Mondiali 2018, tris Colombia, Falcao&co. buttano fuori la Polonia

La Colombia stavolta non sbaglia: tris alla Polonia e speranze di qualificazione ancora vive. Lewa e i suoi escono mestamente dai Mondiali, tra le lacrime.

Tris Colombia, e la Polonia è fuori Getty Images

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Una leggenda romantica di fondazione a Kazan racconta di una principessa tatara, che ha perso un vassoio d'oro nel fiume (da cui l'etimologia incerta del toponimo). Folklore, direte voi, ai Mondiali 2018 stavolta José Pekerman e Nawalka cambiano tanto, tantissimo, è una partita da dentro o fuori. Dopo il pareggio tra Senegal e Giappone non c'è spazio per altri passi falsi. 

Grandi critiche in settimana per Polonia e Colombia, che hanno perso nel fiume, come la principessa tatara, la loro gara d'esordio ai Mondiali 2018, nonostante le premesse e i grandi nomi. Alla fine la scossa arriva solo per i colombiani: Boniek osserva i suoi senz'anima, che si avviano con scarsa convinzione al tracollo. 

Polonia-Colombia è la sfida dei super bomber, da una parte "El Tigre" Radamel Falcao, dall'altra Lewandowski: tutti e due al centro del calciomercato, tutti e due catalizzatori di speranze nazionali. Solo uno farà un gol pesantissimo, decisivo, capace di buttare fuori la Polonia dai Mondiali 2018

Cuadrado ha segnato la terza rete della Colombia contro la PoloniaGetty Images
Cuadrado ha segnato la terza rete della Colombia contro la Polonia

Mondiali 2018, dentro o fuori: Mina+Falcao+Cuadrado fanno fuori la Polonia

Pekerman l'aveva detto, con una certa saggia ironia: la Polonia si batte in 11. Il riferimento al'espulsione di Sanchez, dopo appena pochi minuti di gioco contro il Giappone, è abbastanza chiaro: nella città che ospita un tempio di tutte le religioni (con 16 torri a rappresentare le maggiori 16 confessioni del mondo), non c'è spazio per il concetto di misericordia. Il Tatarstan è da sempre raro esempio di coesistenza pacifica di popoli: forse per questo, o forse è troppo anche azzardarlo, Colombia e Polonia cominciano a spararsi a salve. Tutte e due le squadre cercano i loro attaccanti migliori, tutte e due le difese attenzionano in maniera speciale i dirimpettai più carismatici. La qualità colombiana (tra Cuadrado, James Rodriguez, Falcao e Quintero sembra di essere ad una degustazione tecnica) si scontra con la praticità polacca, con avvio pieno zeppo di cambi di fronte. Aguilar paga la durezza del match e il peso specifico della partita ed esce in barella (al suo posto Uribe). La Colombia cresce, sulle ali di un Cuadrado formato Champions, straripante, inesauribile, folle di dribbling. Da quel 23 luglio 2012, il momento del suo arrivo a Firenze, quanto tempo dalle confessioni di Pradè, che ci credeva molto, a qualche cronista amico: ai Mondiali 2018 mette le ali alla Colombia. 

A portare in vantaggio la Colombia sono i 195 cm di Yerri Mina, mister 100 milioni come la sua clausola al Barcellona (da cui vuole andare via, poco sfruttato) e forse l'ombra di Buffon: sembra quasi pesare sulle spalle di Szczesny, che si fa dominare in area piccola, sugli sviluppi di un angolo. Al suo arrivo al Barcellona, Mina si è tolto le scarpe prima di scendere in campo. "Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, sarà vostro", recita il Deuteronomio: chissà se vale anche per il cielo. 

Yerri Mina tocca il cielo contro la PoloniaGetty Images
Yerri Mina tocca il cielo contro la Polonia

La Polonia sembra scoraggiata, in difficoltà: Lewandowski è scarico e non vede maglie polacche intorno per tutto il primo tempo, i ritmi non si alzano troppo quando la palla staziona dalle parti delle aquile. Serve l'intervallo per provare a riordinare le idee in casa Polonia, ma gli spazi tra le linee crescono, al contrario della pericolosità: davanti alle leggende Valderrama e Higuita, al 70' è "El Tigre" Falcao a buttare fuori la Polonia, con un un esterno delizioso che certifica il 2-0 per la Colombia. La faccia di Lewandowski è opposta: al ruggito del Tigre corrisponde il vuoto mesto sul viso di Lewa (uno dei pochi a fare almeno un tentativo), chiuso, vittima di una squadra povera. Senza sorriso, sul baratro la Polonia: arriva il tris di Cuadrado, nel più classico, "inmarcesible" contropiede. Aveva ragione Pekerman, la Polonia si batte in undici. L'ultimo a mollare è proprio Lewandowski: tiro da fuori, è l'ultimo sussulto polacco. Aveva ragione la principessa tatara, a Kazan si perde qualcosa. La Polonia esce in lacrime: come se avesse perso qualcosa, di importante davvero, i Mondiali. 




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