Chievo e Cesena rischiano: presidenti deferiti per plusvalenze fittizie

Campedelli, Lugaresi e altri dirigenti sono indagati per aver messo a bilancio plusvalenze non reali per poter iscrivere le squadre ai rispettivi campionati.

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In questi giorni tutti parlano dei Mondiali e l'attenzione per il calcio di casa nostra è rivolto al massimo al calciomercato, con le società impegnate a rinforzare i propri organici in vista della prossima stagione.

I tifosi sognano con i campioni che vedono giocare in Russia ma, dietro le quinte, la situazione dei nostri campionati non è rosea. Fra poco più di un mese e mezzo, il 19 agosto, prenderà il via la Serie A e pochi giorni più tardi la Serie B, ma sono ancora molti gli interrogativi aperti sulle squadre partecipanti.

In Serie A, tralasciando la situazione finanziaria del Milan, i cui sviluppi comunque potrebbero coinvolgere Atalanta e Fiorentina in Europa, spiccano i nodi Parma e Chievo. Il club emiliano è in attesa delle decisioni del Tribunale Federale dopo il deferimento per responsabilità oggettiva in merito al caso degli sms che ha visto protagonista il giocatore Calaiò, mentre per i veronesi la doccia gelata è arrivata ieri.

Chievo e Cesena rischiano: presidenti deferiti per plusvalenze fittizie

Il presidente del Chievo Verona, Luca Campedelli, infatti è stato deferito insieme a quello del Cesena Giorgio Lugaresi dalla Procura federale della FIGC per avere messo a bilancio delle plusvalenze fittizie. In pratica fra il 2015 e il 2017 il Cesena avrebbe acquistato dal Chievo giovani calciatori per un totale di 23 milioni di euro, dando la possibilità al club veronese di realizzare plusvalenze gonfiate. Il comunicato ufficiale della Procura aiuta a capire che le due società sono indagate:

Per aver sottoscritto le variazioni di tesseramento di alcuni calciatori indicando un corrispettivo superiore al reale e per aver contabilizzato nei bilanci plusvalenze fittizie e immobilizzazioni immateriali di valore superiore al massimo dalle norme che regolano i bilanci delle società di capitali, condotte finalizzate a far apparire un patrimonio netto superiore a quello esistente.

CampedelliGetty Images
Il presidente del Chievo, Luca Campedelli

Un rapporto "privilegiato"

Il tutto allo scopo di ottenere la Licenza Nazionale e la conseguente iscrizione al campionato nelle ultime tre stagioni, pur in assenza dei requisiti previsti dalla normativa federale. C'è un dato che parla abbastanza chiaro: su circa 60 milioni di plusvalenze contabilizzate dal Chievo negli ultimi quattro anni, ben 23 arrivano dal Cesena. Un rapporto "privilegiato" che non poteva non destare sospetti. Fra i tanti trasferimenti poco chiari fra i due club figura anche quello di tale Eziefula Lordswill, nigeriano del 2001, del quale, secondo calciomercato.com, non si capisce neppure dove sia tesserato attualmente, se nel Cesena Primavera o negli Allievi Elite del Villafranca. A bilancio, comunque, il ragazzo ha portato un guadagno di ben 1,8 milioni di euro per il Chievo.

LugaresiGetty Images
Il presidente del Cesena, Giorgio Lugaresi

Ma non finisce qui: nei giorni scorsi la Procura di Forlì aveva depositato la richiesta di fallimento del Cesena, dopo la bocciatura da parte dell’Agenzia delle Entrate del piano di rientro dal debito, ammontante a oltre 70 milioni, presentato dal club romagnolo.

Le altre situazioni delicate

In Serie B, poi, nel mirino ci sono anche Foggia e Bari. I rossoneri sono finiti sotto inchiesta, insieme a 37 tesserati, a causa di irregolarità nei pagamenti che pare avvenissero "regolarmente" in nero, mentre i biancorossi paiono in palesi difficoltà economiche, con grandi ritardi nei pagamenti degli stipendi - sembra si tratti di tre mensilità - e il San Nicola addirittura non agibile per il mancato saldo al consorzio idrico locale delle bollette della stagione 2017-18.

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