Paolo Maldini compie 50 anni: "Sono in ansia per il futuro del Milan"

Il 26 giugno è il giorno in cui la leggenda rossonera taglierà il traguardo del mezzo secolo: "Dissi sì a Barbara Berlusconi per tornare in società, poi saltò tutto".

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Sono dei giorni incredibilmente complicati per tutti i tifosi del Milan, che in questo periodo devono fare i conti con le vicissitudini societarie della loro squadra del cuore a cui si aggiungono quelle legate alla probabile sanzione che il UEFA darà al club nell'attesa sentenza di questa settimana.

Il 26 giugno però è e rimarrà sempre un giorno molto speciale per tutti quanti i sostenitori del Diavolo, visto che è il compleanno di una delle più grandi leggende di una squadra che nella sua storia ha visto alcuni fra i migliori giocatori della storia della Serie A: Paolo Maldini.

L'ex difensore del Milan taglierà il traguardo dei 50 anni e per l'occasione ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport, che gli dedicherà una programmazione celebrativa, in cui ha parlato del futuro suo e del club che rimarrà per sempre nel suo cuore.

MaldiniGetty

Milan, Maldini fa 50: "Dissi sì a Barbara Berlusconi per tornare, poi saltò tutto"

A 50 anni per ogni uomo o donna, è normale farsi delle domande e cominciare a fare dei bilanci sulla propria vita. Anche un grande campione come Paolo Maldini lo fa nell'intervista a Sky, parlando però anche di cosa gli riserverà il futuro e se sarà possibile vederlo ancora al Milan magari con un ruolo da dirigente. 

Ora sono un padre, marito e ex giocatore. Sono fortunato perché non ho bisogno di un lavoro ma è vero che in passato stavo per tornare al Milan: avevo detto di sì a Barbara Berlusconi, poi però saltò tutto non per colpa mia. Ho rifiutato invece la proposta della nuova proprietà, per il futuro non so.

Nuova proprietà che però sembra essere sul punto di lasciare il club rossonero, magari per lasciare spazio all'imprenditore italo-americano Rocco Commisso che pare interessato ad acquistare il 100% delle quote della società. Ora però in casa Milan si pensa solo alla possibile sanzione UEFA, attesa in queste ore.

Sono un po' preoccupato per il futuro del Milan. Però non credo che la UEFA ce l'abbia con il club, anzi penso lo vorrebbe vedere di nuovo forte.

L'ansia che però Maldini prova nei confronti del futuro incerto della squadra non potrà mai cancellare il rapporto quasi simbiotico che c'è fra l'ex difensore della Nazionale italiana e la maglia rossonera.

In carriera ho indossato solo la maglia del Milan e quella dell'Italia. Il rossonero per me è come una seconda pelle, ho sempre voluto rimanere a Milano e non hanno mai pensato di vendermi. Le migliori squadre in cui ho giocato? Quella di Sacchi, la prima di Capello e quella di Ancelotti nel 2002/2003.

Immancabile poi la domanda sulla turbolenta situazione che sta vivendo il calcio italiano, rispecchiata dall'assenza della Nazionale azzurra ai Mondiali di Russia 2018 e al caos all'interno della FIGC.

Il vero problema è la gestione del calcio, manca persino il Presidente. Stimo Abete, ma non cambia mai niente. È tutto un enorme punto interrogativo.

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