Mondiali, dall'Inghilterra: "La FIFA ha coperto la Russia sul doping"

Da un'inchiesta del The Mail on Sunday emergono pesanti accuse nei confronti del massimo organismo internazionale, che sarebbe a conoscenza di irregolarità russe.

L'esultanza dei giocatori russi ai Mondiali Getty Image

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Dopo le accuse di qualche giorno fa arrivate da oltreoceano, in cui gli Stati Uniti avevano "suggerito" di controllare con più accuratezza eventuali usi di doping da parte della nazionale russa ai Mondiali, ecco che ne arrivano di nuove, direttamente dall'Europa, molto più argomentate e dettagliate.

La bomba la lancia un'inchiesta del The Mail on Sunday, che porta alla luce nuove prove di doping da parte della Russia, accusando poi la FIFA di esserne a conoscenza e quindi di aver contribuito a insabbiare il tutto.

Tra i dettagli all'interno di questo dossier del portale britannico, ci sarebbe anche la prova del fatto che il ministero dello sport russo abbia coperto un test positivo di uno dei giocatori inizialmente convocati per la spedizione ai Mondiali, per poi scambiare il campione di urina contaminato con un altro pulito. Sempre secondo il The Mail on Sunday, 18 mesi fa la FIFA avrebbe ricevuto le prove documentali di queste coperture a livello istituzionale nel calcio russo, ma apparentemente non si sarebbe attivata per indagare sui soggetti interessati, nonostante la portata di questo eventuale scandalo di corruzione fosse norme.

The Mail of Sunday e la sua inchiesta sul doping russoThe Mail of Sunday
L'inchiesta sul doping russo del The Mail of Sunday

Mondiali, nuove accuse su possibile doping russo

Gli investigatori, difatti, tempo fa spiegavano come i casi di doping scoperti fossero solo la punta dell'iceberg e che almeno 34 di questi potessero essere provati da documenti e testimonianze che avrebbero consentito tranquillamente alla FIFA di avviare un'inchiesta al riguardo. Invece - scrive il TMOS - nonostante la FIFA affermi di aver esaminato il caso da oltre un anno, ancora non sono stati avviati procedimenti disciplinari nei confronti di nessuno.

L'ex capo della WADA, l'agenzia mondiale antidoping, ha motivato così questo immobilismo: "È ovvio - spiega Richard Pound - quando ci sono milioni in ballo e si vuole garantire che i Mondiali si svolgano senza problemi".

A far scattare di nuovo l'allarme è stata la partenza eccellente della Russia, prima a punteggio pieno nel gruppo A (miglior avvio di sempre di un Paese organizzatore) sebbene prima di questa competizione la nazionale non fosse riuscita a vincere da quasi un anno, e pure i chilometri percorsi complessivi dei giocatori (230), superiori a qualsiasi altra Nazionale in queste prime due gare.

Mondiali, dubbi sulle prestazioni della RussiaGetty
L'inchiesta sul doping russo del The Mail of Sunday

La ricostruzione dell'inchiesta The Mail of Sunday

Ecco nel dettaglio i fatti sconcertanti emersi dall'inchiesta del The Mail on Sunday, incentrati in particolare sul caso di doping che ha riguardato Ruslan Kambolov:

Sabato 30 maggio 2015 - Ruslan Kambolov, allora 25enne difensore del Rubin Kazan, viene selezionato per il test antidoping dopo l'1-1 in trasferta a Ufa. Il suo campione risulta positivo per alti livelli di detametasone steroideo, indicando chiaramente un uso recente della sostanza vietata. Tale campione viene etichettato con il codice 3878295 all'interno del sistema di controllo antidoping russo.

Mercoledì 3 giugno 2015 - Una mail dai sistemi antidoping russi viene inviata alle 10.30 al funzionario del ministero dello sport, Aleksey Velikodny. In questa il capo del Laboratorio, Grigory Rodchenkov, informa che un calciatore russo di sesso maschile è risultato positivo al desametasone lo scorso 30 maggio "in modo significativo rispetto al soglia". Lo scopo di questa mail è ottenere indicazioni su come "gestire" il caso.

Giovedì 4 giugno 2015 - Sempre via mail arriva la risposta di Velikodny, che ordina di "salvare" il campione di Kambolov. Il termine "salvare" viene indicato dall'inchiesta come una parola in codice che intenda in realtà "coprire".

Due documenti recuperati nel corso delle sue ricerche dal professor Richard McLaren, dimostrano come il campione 3878295 fosse molto simile a tre campioni conservati nella "Banca delle urine pulite", un sistema contenente 10mila esami russi, messi da parte. Questi tre provenivano nella fattispecie da un atleta di atletica leggera, un penthatleta (quello più simile in assoluto) e un sollevatore di pesi.

Mercoledì 10 giugno 2015 - I diari Rodchenkov scrivono che un ufficiale russo dell'FSB, Evgeny Blokhin, è arrivato per sorvegliare lo scambio di urina. Rodchenkov testimoniò che Blokhin era lo stesso ufficiale dell'FSB che supervisionava lo scambio di urine alle Olimpiadi di Sochi. In questo caso Blokhin non ha concretamente scambiato l'urina, ma il diario di Rodchenkov dice che ha supervisionato alcuni "maghi che hanno fatto i loro trucchi" per aprire la provetta di Kambolov, scambiarla e rimettere il coperchio.

Le documentazioni alla FIFA sono state presentate dal Professor Richard McLarenGetty Image
Il Professor Richard McLaren ha portato all'attenzione della FIFA le documentazioni

Il presunto coinvolgimento della FIFA

La FIFA non sapeva nulla di tutto questo o di altri casi di doping di quel periodo, perché erano ancora coperti. Successivamente però, nel dicembre 2016, il massimo organismo calcistico ha ricevuto un dossier con tutte queste prove. La FIFA non ha mai spiegato come abbia sviluppato le indagini al riguardo, e l'inchiesta ritiene che abbia archiviato il caso Kambolov, senza approfondire questo caso documentato di insabbiamento.

Kambolov è stato poi escluso dalla rosa della Russia ai Mondiali lo scorso mese, mentre la FIFA stava preparando una dichiarazione in cui spiegava come nessun membro della squadra fosse mai stato colpevole di casi di doping. Il Professor Richard McLaren - l'investigatore nominato dalla WADA per condurre una ricerca che ha messo insieme le prove - ha commentato così al The Mail of Sunday: 

Traete voi le conclusioni sul perché sia stato escluso, ma a me sembra chiaro. Ho incontrato la FIFA l'anno scorso, parlando delle prove raccolte: da allora non ho saputo più nulla, non so perché non abbiano agito.

Per concludere, è opportuno sottolineare come la FIFA - continua TMOS - si sia rifiutata di rispondere a domande specifiche al riguardo, ripetendo sempre di non avere prove sufficienti per perseguire i giocatori russi e spiegando come le opinioni di Pound e McLaren non siano chiare.

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