Barcellona, presto il Camp Nou potrebbe cambiare nome

Dietro la scelta del club blaugrana ci sarebbero ragioni economiche: l'attuale sponsor dei catalani sborserà 300 milioni di euro per trasformarlo nella Rakuten Arena.

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C'è chi lo chiama "calcio 2.0" e chi invece sostiene che di fatto il calcio sia sempre stato questo, uno sport talmente popolare da portarsi dietro, inevitabilmente, interessi economici che negli anni sono semplicemente andati aumentando di pari passo con il seguito sempre maggiore della disciplina a livello globale. Comunque la si veda, però, quello che sta per accadere a Barcellona può essere definito un cambiamento epocale: il Camp Nou presto potrebbe cambiare denominazione, diventando così la Rakuten Arena.

Dietro questa scelta ci sarebbero, ovviamente, ragioni economiche: il Barcellona intende reperire fondi per il suo nuovo progetto "Espai Barca", mirato a riqualificare l'area intorno allo stadio e l'impianto stesso attraverso una serie di lavori che andranno a costare circa 600 milioni di euro, e la metà di questa cifra arriverebbe dal colosso giapponese Rakuten, che già dalla scorsa estate adorna le un tempo immacolate maglie blaugrana. 

Proprio la storia del Barcellona racconta, meglio di quella di qualsiasi altro club, l'inevitabile cambiamento di cui è stato protagonista il calcio dagli anni '70 - periodo in cui "scesero in campo" i primi sponsor - in poi e che ha avuto il suo apice nel nuovo millennio, quando una società gloriosa e che aveva sempre rifiutato sponsorizzazioni ha per forza dovuto cedere in nome di inevitabili ragioni economiche.

Barcellona, il Camp Nou diventerà Rakuten Arena?

Fino al 2006 la mitica maglia blaugrana, rappresentante l'orgoglio indipendentista catalano, è rimasta infatti pura, priva di sponsor di alcun genere al punto che anche il semplice marchio dell'azienda produttrice veniva poco tollerato dalla tifoseria. Da quell'anno è comparso il logo dell'UNICEF, sponsorizzazione gratuita da parte del club verso una causa in cui da anni è coinvolto: forse una prova generale per il primo vero sponsor, la Qatar Airways, preceduta dalla Qatar Foundation.

L'arrivo di Rakuten, colosso giapponese dell'elettronica e presente anche nella NBA sulle maglie dei Golden State Warriors, ha portato nelle casse del Barca 55 milioni di euro all'anno e ha segnato il definitivo ingresso del club nel calcio moderno, che prevede come sempre al centro di un progetto vincente la presenza di calciatori di talento ma che non può più prescindere da una forte presenza economica, necessaria per tentare di competere ogni anno ai massimi livelli.

Ecco allora, anche a causa del Fair Play Finanziario che sempre più chiederà ai club di essere in grado di mantenersi, il progetto "Espai Barca", oltre 40mila metri quadrati di terreno che trasformeranno l'area intorno allo stadio in uno spazio interamente dedicato al Barcellona, uno dei club più amati e ammirati al mondo. Un progetto di enorme portata e molto costoso che ha convinto i catalani a cedere i diritti del nome dell'impianto, sorto nel 1957 in risposta al Bernabeu degli eterni rivali del Real Madrid, a Rakuten. Non è la prima volta che viene stretto un accordo del genere, e non sarà di certo l'ultima: in questo caso però si può ben dire che un'epoca, bene o male, si è definitivamente conclusa.

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