Mondiali, show di Pogba in conferenza: "Non toccate il mio Grizou!".

In sala stampa dopo oltre 2 anni: "A causa dei 100 milioni spesi dallo United non posso neanche cambiare i capelli! E questo potrebbe essere il mio ultimo Mondiale...".

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Aaaaaah, quanto tempo dall’ultima volta… In Francia non vedevano l’ora di fargli delle domande, che fosse "vis à vis" con i giornalisti in sala stampa. Finalmente è successo, direttamente dal ritiro dei Bleus. Paul Pogba in conferenza: una cosa che non accadeva dal 2014. Il centrocampista del Manchester United era l’unico a non averlo mai fatto dalla fase di qualificazione ai Mondiali 2018 in poi.

Sarà perché appunto non succedeva da anni, ma Pogba ha dato spettacolo davanti ai cronisti francesi. La difesa a spada tratta del suo amico Griezmann, “Grizou” per una crasi di talento con Zizou Zidane (uno che qualcosa di buono, più o meno, in Nazionale l’ha fatto...), i complimenti a Deschamps, il rapporto con Mourinho.

E poi l’ipotesi che questo possa anche essere il suo ultimo Mondiale. Visto che “nella vita non si sa mai e magari potrei anche essere infortunato nel 2022…”. In Francia non ci vogliono nemmeno pensare: la qualificazione agli ottavi è in cassaforte, la fase a eliminazione diretta non permette distrazioni di nessun genere. Sarà pure una frase a effetto, però perché pensare al Qatar quando la campagna in Russia sta entrando nel vivo?

Mondiali, show di Pogba in conferenza: "Non toccate il mio Grizou!".

Paul PogbaGetty Images
Paul Pogba, 25 anni, ha tornato in sala stampa dopo oltre 2 anni

Pogba è sereno, si presenta in sala stampa con un sorriso a 32 denti. Forse pure qualcuno in più. Contro il Perù è stato uno dei migliori in campo, soprattutto nel primo tempo. Suo il pallone riconquistato che ha portato al gol del vantaggio (e decisivo e del record) di Mbappé: 

Vi voglio tanto bene (ride rivolgendosi ai giornalisti, ndr), mi siete mancati. Non sono un tipo loquace e forse è meglio così. Ma sono contento di vedervi, è positivo. Ora siamo qui per vincere, non siamo venuti in Russia per ballare. Abbiamo giocatori di qualità, dobbiamo lottare, possiamo farcela. Voglio vincere, potrebbe pure essere il mio secondo e ultimo Mondiale: sono realista, do sempre il massimo ma non si può mai sapere. In futuro potrei essere infortunato o non convocato…

Paul PogbaGetty Images
Pogba ha difeso i compagni (Griezmann e Mbappé su tutti) e anche se stesso: colpa dei 100 milioni spesi dallo United

Pogba sorride, è diventato un leader che difende i compagni. Primo su tutti Griezmann, considerato sotto tono dalla stampa e la cui sostituzione contro l’Australia ha scaturito una scia incredibile di polemiche. Poi però l’ex Juve protegge anche se stesso: colpa di quei 100 milioni di euro sborsati dal Manchester United…

Vi sbagliate: Griezmann sta bene, è in forma. Non ha segnato, è vero, ma non significa nulla. Avete visto il lavoro difensivo che ha fatto? Mancano ancora tante partite, ve l’ho detto, non toccare il mio “Grizou”! Lo stesso vale per Mbappé: i giudizi non possono basarsi solo sui gol. Le critiche nei miei confronti? Il trasferimento allo United mi ha cambiato la vita. Dopo i 100 milioni spesi dal club sembra che io non abbia più il diritto di farmi un taglio particolare di capelli… Si critica tutto! Io sono così, uno show-man. Mi piace ridere, scherzare, fare battute. Devo essere preso per come sono…

Paul PogbaGetty Images
Pogba, sorridente e scherzoso: è diventato il leader della Nazionale francese: "Ma non il padrone..."

Parole dolci anche per il ct Deschamps: è stato un calciatore di livello, sa come ci si rapporta all'interno dello spogliatoio. Stesso discorso per Mourinho, suo tecnico durante l'anno. Rapporti diversi, ottimi in entrambi i casi:

Didier mi ha sempre difeso davanti ai media. Mi ha consigliato di essere me stesso, mi dà continui suggerimenti dentro e fuori dal campo. Ha un ottimo rapporto con i suoi giocatori. Mourinho? Anche con lui sono cresciuto, ma è un rapporto differente. Durante l’anno sono sempre con lui, il ct naturalmente lo vedo di meno… Io leader? Perché no, ma non definitemi padrone della Francia. È un termine sbagliato!

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