Cosa può fare Sampaoli per far restare l'Argentina ai Mondiali

Sampaoli deve abbandonare l'idea del 2-3-3-2 con cui ha vinto con il Cile: basta sostenere Messi con due mezzali, farlo dialogare con Dybala e avere Higuan come finalizzatore.

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Lo psicodramma che sta vivendo l’Argentina in questi giorni è iniziato nel momento in cui Lionel Messi ha sbagliato il calcio di rigore contro l’Islanda. Il venir meno dell’unica assoluta certezza che la squadra e l’intero paese aveva, ha sgretolato giorno dopo giorno l’autostima e ha creato un grande disordine nello spogliatoio e nel rapporto fra questo e il ct Sampaoli.

A peggiorare le cose le scelte tattiche di Sampaoli, il quale contro l’Islanda ha svuotato tutta la fascia della trequarti per confidare solo in Messi nell’impostazione dell’intera manovra della squadra. Intorno a lui dovevano soltanto ruotare una serie di mezzepunte e ali che nelle idee del tecnico avrebbero permesso al 10 del Barcellona di avere tante opzioni possibili per fraseggiare sul corto o tagliare in profondità per mandare i compagni in porta.

Contro la Croazia Sampaoli è riuscito a fare anche peggio, opponendo a due ricamatori di grande stile come Modric e Rakitic due mediani ormai spompati come Mascherano e Perez, annullando completamente la possibilità di portare avanti un’azione sensata, tanto è vero che Messi stesso ha abbassato di molto il suo raggio d’azione per avere palloni decenti. Domani il destino ha dato all’Argentina e a Sampaoli un’ultima possibilità. Serve battere la Nigeria ma soprattutto cambiare tanto per presentare una squadra con un’idea tattica precisa, magari semplice, ma che almeno abbia un senso.

Semplicità e Dybala con Messi: serve poco per far restare l’Argentina ai Mondiali

Sampaoli ha sbagliato fin dallo schieramento della prima partita dell’Argentina ai Mondiali di Russia contro l’Islanda. Riuscendo ad avere i calciatori per un po’ di giorni in ritiro ha cercato in tutti i modi di riportare nell’Albiceleste quello che aveva fatto con il Cile, a partire dal modulo tattico.

Ma riproporre il 2-3-3-2 con i calciatori in rosa in questi Mondiali era difficilissimo, perché mancavano almeno due elementi fondamentali come l’energia inesauribile di Aranguiz, capace di fare da collante fra difesa e centrocampo, dando il ritmo alla manovra cilena e allo stesso tempo interrompendo quella degli avversari, e la furia senza freni di Vidal, il quale in quel Cile riusciva a fare più cose contemporaneamente, sfruttando anche il lavoro di rifinitura delle due punte, Alexis Sanchez e Vargas, per essere sempre pericoloso in zona gol.

Questi due profili l’Argentina di oggi non li ha e pensare che Mascherano possa fare l’Aranguiz e Meza il Vidal è pura follia. Ma il Mondiale riesce sempre a sorprendere e se dopo il terribile 3-0 subito dalla Croazia, tutti ormai pensavano che l’Argentina fosse fuori dalla competizione, la vittoria della Nigeria contro l’Islanda ha rimescolato tutto e adesso la qualificazione è di nuovo nelle mani di Messi e compagni.

Il caos in casa Argentina di questi giorni, descritto dai giornali e negato in conferenza stampa da Mascherano, non è importante se sia un fatto reale o una poco fondata ricostruzione giornalistica. Il fatto che Sampaoli sia sfiduciato è stato evidente da come i grandi trascinatori della squadra hanno giocato in maniera spaesata contro i croati, quasi dimostrando confusione mentale.

Sampaoli può ancora riprendere in mano la squadra, ma in primo luogo deve abbandonare l’idea di un calcio ad una sola dimensione, che segua la sua idea tattica precedente, e adeguarsi ai profili dei calciatori che ha in rosa. In primo luogo non può esimersi nel cambiare il portiere. Caballero non è un portiere che può portarti avanti ai Mondiali e scegliere, a furor di popolo, l'estremo difensore del River Plate, Franco Armani, può essere un primo segnale importante.

Una difesa a 4 poi è perfetta per giocatori come Salvio, Otamendi, Fazio (che darebbe una grande mano anche in fase di impostazione) e Tagliafico (l’idea di metterlo centrale di sinistra nella difesa a 3 è stata un’altra fesseria enorme) e soprattutto coprirebbe bene un centrocampo che in mancanza di un regista dinamico (Paredes sarebbe stato utile come il pane), deve schierare Mascherano o Biglia, da supportare però da due mezzali creative, come potrebbero essere Lo Celso e Banega.

Con un centrocampo del genere Messi non avrebbe più la necessità di rinculare in continuazione per andarsi a prendere palloni giocabili, ma potrebbe giocare sulla trequarti insieme ad un altro numero 10 con cui fraseggiare sul corto e creare disordine nella difesa nigeriana. L’altro numero 10 che Sampaoli deve provare è Paulo Dybala, scioccamente visto solo come vice-Messi quando i due possono essere invece assolutamente complementari.

Con due mezzepunte di questo tipo serve più un centravanti alla Higuain, che sa anche giocare con i compagni, che uno da area di rigore puro come Aguero. Sembra facile schierare una squadra del genere e soprattutto a noi italiani sembra un sogno avere in una sola rosa tanti campioni (per non parlare della panchina dove resterebbe uno come Di Maria). Ma a volte le cose che sembrano più ovvie tendiamo a complicarle e a fare danni.

Basterebbe davvero poco a Sampaoli per far giocare un’Argentina quadrata e ordinata. E se accade, tante sono le probabilità che resti in corsa in questi Mondiali. Passato poi il girone dopo tutte quelle critiche, una squadra che ha Messi, Dybala e Higuain con una grande voglia di rivincita può arrivare ovunque.

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