Mondiali, Higuain e il gol sbagliato: "Volevo spaccare la porta"

Il centravanti dell'Argentina torna sul centro fallito sul punteggio di 1-1 contro la Nigeria e lancia la sfida alla Francia: "Avversario durissimo, ma possiamo batterlo".

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Prima dell'inizio dei Mondiali 2018, Gonzalo Higuain era stato preso di mira sui social per l'abbraccio fallito a Paulo Dybala in allenamento. Ieri, al fischio finale di Nigeria-Argentina 1-2, vittoria che ha permesso alla Seleccion di accedere agli ottavi di finale contro la Francia, in calendario sabato 30 giugno a Kazan, avrà riservato un forte abbraccio al match-winner Marcos Rojo. Il motivo? Una clamorosa occasione da rete fallita dal Pipita sul punteggio di 1-1.

La rete del pareggio di Moses, siglata dal dischetto su calcio di rigore generosamente concesso alla Nigeria per un fallo di Mascherano, stava suonando come una sentenza per l'Argentina: eliminazione al primo turno dai Mondiali 2018. Allora il ct Sampaoli ha giocato alcune carte a sua disposizione, lanciando nella mischia prima Meza e Pavon e successivamente Aguero. Risultato? Tanta confusione e poche conclusioni. A contribuire al bilancio poco positivo, anche l'errore di Higuain. Minuto 80, invito da sinistra per il numero 9, che da ottima posizione calcia altissimo.

Un tiro, quello del Pipita, accolto con bordate di fischi sugli spalti. Quelli di paura dei nigeriani, consapevoli di aver allontanato - almeno temporaneamente - il pericolo e quelli del tifo albiceleste, ansioso di trovare quel gol, arrivato poi con Rojo, che sarebbe valso la qualificazione agli ottavi di finale. A spiegare le ragioni della conclusione finita alle stelle è stato lo stesso Higuain

Il cross era forte, volevo spaccare la porta calciando basso, invece il pallone si è alzato. L'importante è che Rojo abbia segnato poco dopo.

Nigeria-Argentina 1-2, l'errore di Gonzalo Higuain in area nigerianaBeIn Sports
Nigeria-Argentina 1-2, l'errore di Gonzalo Higuain sull'1-1

Mondiali 2018, Higuain e l'errore: anche Maradona non la prende bene

L'errore commesso a pochi metri da Uzoho avrà destato in Higuain gli incubi legati ad altre occasioni da gol pesanti fallite con la maglia dell'Argentina: quelle nelle edizioni 2015 (dal dischetto) e 2016 di Coppa America contro il Cile e la chance sprecata contro la Germania nella finale di Coppa del Mondo 2014. Pecche che condizionano la valutazione del numero 9 in Argentina, dove con la maglia della Selección non è considerato lo spietato bomber che abbiamo conosciuto in Serie A con Napoli e Juventus. Il suo tiro alle stelle contro la Nigeria ha toccato anche Diego Armando Maradona, presente sugli spalti di San Pietroburgo, con il Pibe de Oro che ha avuto una reazione non certo composta. Higuain guarda oltre e pensa al peso della vittoria, figlia del gruppo:

Il gol di Marcos ci ha dato grinta, allegria: doti che torneranno utili di qui in avanti. Addosso abbiamo una grande felicità, abbiamo meritato di accedere agli ottavi. Sono orgoglioso della partita giocata dall'Argentina.

I numeri, però, sono in linea con la carriera di Gonzalo. Le reti di Higuain in maglia albiceleste sono 31 in 75 partite, a fronte di 282 centri in 556 sfide con i club. Quando però si è trattato di essere decisivo in sfide secche con l'Argentina, il Pipita è scomparso troppo spesso. Ora ha a disposizione la seconda parte dei Mondiali per riscattarsi, a partire dalla sfida alla Francia, nazione in cui è nato quando suo padre Jorge giocava a Brest, 31 anni fa. Per l'emozione, assicura lui, non c'è tempo:

Non ho mai affrontato la Francia, sono dei rivali durissimi e fortissimi. Giocando come fatto contro la Nigeria, però, potremo superare il turno.

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