Mondiali: i migliori 11 della seconda giornata

Poche le sorprese ma tanti i calciatori non pronosticati a giocare bene. Dalle magie di Modric alla tripletta di Kane, questa è la migliore squadra della seconda giornata.

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Con le partite del girone H, Giappone-Senegal e Colombia-Polonia, è terminato il secondo turno dei gironi dei Mondiali di Russia 2018. Solo nella giornata finale sono stati segnati 14 gol, molti di ottima fattura e tanti campioni e nomi nuovi si sono messi in mostra.

In questo secondo giro di partite le grandi squadre hanno spesso raddrizzato la rotta rispetto alle prime uscite e molti grandi calciatori hanno riaffermato tutto il loro talento e la loro forza. Si prospettano ottavi molto interessanti perché le squadre favorite sono tutte in lizza per passare il turno.

Anche se i risultati non hanno creato grandi sorprese, di nomi poco pronosticabili fra i calciatori che si sono messi in luce non ne mancano. Ecco l’11 dei migliori calciatori, ruolo per ruolo, di questo secondo turno mondiale.

Mondiali, da Shibasaki a Kane: la top 11 della seconda giornata 

Rui Patricio 

Iniziamo con un portiere che ha subito un solo tiro in porta nel corso della sua partita, ma come un adagio intelligente dice, ovvero che il portiere davvero bravo si vede in quell’unico tiro in porta che prende, è stato perfetto. Rui Patricio ha salvato in bello stile nell’unica occasione vera per il Marocco, dando serenità all’intera retroguardia. Il Napoli lo ha cercato per settimane, ma in questo mercato devi muoverti. Senza tanti giri di parole lo ha preso il Wolverhampton per il prossimo anno.

Sime Vrsaljko

Peccato che non giochi più in Italia, ma nell’Atletico Madrid, anche se le voci di mercato che arrivano anche in questo caso da Napoli ne parlano come uno degli obiettivi più cercati da Ancelotti. Sime Vrsaljko ha annullato i suoi avversari argentini in fascia, facendoli rinculare e difendere, mettendoli in enorme difficoltà. Nelle idee di Sampaoli doveva soffrire contro Meza e Tagliafico e invece li ha letteralmente surclassati.


Lucas Hernández

Dopo gli sconquassi che nella prima partita avevano creato sulla fascia sinistra della Danimarca i due del Perù, Carrillo e Avincula, tutti pensavano che sarebbero arrivati da quella fascia i problemi per la Francia. Invece Lucas Hernández, con la collaborazione di Matuidi, li ha silenziati del tutto. Hernández quest’anno è forse il giocatore più migliorato d’Europa e anche lui deve dire grazie a Simeone per tutto quello che ha imparato fino ad oggi.

Yerry Mina

Yerry Mina non può che farsi notare quando gioca. È un difensore di 195 cm, velocissimo, insuperabile di testa e duro come una roccia. Contro la Polonia ha giocato benissimo, andando anche in gol e sbloccando l’attacco della Colombia che appariva frenato. È del Barcellona ma gioca pochissimo. Ha una clausola di 100 milioni, ma dopo la partita con la Polonia qualcuno potrebbe anche provarci.


John Stones

Stones invece è stato già pagato una fortuna, 56,5 milioni di euro dal Manchester City, in quel momento il difensore più pagato della storia. Quel marchio gli è stato appicciato addosso e le sue prove sono sempre state valutate attraverso quel filtro. Contro Panama ha segnato il primo e il secondo gol della sua carriera in nazionale ed è sempre stato un rebus irrisolvibile per i difensori panamensi sui calci piazzati.

Gaku Shibasaki

Nel Giappone in cui tutti aspettavano le giocate di Kagawa e Honda, a tenere in mano la regia offensiva della squadra è stato Gaku Shibasaki. Il suo nome si diffuse a livello internazionale per i due gol che segnò al Real Madrid nella finale del Mondiale per club 2016. Lo hanno subito preso in Spagna dove ha segnato anche al Barcellona con il Getafe. Contro il Senegal è stato cervello e cuore di una squadra coraggiosa e che, scontrandosi contro la Polonia nell’ultima partita, ha ottime possibilità di qualificarsi al turno successivo.

Ahmed Musa 

Il tecnico della Nigeria, Gernot Rohr, prima dei Mondiali disse che Ahmed Musa è un calciatore che può tutto e il contrario di tutto, può giocare una partita trascinante o essere completamente nullo. Contro l’Islanda è sceso in campo il Musa inarrestabile e ha segnato i due gol della vittoria. Chissà che Musa giocherà contro l’Argentina?

Paul Pogba

La Francia in questi Mondiali ha giocato due partite in totale controllo e nei momenti di svolta è stato sempre Paul Pogba a fargli fare il passo in più verso la vittoria. Contro il Perù ha servito, recuperando prima un pallone sulla trequarti, Giroud, mandandolo in porta per il tiro poi corretto in rete da Mbappé. Ormai Pogba è un calciatore conscio delle sue qualità e quando le mette tutte in campo è assolutamente dominante.


Harry Kane

Harry Kane nei top 11 ci entra per la seconda volta consecutiva. Un centravanti come Kane lo adori perché si muove sempre, si fa vedere in ogni azione, combatte contro ogni tipo di difesa e magari fa anche cinque gol in due partite dei Mondiali. Oggi è il miglior numero 9 del mondo. Ma al Real non serve un centravanti?

Luka Modric

Tutti gli osservatori sono sicuri che Modric migliora una squadra come pochi altri calciatori al mondo. Le sue qualità viste contro l’Argentina mostrano come sia un calciatore che riesce a fare regia illuminata e allo stesso tempo fare legna, oltre a fornire assist come un 10 e a segnare dalla distanza. La squadra che ha Modric lo segue, fidandosi ciecamente di lui. Una cosa che prima facevano le squadre di Pirlo.

Xherdan Shaqiri

E chi se l’aspettava Xherdan Shaqiri a questi livelli. Contro la Serbia ha preso un palo e ha segnato al 90’ facendo vincere la Svizzera, ma soprattutto era ovunque, sempre pericoloso per la difesa come non si vedeva ormai da anni. Quando si è tolto la maglia il fisico non era proprio quello di Cristiano Ronaldo, ma non si può avere tutto.

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