 44”52 alle finali NCAA al coperto di College Station. Il ventenne statunitense nato da madre giapponese e da padre afroamericano (entrambi atleti) si è ripetuto vincendo anche il titolo universitario all’aperto sui 400 metri in 43”61 con la maglia del team dei Trojans della University of Southern California. Michael salì sulla ribalta internazionale nel 2016 quando vinse il titolo mondiale juniores a Bydgoszcz 2016 in 20”17 migliorando di 11 centesimi di secondo il record dei Campionati stabilito dall’azzurro Andrew Howe a Grosseto nel 2004.

Il ventenne Raj Benjamin, compagno universitario di Norman, ha incantato alle recenti finali NCAA quando ha eguagliato la seconda migliore prestazione mondiale all-time di Edwin Moses sui 400 ostacoli con un fantastico 47”02. Nella storia solo il grande Kevin Young ha fatto meglio nel lontano 1992 in occasione del record mondiale di 46”78 stabilito ai Giochi Olimpici di Barcellona. Benjamin è nato a New York nel Bronx ma è originario di Antigua e Barbuda, paese di origine dei suoi genitori. Il padre Winston giocò a cricket a buoni livelli per le West Indies. Sulle distanze piana Benjamin vanta personali di 20”64 sui 200 metri e 44”74 sui 400 metri. Norman e Benjamin sono seguiti dalla stessa allenatrice Caryl Smith Gilbert.

L’attenzione del pubblico francese sarà concentrata su Christophe Lemaitre, lo sprinter bianco più veloce della storia con il 9”92 sui 100 metri realizzato nel 2011 nell’anno in cui vinse la medaglia di bronzo ai Mondiali di Daegu con 19”80 sui 200 metri, il secondo tempo più veloce della storia in Europa, a otto centesimi dal record europeo di Pietro Mennea. Lemaitre salì sulla ribalta nel 2010 quando vinse tre medaglie d’oro sui 100 e 200 metri e staffetta 4x100 agli Europei di Barcellona. Nel suo palmares il velocista di Aix les Bains ha vinto l’oro sui 100 metri agli Europei di Helsinki 2012, due argenti sui100 e sui 200 metri nella rassegna continentale di Zurigo 2014 e il bronzo olimpico sui 200 metri a Rio de Janeiro 2016. In questa stagione il transalpino ha corso i 200 metri in 20"19 a Ostrava.

Da seguire anche il campione europeo dei 200 metri di Amsterdam 2016 Bruno Hortelano, che Venerdì scorso è tornato a correre a grandi livelli battendo il record spagnolo sui 400 metri detenuto da 29 anni da Cayetano Cornet al meeting di Madrid con un eccellente 44”69. Due anni fa l’iberico nato in Australia da genitori spagnoli conquistò la medaglia d’oro agli Europei di Amsterdam dove venne a sapere della vittoria solo durante l’intervista post gara con la giornalista che gli comunicò la notizia del primo posto in seguito alla squalifica per invasione di corsia di Churandy Martina. Hortelano, laureato in Ingegneria biologica , raggiunse la semifinale olimpica a Rio de Janeiro dopo aver battuto il record spagnolo in batteria con 20”12. Attenzione anche all’equadoregno Alex Quinonez, vincitore ai Giochi Sudamericani di Cochabamba in 19”93, e al panamense Alonso Edward, secondo ai Mondiali di Berlino 2009 in 19”81 e tre volte vincitore della Diamond League tra il 2014 e il 2016.

200 metri femminili: Ta Lou favorita contro Prandini

I 200 metri femminili propongono al pubblico di Charlety la ventinovenne ivoriana Marie Josée Ta Lou, che in passato ha vissuto e si è allenata proprio a Parigi. Lo scorso anno vinse la doppia medaglia d’argento ai Mondiali di Londra sui 100 e sui 200 metri e ha ripetuto lo stesso piazzamento ai Mondiali Indoor di Birmingham sui 60 metri alle spalle della connazionale Murielle Ahouré. In questa stagione di Diamond League ha vinto a Doha stabilendo il record personale sui 100 metri con 10”85 e si è ripetuta vincendo anche a Eugene in 10”88 e a Roma sui 200 metri in 22”49 con vento contrario di -1.7 m/s. La sprinter di Abidjan iniziò la sua carriera con il calcio a Koumassi ma suo fratello maggiore non voleva che giocasse a questo sport perché non voleva che diventasse un maschiaccio. Marie Josée batteva regolarmente i ragazzi sui 60 metri e alcuni amici di suo fratello la invitarono ad entrare in un club di atletica. Florence Olonade, campionessa ivoriana dei 100 metri e compagna di scuola della madre di Ta Lou, invitò Marie Josée a fare un provino su una pista di atletica dove batté tutte le ragazze pur correndo scalza.

Dopo essersi diplomata alle high school Ta Lou incominciò a studiare medicina per esaudire il desiderio di sua madre, ma alla fine del 2013 interruppe gli studi perché non riusciva a conciliare gli studi con lo sport. Dopo aver studiato all’Università di Shanghai, l’ivoriana si trasferì nel centro di specializzazione della IAAF di Dakar in Senegal. A Parigi Ta Lou ha vinto i 60 metri al meeting indoor di Parigi Bercy dello scorso Febbraio. Sempre in Francia ha vinto settimana scorsa al meeting di Montreuil sui 100 metri in 10”95.

Dagli Stati Uniti arriva la statunitense di origini bresciane Jenna Prandini, che settimana scorsa ha vinto il titolo nazionale sui 200 metri a Des Moines in 22”62 sotto la pioggia dopo aver corso la semifinale in 22”22. Nel 2015 la figlia del Deputy Sperintendant della Clovis Unified School Carlo Prandini salì sulla ribalta vincendo il titolo NCAA sui 100 metri e quello ai Campionati statunitensi sui 200 metri con la maglia degli Oregon Ducks e l’argento ai Mondiali di Pechino con la staffetta 4x100.

L’altra grande protagonista è Shericka Jackson, la sprinter giamaicana più in forma del momento. La medaglia di bronzo dei Mondiali di Pechino 2015 sui 400 metri si è concentrata con successo sulle distanze più brevi dello sprint vincendo l’argento ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast sui 200 metri con il record personale di 22”18. Nell’ultimo fine settimana la caraibica ha vinto il titolo giamaicano sui 200 metri in 22”28 e si è classificata terza sui 100 metri in 11”13. Il cast è completato dalla tedesca di padre portoghese e madre angolana Tatjana Pinto, campionessa nazionale sui 60 metri indoor nel 2018 in 7”06 e medaglia di bronzo europea nella staffetta 4x100 ad Amsterdam 2016, e dalla statunitense Kyra Jefferson, terza ai Campionati Nazionali di Des Moines.

110 ostacoli maschili (ore 20.53): Shubenkov punta a confermarsi sotto i 13 secondi

Il campione del mondo di Pechino 2015 Sergey Shubenkov è l’unico ostacolista in grado di scendere al di sotto del muro dei 13 secondi con 12”99 in terra francese a Montreuil non lontano da Parigi. Dopo il terzo posto al meeting di Shanghai il figlio d’arte siberiano ha proseguito la stagione con due vittorie di fila nel circuito IAAF World Challenge a Hengelo in 13”23 e a Turku in 13”18. Shubenkov, vincitore della Diamond League nel 2017, affronterà il vice campione olimpico spagnolo Orlando Ortega, che vinse a Parigi  nel 2015 stabilendo il record personale con 12”94, e il giamaicano Ronald Levy, primo nell’edizione dell’anno scorso con il record personale di 13”05 e vincitore ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast e ai Campionati nazionali di Kingston nel 2018, Devon Allen, vincitore ai Campionati statunitensi di Des Moines in 13”45 con vento contrario di -1.8 m/s, Aries Merritt, primatista mondiale e campione olimpico di Londra 2012, il giamaicano Hansle Parchment, vice campione mondiale a Pechino 2015 e vincitore a Parigi nel 2014 in 12”94, lo statunitense Jarret Eaton, argento ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018. La grande scuola francese degli ostacoli sarà rappresentata da Garfield Darien, quarto ai Mondiali di Londra e doppio argento a Barcellona 2010 e a Helsinki 2012, Pascal Martinot Lagarde, campione europeo indoor a Praga 2015 sui 60 ostacoli e primatista francese con 12”95, e Auriel Manga, bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018.

Lancio del disco femminile (ore 18.40): Sandra Perkovic a caccia del terzo successo stagionale

La fuoriclasse croata Sandra Perkovic insegue il terzo successo stagionale in Diamond League dopo aver stabilito il record del meeting a Doha con 71.38m e a Roma con 68.93m. Prima di gareggiare a Parigi Perkovic ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona con la misura di 66.46m.

La due volte campionessa olimpica e mondiale ha conquistato il trofeo dei diamanti sei volte di fila dal 2012 al 2017 ed è l’atleta più vincente nella storia del circuito a livello femminile con vittorie in 40 meeting. Nell’edizione del 2014 disputata allo Stade de France la croata si impose davanti all’australiana Dani Stevens con un lancio da 68.48m all’ultimo tentativo. La discobola di Zagabria guida la Road to the Final con 16 punti davanti alle cubane Yaimé Perez e Denia Caballero, che hanno totalizzato rispettivamente 14 e 12 punti e saranno in gara a Parigi. Perez si è classificata seconda a Doha con 66.82m e a Roma con 66.62m. Il cast è completato dalle tedesche Nadine Muller (bronzo ai Mondiali di Pechino), Anna Ruh (campionessa mondiale juniores a Barcellona 2012) e Claudine Vita (campionessa europea under 20 a Eskilstuna 2015). In pericolo il record del meeting detenuto dalla cubana Yarelis Barrios con 65.53m dal 2010.

Lancio del disco maschile (ore 20.26): rivincita di Stoccolma tra Dacres e Gudzius

La medaglia d’oro degli ultimi Giochi del Commonwealth Frances Dacres e il campione del mondo di Londra 2017 Andrius Gudzius hanno dato vita ad una sfida memorabile a Stoccolma nella quale il giamaicano ha avuto la meglio sul lituano per appena sette centimetri con la misura di 69.67m. Dacres ha avuto la meglio anche a Roma con 68.51m.

La gara di Parigi metterà di fronte oltre a Gudzius e Dacres anche lo svedese Daniel Stahl e lo statunitense Mason Finley, rispettivamente secondo e terzo ai Mondiali di Londra, il campione olimpico in carica Christoph Harting, il polacco Piotr Malachowski, iridato di Pechino 2015 e due volte campione europeo a Barcellona 2010 e Amsterdam 2016, l’austriaco Lukas Waisshaidinger, terzo nelle liste mondiali stagionali con 68.98m, il belga Philip Milanov e il polacco Robert Urbanek, secondo e terzo ai Mondiali di Pechino.

Gudzius guida la Road to the Diamond League Final con 22 punti grazie al successo di Oslo con 69.04m e ai secondi posti di Roma e Stoccolma. L’iraniano Ehsan Hadadi segue in seconda posizione con 19 punti grazie al secondo posto di Oslo con 67.55m e i terzi posti di Roma e Stoccolma.

Salto triplo femminile: primo scontro stagionale tra Ibarguen e Rojas

Parigi vivrà il primo confronto stagionale tutto sudamericano tra la colombiana Caterine Ibarguen e la venezuelana Yulimar Rojas. Ibarguen ha vinto due titoli mondiali a Mosca 2013 e Pechino 2015 e cinque edizioni della Diamond League dal 2012 al 2016 diventando la sportiva più famosa della Colombia alla pari con i calciatori della nazionale dei “cafeteros” e con i ciclisti. Rojas ha spezzato l’imbattibilità della colombiana battendola di due centimetri ai Mondiali di Londra al termine di un duello ricco di colpi di scena. La giovane venezuelana allenata dal quattro volte campione del mondo del salto in lungo Ivan Pedroso è stata eletta “Rising Star” dalla IAAF lo scorso Novembre. In questa stagione di Diamond League Ibarguen ha vinto le prime due gare a Shanghai con 14.80m e a Oslo con 14.89m ventoso e guida la Road to the Final con 16 punti davanti alle giamaicane Shanieka Ricketts e Kimberly Williams, seconde a pari merito con 12 punti e presenti in gara a Parigi.

La gara di Parigi vedrà al via anche la leader mondiale stagionale Tori Franklin (leader mondiale stagionale con 14.84m), la kazaka Olga Rypakova (campionessa olimpica a Londra 2012 e vincitrice della finale della Diamond League a Zurigo nel 2017), l’israeliana Hanna Minenko (argento ai Mondiali di Pechino 2015 e agli Europei di Amsterdam 2016) e la giovane francese Rioguy Diallo (campionessa mondiale juniores a Eugene 2014 e allieva del grande triplista francese Teddy Tamgho).

400 metri femminili (ore 21.03): Naser sfida la leader mondiale stagionale Wimbley

La vice campionessa mondiale di Londra Salwa Eid Naser insegue la quarta vittoria stagionale in Diamond League dopo i successi di Roma in 50”51, di Oslo in 49”98 e di Stoccolma in 49”84. Lo scorso anno la ventenne quattrocentista del Barhein conquistò una sorprendente medaglia d’argento ai Mondiali di Londra in 50”06 dopo aver stabilito il personale sia in batteria sia in semifinale. Successivamente si classificò seconda nella finale della Diamond League a Bruxelles stabilendo il terzo tempo di sempre a livello juniores con 49”88. Nelle gare scandinave di Diamond League di Oslo e Stoccolma La quattrocentista asiatica di origini nigeriane ha battuto la campionessa del mondo di Londra 2017 Phyllis Francis. La statunitense ha collezionato tre secondi posti nelle prime tre prove del circuito disputate in questa stagione a Eugene (50”81), a Oslo (50”47) e a Stoccolma (50”07). Nell’ultimo fine settimana Francis si è classificata seconda nella finale dei 200 metri dei Campionati statunitensi in 22”83 dopo aver corso la semifinale in 22”42.

Gareggeranno le prime tre classificate degli ultimi Campionati statunitensi di Des Moines Shakima Wimbley, Jessica Beard e Courtney Okolo. Wimbley, vice campionessa mondiale indoor a Birmingham alle spalle di Okolo, ha vinto il primo titolo statunitense della sua carriera eguagliando la migliore prestazione mondiale dell’anno con 49”52. Completano il cast Stephanie Ann McPherson e Anastasia Le-Roy, rispettivamente prima e terza ai recenti Campionati Giamaicani di Kingston, e la francese Floria Guei, campionessa europea indoor a Belgrado 2017 e medaglia d’argento agli Europei outdoor ad Amsterdam nel 2016 alle spalle di Libania Grenot.

800 metri femminili (ore 21.42): Semenya prova ad attaccare il record personale

Caster Semenya non perde sugli 800 metri dalla sua eliminazione in semifinale ai Mondiali di Pechino 2015. Da allora ha dominato le ultime due stagioni vincendo gli 800 metri alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 e ai Mondiali di Londra 2017 dove ha vinto anche il bronzo sui 1500 metri, le ultime due edizioni della Diamond League e ha realizzato la doppietta sugli 800 e sui 1500 metri ai Giochi del Commonwealth. In questa stagione la sudafricana potrebbe centrare un’altra “double” se dovesse vincere i titoli su entrambe le distanze in Diamond League.

Semenya ha aperto la stagione della Diamond League stabilendo il record nazionale sui 1500 metri con 3’59”92, primo tempo al di sotto dei 4 minuti della sua carriera. Nei primi due 800 metri ha vinto a Eugene in 1’55”92 e a Oslo in 1’57”25. A Parigi potrebbe attaccare il record personale di 1’55”16 realizzato in occasione della vittoria ai Mondiali di Londra e avvicinare persino il primato del meeting stabilito dalla keniana Pamela Jelimo nel 2008 con 1’54”97.

La rivale più pericolosa della sudafricana sarà ancora Francine Nyonsaba, seconda alle Olimpiadi di Rio de Janeiro e ai Mondiali di Londra e due volte campionessa mondiale indoor a Portland 2016 e a Birmingham 2018. Nelle prime due gare della Diamond League l’ottocentista del Burundi si è classificata terza in 1’56”88 a Eugene e seconda a Oslo in 1’58”57 e ha vinto di recente al meeting di Montreuil in 1’59”71.

In grande forma arriva in Europa anche la statunitense Ajée Wilson, che nello scorso fine settimana ha conquistato il titolo nazionale a Des Moines in 1’58”18. Lo scorso anno Wilson ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali di Londra in 1’56”15 e ha stabilito il record statunitense con 1’55”61. In questa stagione ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali Indoor di Birmingham in 1’58”99 e si è classificata seconda a Eugene in 1’56”86.

Torna a gareggiare dopo un infortunio l’olandese di origini etiopi Sifan Hassan, che vinse al meeting di Parigi sui 1500 metri in 3’57”00 nel 2014. La campionessa mondiale indoor 2016 dei 1500 metri è una mezzofondista completa in grado di realizzare grandi tempi su tutte le distanze (1’56”81 sugli 800 metri a Montecarlo nel 2017, 3’56”05 sui 1500 metri sempre nel Principato, 8’28”90 sui 3000 metri a Birmingham nel 2017 e 14’41”24 sui 5000 metri a Eugene nel 2017) e di vincere il titolo europeo sui 1500 metri a Zurigo 2014, il bronzo ai Mondiali di Londra sui 5000 metri, l’argento sui 3000m e il bronzo sui 1500m ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018.

Da seguire con attenzione anche la giovane etiope Habitam Alemu, rivelazione stagionale con il quarto posto di Eugene in 1’57”78 e il terzo posto di Oslo in 1’58”58. Completano un cast di altissimo livello la medaglia di bronzo olimpica di Rio de Janeiro Margaret Wambui, Emily Cherotich Tuei, vincitrice ai recenti Campionati keniani in 1’59”52 e autrice di un personale di 1’58”04 al meeting di Nancy di Mercoledì sera, la campionessa mondiale di Mosca 2013 Eunice Sum, Natoya Goule, prima ai Campionati giamaicani di Kingston in 1’58”85, e la francese Renelle Lamote, autrice di un personale di 1’58”01 a Birmingham nel 2016 e di un record stagionale di 2’00”76 al recente meeting di Montreuil.

800 metri maschili (ore 21.10; gara non valida per il punteggio della Diamond League): attesa del pubblico per Bosse

La stella francese Pierre Ambroise Bosse torna a gareggiare a Charlety da campione del mondo dopo lo straordinario titolo iridato conquistato lo scorso anno a Londra. L’ottocentista nato a Nantes disputò il suo primo Meeting di Parigi nel 2012 meno di un anno dopo il titolo europeo juniores. In occasione del debutto davanti al pubblico di casa l’allora ventenne francese si classificò nono in 1’47”85. Da allora Bosse ha gareggiato tre altre volte a Parigi nel 2014, nel 2016 e nel 2017. Nel 2014 si classificò quarto ma fece notizia anche per aver corso il doppio giro di pista indossando la maglia della nazionale francese di calcio per mostrare il suo sostegno per i Blues impegnati nella Coppa del Mondo in Brasile. Ha raggiunto il miglior risultato nel 2016 quando fermò il cronometro in 1’43”58 una settimana dopo il quarto posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. In quella gara parigina di due anni fa si distinse anche Jonathan Kitilit, che concluse al terzo posto stabilendo il record personale con 1’43”05. Il giovane keniano torna a Parigi una settimana dopo aver avvicinato il miglior tempo della sua carriera in occasione del successo in 1’43”46 ai Campionati keniani di Nairobi in altura. In questa stagione si è classificato secondo a Shanghai in 1’43”95.

In grande forma arriva il connazionale Ferguson Cheruiyot Rotich, che guida la Road to the Final con 19 punti grazie al secondo posto a Roma in 1’44”74 e al successo sui 1000 metri a Stoccolma in 2’14”88. Ai Campionati keniani si è classificato secondo in 1’44”76 precedendo Jackson Kivuva, anche lui iscritto a Parigi. Il Kenya sarà rappresentato anche da Kipyegon Bett, campione del mondo juniores a Bydgoszcz nel 2016 e bronzo ai Mondiali assoluti a Londra nel 2017. Il cast è completato dagli australiani di origine africana Peter Bol e Joseph Deng, primo e secondo al meeting di Stoccolma in 1’44”56 e in 1’44”61, dallo spagnolo Saul Ordonez, primo al meeting di Huelva con il record personale di 1’44”44, e dagli statunitensi Isaiah Harris e Erik Sowinski, rispettivamente primo e terzo ai Campionati Nazionali di Des Moines.

1500 metri maschili (ore 20.39): Timothy Cheruiyot grande favorito

Il vice campione mondiale e del Commonwealth Timothy Cheruiyot parte come grande favorito per vincere la terza gara stagionale sui 1500 metri in Diamond League dopo i successi di Shanghai in 3’31”48 e di Roma in 3’31”22 che gli permettono di guidare la Road to the Finals con 16 punti. Il vincitore dell’ultima edizione della Diamond League ha vinto ai recenti Campionati keniani di Nairobi in 3’34”82 nello scorso fine settimana precedendo Charles Simotwo, anche lui in gara a Parigi. Oltre a Cheruiyot sarà presente l’altro medagliato dei Mondiali di Londra Filip Ingebrigtsen, quarto all’ultimo Dream Mile di Oslo.

Il motivo di maggiore interesse per il pubblico francese sarà il test sulla distanza piana della stella francese dei 3000 siepi Mahiedine Mekhissi Benabbad, atleta dal curriculum straordinario con tre medaglie olimpiche (due argenti a Pechino 2008 e a Londra 2012 e un bronzo a Rio 2016), due bronzi mondiali a Daegu 2011 e a Mosca 2013, quattro titoli europei (tre sui 3000 siepi a Barcellona 2010, Helsinki 2012 e Amsterdam 2016 e uno sui 1500m a Zurigo 2014) e un record europeo sui 3000 siepi (8’00”09) stabilito in questa manifestazione nel 2013. Gli altri nomi di spicco saranno gli etiopi Samuel Tefera (campione del mondo indoor a Birmingham 2018) e Taresa Tolosa (primo nella tappa della Diamond League di Doha), il portacolori del Barhein Sadik Mikhou (secondo nel Dream Mile di Oslo), il marocchino Abdelati Iguider e l’etiope Aman Wote, rispettivamente terzo e quarto ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018.

3000 siepi femminili (ore 20.12): Kyeng a caccia del tris di vittorie stagionali

La campionessa mondiale di Pechino 2015 Hyvin Kyeng insegue il terzo successo stagionale dopo le vittorie a Roma in 9’04”96 e a Oslo in 9’09”63, che le hanno permesso di prendere il comando della Road to the Final con 16 punti. In gara saranno presenti quattro delle prime cinque della classifica generale che qualifica per la finale. Si tratta della primatista mondiale juniores Chelliphine Chepsol (seconda a Roma in 9’05”14) e delle sorelle keniane Norah Jeruto (terza a Roma in 9’07”17) e Daisy Jepkemei (terza a Oslo in 9’16”87). A questi nomi va aggiunta anche Beatrice Chepkoech, vincitrice nella passata edizione del meeting di Parigi in 9’01”69 e seconda nella finale della Diamond League a Zurigo con il record personale di 8’59”84. Chepkoech ha vinto il titolo keniano una settimana fa a Nairobi in 9’23”73 precedendo Chepsol. La giamaicana Aisha Praught proverà di nuovo a spezzare l’egemonia delle keniane dopo averle battute a sorpresa agli ultimi Giochi del Commonwealth di Gold Coast.

Triathlon: Per il secondo anno consecutivo gli organizzatori hanno inserito nel programma una gara speciale di triathlon con gare di salto in lungo, lancio del giavellotto e 110 ostacoli per permettere al campione mondiale e argento olimpico Kevin Mayer di gareggiare davanti al pubblico di casa. Lo scorso anno il fuoriclasse di origini alsaziane dominò il triathlon con 2746 punti stabilendo due record personali nel giavellotto con 70.54m e sui 110 ostacoli con 13”78 e realizzando 7.13m nel salto in lungo. I principali avversari di Mayer nel triathlon di Sabato sera saranno l’ucraino Oleksiy Kasyanov (bronzo ai Mondiali di Berlino 2009 e argento ai Mondiali Indoor di Istanbul 2012 e Portland 2016) e il francese Gael Querin.

Mayer emerse giovanissimo vincendo tutti i titoli più importanti a livello giovanile (oro nell’octathlon ai Mondiali allievi a Bressanone 2009 e nel decathlon ai Mondiali juniores di Moncton 2010 e agli Europei Juniores di Tallin 2011). La consacrazione a livello mondiale è coincisa con la medaglia d’argento conquistata alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 alle spalle dello statunitense Ashton Eaton. In quell’occasione il decatleta francese totalizzò lo straordinario score di 8834 migliorando il record personale di 313 punti rispetto al precedente record di 8521 punti stabilito in occasione della medaglia d’argento vinta agli Europei di Zurigo 2014. Nel 2017 Mayer ha vinto il titolo europeo indoor di Belgrado stabilendo il record europeo dell’eptathlon indoor con 6479 punti (seconda migliore prestazione mondiale di sempre alle spalle del primato detenuto da Ashton Eaton con 6645 punti). Ai Mondiali di Londra il francese ha completato la sua stagione perfetta vincendo l’oro iridato del decathlon stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 8768 punti. Nel 2018 si è aggiudicato anche il titolo mondiale indoor dell’eptathlon con 6348 punti battendo di soli cinque lunghezze il canadese Damian Warner.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.