Beiranvand, ex senzatetto che ha parato il rigore a Cristiano Ronaldo

L'incredibile storia del portiere dell'Iran: senzatetto, pizzaiolo, spazzino, lavatore di SUV. Fino al penalty respinto a CR7: "Non dimentico quello che mi è successo!"

1k condivisioni 0 commenti

di

Share

All’anima della gavetta! Troppo? Macché: le storie romantiche non sono mai un’esagerazione. E allora eccola qua l’Odissea di Alireza Beiranvand: la sua Itaca, nel senso di approdo alla felicità massima, l’ha trovata in Russia. A undici metri esatti da Cristiano Ronaldo

Il paragone con Ulisse sembrerà azzardato. Non lo è affatto: almeno lui, con Circe, si è divertito eccome. I 10 anni in mare, in confronto alle sue esperienze, sono una passeggiata. 

Tornando all’attualità: il rigore respinto al Pallone d’Oro in carica, una figura mitologica 2.0 (metà uomo-metà robot), passera alla Storia come una delle più belle che si siano mai viste su un campo da calcio. E per poco non regala all’Iran la clamorosa qualificazione agli ottavi: non fosse stato per il gol sciupato nel finale da Taremi… 

Mondiali, Beiranvand: l'ex senzatetto che ha parato il rigore a Cristiano Ronaldo

Alireza BeiranvandGetty Images
Alireza Beiranvand, 25 anni, al 53' di Iran-Portogallo ha respinto un rigore di Cristiano Ronaldo

Spagna prima, Portogallo secondo. Ma chissene frega: il Gruppo B dei Mondiali 2018, dopo quel penalty respinto, è diventato solo e soltanto di Beiranvand. Classe 1992, 25 anni, 26 il prossimo 21 settembre. Bisogna essere precisi nel descrivere il nostro nuovo “eroe”.

I suoi sogni sono sempre stati più forti delle avversità. Ricordate “Karate Kid”? Esatto, il film di “metti la cera, togli la cera”… Beiranvand, per diventare un calciatore professionista, ha dovuto fare un po’ tutti i lavori. Alla lunga anche quelli l’hanno migliorato.

Alireza BeiranvandGetty Images
Beiranvand saluta i tifosi dell'Iran dopo l'eliminazione dai Mondiali 2018

L’inizio a 12 anni (quindi 13 fa circa): Beiranvand è un attaccante di una squadretta locale di Sarabias, dove la sua famiglia nomade si è stabilita da poco. Il portiere si infortuna, lui stringe i denti e i guanti al polso per la prima volta. Si butta tra i pali. Un salvataggio miracoloso e ruolo cambiato in un attimo (per sempre).

Solo che suo papà non assecondava troppo i suoi desideri (eufemismo). Alireza l’ha raccontato più volte: i primi ostacoli li aveva dentro casa…

A mio padre non piaceva il calcio, voleva che lavorassi, una volta mi ha anche strappato i vestiti e i guanti. Dopo quel giorno giocai a mani nude…

Alireza BeiranvandGetty Images
Tutte le telecamere sono per Beiranvand, l'eroe della partita tra Iran e Portogallo

Beiranvand scappa a Teheran in cerca di un’occasione. La trova su un autobus, dove incontra Hossein Feiz, un allenatore di calcio. Che gli promette di prenderlo in cambio di 200.000 toman (34 euro). 

Non avevo né soldi, né un lavoro. Dormii vicino alla porta della sede del club, la mattina successiva mi svegliai e trovai le monete che la gente mi aveva lasciato. I passanti pensavano fossi un mendicante. Beh, almeno feci una ricca colazione dopo tantissimo tempo.

Tra le pizze e i SUV da lavare...

Alireza BeiranvandGetty Images
Beiranvand, da senzatetto a portiere dell'Iran: 25 anni e una storia incredibile alle spalle

Una sistemazione la trova a casa del capitano di squadra che lo ospita. Però i soldi in qualche modo doveva trovarli. Prima va a lavorare in una sartoria, poi a un autolavaggio, dove diventa uno specialista dei SUV per via della sua altezza (194 cm). 

La prima chance arriva proprio lì, mentre suda, pulisce i vetri e ha le mani insaponate. Sarà per questo che si lascia sfuggire l’opportunità: Ali Daei, ex punta del Bayern Monaco, gli porta a lavare la propria macchina. Preferirà non parlarci e cercare la strada giusta da solo, senza aiuti o corsie preferenziali. 

Alireza BeiranvandGetty Images
Beiranvand blocca in tuffo il pallone: è lui il migliore in campo di Iran-Portogallo

E allora si trasforma in pizzaiolo e dopo ancora in uno spazzino. E dopo-dopo ancora il sogno comincia a realizzarsi: un altro incontro casuale, stavolta con il tecnico della Naft Football Club Under 23. Verrà ingaggiato, se così si può dire con quelle cifre ridicole. La scalata comincia davvero: sarà selezionato per l’Under 23 dell’Iran, poi nel 2015 ne diventerà il primo portiere (fino alla fase di qualificazione ai Mondiali 2018). 

Ho sofferto per riuscire ad arrivare qui, non voglio dimenticare tutto quello che mi è successo. Mi ha reso la persona che sono oggi. 

Un portiere con il rinvio a dir poco lungo: 70 metri con le mani grazie al “Dan Paran”, il gioco che faceva da bambino con gli amici quando lanciava le pietre per colpire i cespugli più lontani. Vicinissimi, invece, sono adesso i suoi sogni: li ha bloccati coi guanti nuovi nuovi utilizzati per i Mondiali 2018. Dove ebbene sì, ha parato un rigore a Cristiano Ronaldo. Siete d’accordo? Altro che Ulisse: quella di Beiranvard è stata un’Odissea!

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.