Mondiali, si conclude il Gruppo A: primo Uruguay, Russia seconda

La Celeste chiude il girone in testa superando i padroni di casa 3-0, mentre all'ultimo posto finisce l'Egitto del record-man El-Hadary e di un Salah evidentemente deluso.

164 condivisioni 0 commenti

di

Share

In quelli che sono già stati definiti "i Mondiali delle sorprese" il Gruppo A va in archivio dopo aver espresso risultati tutto sommato prevedibili e che mandano agli ottavi di finale del torneo i padroni di casa della Russia e il sempre competitivo Uruguay. Quest'ultimo si prende il primo posto sorpassando la squadra di Cherchesov nello scontro diretto, in programma nell'ultima giornata e che vede un netto trionfo della Celeste.

La squadra di Tabarez non sembra avere alcuna difficoltà nell'imbrigliare una Russia stravolta dal turn-over operato dal ct, che in vista del prossimo turno esclude dalla formazione diversi titolari per fargli riposare o evitare cartellini sgraditi. Dal canto loro i sudamericani, protagonisti di due vittorie poco convincenti contro Egitto e Arabia Saudita, cercano di affinare i meccanismi e centrano l'obbiettivo vincendo 3-0 grazie al gol di Luis Suarez su punizione e allo sfortunato autogol di Cheryshev, fin qui uno dei protagonisti di questi Mondiali. Di Edinson Cavani il gol che chiude la gara nel finale.

Il Gruppo A di Russia 2018 si completa con la sfida tra Egitto e Arabia Saudita, in palio soltanto l'onore con la possibilità di evitare l'ultimo posto: due squadre apparse inadeguate per giocare a questi livelli e che salutano i Mondiali con una prova priva di emozioni particolari. A spuntarla sono gli asiatici proprio all'ultimo istante, ma non si può definirla una vera e propria sorpresa considerando anche la mancanza di una vera posta in palio: la squadra di Salah conclude comunque senza aver conquistato alcun punto.

L'Uruguay festeggia uno dei gol nel 3-0 contro la RussiaGetty Images

Mondiali, si conclude il Gruppo A: primo Uruguay, Russia seconda

Il Gruppo A è dunque quello delle sorprese mancate: non sorprende il trionfo dell'Uruguay, che ridimensiona una Russia forse un po' troppo sicura di se dopo due vittorie contro avversari privi di un vero e proprio spessore. I padroni di casa dimostrano di dipendere molto da alcuni giocatori e allo stesso tempo di non avere una grande profondità di rosa e si confermano abbastanza lenti e prevedibili nella costruzione della manovra.

Se nelle precedenti uscite erano comunque bastate alcune buone individualità e una indubbia superiorità fisica, contro un avversario di spessore vengono fuori tutti i limiti degli uomini di Cherchesov, praticamente mai in partita ma che agli ottavi di finale, schierando nuovamente i titolari e potendo contare sull'inevitabile fattore campo, potranno essere un cliente difficile per chiunque. L'Uruguay invece emerge dopo due partite vinte ma giocate in maniera abbastanza opaca: la squadra di Tabarez è compatta e può contare su una linea offensiva dove Suarez si conferma bomber di razza e Cavani finalmente si sblocca. In tre gare, inoltre,  Muslera non ha subito neanche un gol, a dimostrazione di una straordinaria solidità difensiva.

Luis Suarez e Edinson Cavani durante l'inno dell'UruguayGetty Images
Con i gol garantiti dalla coppia Suarez-Cavani e la solidità difensiva data dal duo di centrali Gimenez-Godin l'Uruguay culla sogni di gloria.

Nell'altra partita del Gruppo A Egitto e Arabia Saudita non regalano un grande spettacolo dal punto di vista tattico ma non fanno mancare le emozioni: Salah è deciso a lasciare il segno in questi Mondiali che lo hanno visto recitare un ruolo da protagonista mancato, trova il vantaggio con un assolo concluso da un pallonetto e si divora poco dopo il 2-0. Nel finale del primo tempo i sauditi si vedono concessi due rigori nel giro di cinque minuti: El-Hadary neutralizza il primo calciato da Al Muwallid ma non può nulla sul secondo, realizzato da Al Faraj. Dopo l'intervallo l'Egitto esce completamente dalla partita e viene beffato proprio nel finale da un bel gol di Al Dawsari, che condanna Salah e i suoi all'ultimo posto nel girone con 0 punti. 

Entra nella storia il portiere egiziano Essam El-Hadary: scendendo in campo contro l'Arabia Saudita diventa, a 45 anni e 161 giorni, il calciatore più anziano ad aver giocato in una partita dei Mondiali, superando il record precedentemente stabilito dal collega colombiano Faryd Mondragon a Brasile 2014. Soprannominato "la Diga", professionista dal 1993 e nel giro della Nazionale dal 1996, El-Hadary ha collezionato un totale di 159 presenze con l'Egitto, con cui ha conquistato 4 volte la Coppa d'Africa, e festeggia lo straordinario traguardo con una prova di ottimo livello che però non basta a evitare la sconfitta dei Faraoni.

Essam El-Hadary alza lo sguardo al cieloGetty Images
Essam El-Hadary, il più anziano calciatore ad aver giocato in una fase finale dei Mondiali.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.